Due penalità e un incidente mandano Loi ripetutamente in fondo, ma il campione in carica trionfa anche in Texas. Curcio sorprende e chiude sul podio
Texas doveva cambiare il metro della stagione e lo ha fatto davvero. La Race 3 della CIN Cup eSports Series 2026-27 ha premiato Cristian Loi, capace di trasformare una serata tutt’altro che lineare in una vittoria pesante: 160 giri completati, 98 trascorsi al comando e bandiera a scacchi davanti a Riccardo Casiraghi e Giuseppe Curcio. Un successo che porta il pilota del Brakeless Racing Team Reloaded anche al comando della Regular Season, mentre alle sue spalle la classifica comincia già a prendere una forma molto interessante.
Loi era partito dalla pole e i numeri finali raccontano quanto la Chevrolet numero 91 sia stata un riferimento durante la serata, ma limitarsi ai 98 giri condotti restituirebbe soltanto metà della storia. Il riepilogo ufficiale registra dieci caution per 31 giri neutralizzati e dieci cambi al comando: un andamento molto più frammentato di quanto il Texas sembrasse promettere alla vigilia, con continui reset degli equilibri e poco spazio per costruire una gara semplicemente sul ritmo.
È stato lo stesso Loi a descrivere bene la prima parte della corsa nell’intervista post-gara «Sì, è stata una gara, o almeno per i primi due terzi, abbastanza movimentata, non mi aspettavo così tante gialle. E purtroppo sì, ho fatto un paio di errori, una volta in entrata pit e una volta in uscita pit, quindi ho preso un paio di volte un drop to end…». Proprio questo rende il risultato ancora più significativo: la sua non è stata una marcia priva di ostacoli, ma una gara nella quale ha dovuto ricostruire più volte la propria posizione prima di tornare davanti nel momento decisivo.
Quando la corsa ha finalmente trovato una fase più lunga in verde, il tema è cambiato. La velocità pura ha lasciato sempre più spazio alla capacità di proteggere gli pneumatici, soprattutto restando nel traffico e inseguendo da vicino un’altra vettura. Loi lo ha sottolineato «Non penso che lui [Alessio Fabbri, ndr] ne avesse tanto meno di me, semplicemente stando così vicino purtroppo con queste macchine il degrado gomma è esagerato, soprattutto in una pista così veloce.». Il Texas ha quindi premiato non soltanto chi aveva il passo, ma chi è riuscito a conservarlo quando gli stint hanno iniziato ad allungarsi.
Alle sue spalle Riccardo Casiraghi ha costruito una gara molto diversa. Partito settimo, il pilota dell’ABS Motorsports Alpha ha recuperato fino alla seconda posizione, completando tutti i 160 giri senza incidenti e chiudendo a 2.207″ da Loi. Già aveva spiegato come una qualifica imperfetta gli avesse complicato la posizione di partenza: «Sì, sicuramente su questa pista vale molto, vale molto di più, sì. Niente, diciamo che le qualifiche non mi sono andate benissimo: stavo migliorando nel secondo giro, ma l’ho persa in T4, altrimenti sarei partito qualche posizione più avanti.»
La rimonta fino alla piazza d’onore non ha però cancellato le difficoltà dell’ultima parte. Casiraghi ha aggiunto: «L’ultimo stint sinceramente pensavamo di avere un buon setup sulla lunghissima distanza, ma in realtà soprattutto Alessio e anch’io abbiamo sofferto un po’ di degrado gomme.». È uno dei passaggi che spiegano meglio il finale: con il consumo che aumentava giro dopo giro, Loi è riuscito a costruire il margine necessario e Casiraghi ha dovuto consolidare un secondo posto comunque molto importante per il campionato.
Se il successo di Loi conferma un nome già stabilmente nelle zone alte, il terzo posto di Giuseppe Curcio è invece una delle storie più forti della serata. Il pilota della CuBe Competizioni Platinum, arrivato dritto dal Gruppo B, partiva dalla ventitreesima posizione e ha chiuso sul podio a 4.986″ dal vincitore. Una risalita costruita senza avere, almeno alla vigilia, sensazioni particolarmente rassicuranti sul comportamento della Toyota.
