Dopo Daytona e Atlanta, il CIN sbarca in Texas per la prima di una serie di gare su ovali “tradizionali” dall’approccio diverso
Due gare sono servite per aprire la stagione. Texas servirà per cominciare a misurarla davvero in un altro modo. Oggi, lunedì 28 settembre, la CIN Cup eSports Series arriva sul Texas Motor Speedway per Race 3 della Regular Season e cambia completamente il tipo di esame: meno dipendenza dal caos del gruppo, più attenzione al passo, alla gestione delle gomme e a quello che succederà quando gli stint inizieranno ad allungarsi.
È il primo vero cambio di linguaggio tecnico della stagione. Texas resta una pista dove la scia può avvicinare le vetture, ma i precedenti più recenti raccontano anche quanto possano diventare determinanti la velocità sul lungo periodo e la capacità di conservare prestazione quando le gomme cominciano a perdere efficacia. E proprio i numeri recenti del Texas raccontano una storia interessante.
Nelle ultime tre edizioni archiviate del Gruppo A, Cristian Loi ha conquistato sempre la pole position. Nel 2023-24, però, non bastò: Alessio Fabbri vinse partendo dalla sesta posizione in una gara completata senza una sola caution. Nelle due stagioni successive il copione cambiò ancora e Loi riuscì invece a trasformare entrambe le pole in vittoria.
Tre gare, tre sviluppi differenti. Una corsa completamente verde, poi due edizioni nelle quali le neutralizzazioni sono tornate a incidere. È un dettaglio utile soprattutto per evitare un errore: pensare che Texas abbia una sola ricetta.
Il Brakeless Racing Team Reloaded arriva inevitabilmente sotto osservazione proprio per il recente rapporto di Loi con questa pista. Il campione in carica ha vinto le ultime due edizioni della Cup disputate qui e pochi giorni fa ha conquistato anche la Texas 180 della Truck Series. La Next Gen sarà però un’altra storia e lo stesso Loi, parlando durante la settimana, ha individuato nel long run uno dei momenti nei quali la prestazione individuale potrà iniziare realmente a emergere.
Ma il pilota che arriva a Texas davanti a tutti non è Loi. Vincenzo Acquaviva guida la Regular Season con 87 punti dopo due gare, due pole position e 112 giri condotti. Non ha ancora vinto, ma è stato il riferimento in qualifica sia a Daytona sia a EchoPark. E su una pista dove nelle ultime tre edizioni la pole è appartenuta sempre allo stesso pilota, il tema del giro secco assume inevitabilmente un peso particolare.
Dietro, però, non esiste ancora spazio per amministrare. Michele Casiraghi e Francesco Bartelloni sono appaiati a 82 punti, Loi segue a 81 e Fabbri a 79. Tra il primo e il quinto della classifica ci sono appena otto punti. È forse questo il dato che racconta meglio l’ingresso a Texas: dopo due round nessuno è riuscito a scappare.
Per ABS Motorsports la settimana è stata inevitabilmente segnata dall’analisi di EchoPark, ma Texas offre anche un precedente molto più utile da guardare in avanti: Fabbri è l’ultimo pilota diverso da Loi ad aver vinto qui nel Gruppo A. Acquaviva, invece, arriva con una velocità sul giro singolo che nelle prime due gare è stata una costante. La domanda non riguarda quindi soltanto il passo: riguarda la capacità di mettere finalmente insieme l’intera corsa.
Alle spalle dei nomi già stabiliti, la griglia ufficiale aggiunge poi un altro elemento che rende Race 3 interessante. Alessandro Botti e Stefano Re saranno entrambi nel gruppo principale dopo essere finiti nel radar di Loi durante la settimana. Non sono più soltanto due nomi indicati dal campione in carica: lunedì avranno la possibilità concreta di misurarsi nello stesso contesto.
E anche il passaggio tra Gruppo B e Cup continua a produrre movimento. Giuseppe Curcio, vincitore del Gruppo B a EchoPark, è stato convocato nel gruppo principale per Texas. È la dimostrazione più immediata di quanto rating e penalità possano ridisegnare realmente il paddock dopo ogni evento.