Curcio lo ha raccontato «Podio inaspettato assolutamente, diciamo che durante la settimana il sottosterzo in curva 2, sovrasterzo in curva 4, un setup che non voleva trovare la quadra; stranamente poi in gara sembrava andare. L’obiettivo era solamente quello di non bruciare le gomme, tirarsi fuori dai problemi, dalle varie caution, dai vari big one…». Dal ventitreesimo posto al terzo, il suo Texas diventa così un esempio di quanto gestione e sopravvivenza siano state decisive almeno quanto la prestazione sul giro singolo.
Alessio Fabbri ha chiuso quarto con la Ford dell’ABS Motorsports Arcade, a 6.233″ da Loi. Partito secondo, ha guidato per 31 giri e ha conquistato il secondo stage dopo aver terminato il primo alle spalle del vincitore. Il quarto posto gli permette soprattutto di restare pienamente agganciato alla testa della Regular: dopo tre gare è secondo con 131 punti, dieci in meno rispetto a Loi.
Il Texas modifica infatti in modo sensibile la fotografia del campionato. Loi sale a 141 punti grazie alla seconda vittoria nelle prime tre gare e ai due stage già conquistati in questo avvio di stagione. Fabbri rimane come detto il primo inseguitore a quota 131, mentre Riccardo Casiraghi sfrutta il secondo posto per portarsi a 118. La Regular Season aggiornata vede poi Vincenzo Acquaviva quarto con 99 punti e Michele Casiraghi quinto con 97.
Dietro ai protagonisti del podio non sono mancate altre rimonte importanti. Miguel Lopez, con Owls Esport, è salito dalla dodicesima alla quinta posizione; Paolo Viviani ha trasformato la ventisettesima casella di partenza nel sesto posto finale e Carlo Coviello ha fatto ancora meglio sul piano delle posizioni recuperate, passando dalla ventottesima alla settima. Adriano Steffan ha chiuso ottavo dopo essere partito venticinquesimo, mentre Alessandro Dalledonne e Alessandro Botti hanno completato la top ten.
Texas lascia quindi una doppia indicazione. Da una parte Loi esce dal terzo round con vittoria e leadership della Regular; dall’altra, Casiraghi, Curcio e Fabbri hanno mostrato tre modi completamente differenti di restare protagonisti in una gara che ha cambiato volto più volte. Le caution hanno segnato i primi due terzi, poi il degrado degli pneumatici ha spostato il peso della corsa sulla gestione: proprio il tipo di variabili che questo appuntamento doveva mettere alla prova.
Sette millesimi separano Riccardo Rossero #12 e Michael Mora #51 sul traguardo di Texas. Dopo 107 giri, Race 3 del Gruppo B si decide al fotofinish e premia l’indipendente Rossero, capace di risalire dalla 18ª posizione e di ribaltare nel finale una gara che Mora aveva controllato quasi interamente. Il poleman della CuBe Competizioni Platinum conduce infatti 85 tornate, ma perde il comando proprio nella volata che assegna la vittoria.
Mora costruisce una gara quasi perfetta fin dalla qualifica. Parte davanti a tutti, tiene il controllo della corsa per lunghissimi tratti e chiude senza incident point. Gli 85 giri condotti sui 107 complessivi raccontano meglio di qualsiasi altra statistica il suo dominio, in una serata nella quale il gruppo sceglie per gran parte della distanza di seguire strategie differenti senza forzare eccessivamente il ritmo.
Rossero percorre invece una strada completamente diversa. Non mette a referto un tempo cronometrato in qualifica e scatta dalla 18ª posizione, impostando la propria gara sulla strategia e sulla gestione delle gomme. Quando le caution arrivano nella parte conclusiva, il numero 12 si ritrova con pneumatici più freschi e può costruire la rimonta che lo porta progressivamente fino alle spalle di Mora. Il dato finale aggiunge un’altra firma alla sua serata: oltre alla vittoria, Rossero realizza anche il giro più veloce della gara in 28.784″ al giro 103.