La Texas 160 ripartirà così con 22 piloti e senza il vincitore del round precedente nel proprio schieramento. Non perché Curcio abbia lasciato il campionato, ma perché il sistema lo ha portato dentro un confronto diverso. È esattamente ciò che rende il Gruppo B una parte dinamica della stagione e non una categoria cristallizzata.
Oggi, però, tutto questo passerà in secondo piano non appena verrà data la bandiera verde. Texas porterà per la prima volta quest’anno il gruppo a confrontarsi seriamente con consumo, ritmo, adattamento della vettura e variazione della prestazione durante lo stint. Chi è stato veloce nei primi due appuntamenti dovrà dimostrare di esserlo anche quando la gara smetterà di essere una questione di posizione nel gruppo e inizierà a diventare una questione di decimi ripetuti giro dopo giro.
È qui che Race 3 può cominciare a raccontare qualcosa di nuovo sulla stagione. La DrivingItalia.net Texas 240 sarà trasmessa in diretta LIVE su SimRacingLeague. Daytona ed EchoPark hanno aperto il campionato. Texas comincerà a dirci chi, oltre a essere veloce, sa costruire una gara.
Due gare sono bastate per togliere al Gruppo B qualsiasi tentazione di costruire gerarchie troppo presto. Daytona ed EchoPark hanno raccontato corse completamente diverse, ma hanno lasciato la stessa impressione: qui la posizione conquistata alla partenza conta, il nome conta, l’esperienza conta. Poi arriva la gara e rimette tutto in discussione.
Il punto più interessante, entrando nella settimana di Texas, è proprio questo. Parlare oggi di una griglia già definita sarebbe sbagliato: il Gruppo B non è una categoria cristallizzata per tutta la stagione. Dopo ogni evento la composizione viene rideterminata sulla base di rating e penalità. Chi ha corso davanti a EchoPark non è automaticamente destinato a ritrovarsi nello stesso gruppo lunedì sera.
Ed è proprio questa mobilità a rendere il suo paddock così particolare. Non c’è soltanto una gara da preparare: per alcuni piloti ogni appuntamento può significare cambiare avversari, scenario e perfino gruppo di riferimento.
Daytona aveva già rovesciato la logica della griglia con Leonardo Padurariu capace di costruire la propria corsa partendo dalle retrovie. Una settimana più tardi EchoPark ha cambiato nuovamente protagonisti e ha consegnato la vittoria a Giuseppe Curcio dopo una serata nella quale la gara è rimasta aperta fino al G/W/C. Ma fermarsi ai due vincitori significherebbe perdere la parte più interessante della storia.
Leonardo Stefania è passato da un debutto complicato a una gara trascorsa a lungo nelle posizioni che contano. Rocco Alberto Vignola ha risposto a Daytona con un podio a EchoPark. Luca Lezzi è riuscito a essere protagonista in contesti completamente differenti. Padurariu, dopo la vittoria inaugurale, ha nuovamente dovuto costruire la propria gara partendo indietro.
Non sono ancora gerarchie. Sono candidature. Ed è una differenza importante, perché Texas non riceverà necessariamente la stessa fotografia lasciata da EchoPark. Prima arriveranno gli aggiornamenti ufficiali di rating, le eventuali penalità e quindi le convocazioni. Solo allora sapremo realmente chi comporrà il Gruppo B della Texas 160.
È una dinamica che rende impossibile leggere questa parte del campionato come una semplice seconda divisione con protagonisti fissi. Il Gruppo B è più vicino a una porta girevole: una buona prestazione può modificare il percorso di un pilota, una serata difficile può riportarlo dentro una battaglia diversa già dall’evento successivo.
Per questo Texas interessa ancora prima di conoscere tutti i nomi della griglia. Dopo due round nessuno ha ancora imposto una continuità tale da trasformarsi nel riferimento assoluto e, soprattutto, il sistema stesso impedisce di dare per scontato che gli stessi protagonisti continuino a sfidarsi nello stesso contesto.
La Texas 160 partirà quindi con una domanda più interessante del classico “chi è il favorito?”: chi arriverà davvero a Texas con l’occasione di cambiare il proprio percorso nel campionato? La risposta arriverà con le convocazioni ufficiali. Fino ad allora, una cosa è già chiara: nel Gruppo B le gerarchie durano soltanto fino al controllo successivo.
Immagine: i-cin.it
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