La prima parte di Texas è soprattutto gestione. Per 63 giri la gara rimane in verde e le differenze emergono principalmente dal modo in cui ogni pilota decide di utilizzare gli pneumatici. Areski Etillieux sulla #93, indipendente, è tra i più aggressivi nelle prime tornate: partito 11°, recupera rapidamente terreno e arriva per alcuni giri nella zona podio. Il prezzo viene però pagato sul lungo periodo. Il degrado lo costringe ad anticipare la sosta dopo aver perso numerose posizioni e il suo risultato finale sarà la 14ª posizione, a tre giri dal vincitore.
Il lungo run senza interruzioni termina quando Andrea Giacometti con la #38 perde il controllo della vettura in curva 3 in seguito a un problema al volante e colpisce il muro. La Toyota dell’indipendente resta pesantemente danneggiata e la gara viene neutralizzata per la prima volta. Giacometti completerà 62 giri prima del ritiro.
La seconda caution nasce invece dall’episodio tra Etillieux e Simone Tegas (#69) del Team Racing Point. In avvicinamento a curva 3, Etillieux non vede Tegas mentre quest’ultimo sta completando la fase di sorpasso e il contatto manda entrambi contro il muro. La situazione si complica ulteriormente durante il ricompattamento dietro la pace car: Valerio Petretti (#11) non riesce a rallentare in tempo e colpisce Marco Aleandri (#26) e lo stesso Tegas. I danni sono importanti per tutti i coinvolti e soprattutto per Petretti, costretto successivamente al ritiro.
Le ultime due neutralizzazioni coinvolgono Claudio Pavanello (#64), in difficoltà nelle ripartenze con un passo sensibilmente più lento rispetto al gruppo. Le caution cancellano i margini costruiti durante la fase centrale e trasformano gli ultimi chilometri in una vera sprint di cinque giri. È esattamente lo scenario che riapre una gara che Mora sembrava avere saldamente nelle proprie mani.
Alla ripartenza decisiva Rossero può sfruttare la strategia impostata nelle fasi precedenti e le gomme più fresche. Mora prova a difendere una prima posizione mantenuta per quasi tutta la serata, ma i due arrivano praticamente insieme sul traguardo. Il cronometro assegna la vittoria a Rossero per appena 0.007″: un margine minimo che trasforma una gara a lungo controllata dal numero 51 in uno dei finali più serrati della stagione.
Alle loro spalle Cristian Merlonetti #13 del TC Racing Motorsports Gold completa il podio a 0.692″. Guillermo Pequerul #85 della CuBe Competizioni Platinum chiude quarto a 1.131″, mentre Andy Armeanu #77 è quinto a 1.275″. Stefano Sorrenti termina sesto, davanti alla rimonta di Simone Sarraino, partito 21° e arrivato settimo. Leonardo Stefania, Tegas e Aleandri completano la Top 10.
Texas ridisegna anche la parte alta della Regular. Guillermo Pequerul della CuBe Competizioni Platinum sale al comando con 23 punti, gli stessi di Leonardo Stefania #87 del GG Racing Team. Leonardo Padurariu segue a quota 22, mentre Luca Lezzi e Giovanni Palaric sono appaiati a 20. Con il successo ottenuto alla sua prima partenza stagionale, Rossero entra direttamente in sesta posizione con 16 punti; Mora, dopo due pole in due presenze nel Gruppo B, sale invece a quota 14.
Il CIN Cup eSports Series tornerà lunedì 12 ottobre 2026, sempre alle 21:20 circa, in Iowa.
La classifica della “DrivingItalia.net 200”
La classifica della stagione 2026/27 del CIN dopo la terza gara
Immagine: i-cin.it
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