Seconda gara dei playoff per il CIN. Stasera alle 21:20 si gareggia ad Indianapolis
Lunedì 23/02/2026 il Campionato Italiano NASCAR torna in pista per la seconda gara dei playoff – Round of 16, e lo fa su uno dei templi assoluti del motorsport: Indianapolis. Qui non si corre soltanto su un ovale: si corre dentro la storia. Un circuito che per la NASCAR è sempre stato un esame di maturità, un luogo dove ogni metro ha un peso specifico e dove la differenza tra “esserci” e “contare” si misura in dettagli.
Indianapolis, per chi ama queste gare, è un paradosso affascinante: sembra semplice, quasi lineare, ma in realtà è un labirinto di scelte. Le curve chiedono rispetto, i rettilinei illudono, e il ritmo è una promessa che può tradire da un giro all’altro. Qui non basta essere veloci: bisogna essere lucidi. E soprattutto, bisogna sapere quando è il momento di colpire.
Perché la strategia sarà fondamentale. In una gara che può facilmente scivolare verso lunghissime azioni in verde, saranno decisive le cose che non finiscono sempre nei titoli: le traiettorie pulite, la capacità di non stressare la macchina, e soprattutto le gomme belle fresche quando servirà davvero attaccare. In verde prolungato non vince chi “spinge sempre”, ma chi arriva al momento giusto con ancora qualcosa da dare: grip, stabilità, e quel margine di aggressività che fa la differenza quando la scia diventa un invito a nozze.
I numeri della serata sono chiari e scandiscono il racconto: gara da 96 giri, stage che termineranno rispettivamente ai giri 29 e 58.
E, come ogni grande serata che si rispetti, ci sono i protagonisti annunciati. Fabbri, campione e riferimento, e Loi, rivale naturale, tornano a incrociare i destini in un dualismo costante, manco fossero Coppi e Bartali sulle strade del Giro d’Italia: uno risponde, l’altro rilancia, e intanto il gruppo guarda e aspetta lo spiraglio. Ma nei playoff non esistono copioni: esistono occasioni.
E allora occhio agli outsider, che ormai outsider lo sono solo per definizione: Bartolloni, Casiraghi e Acquaviva sono quelli che arrivano quando meno te lo aspetti, quelli che non hanno bisogno di essere i più citati per essere pericolosi. A Indianapolis, se gestisci bene e scegli il momento giusto, puoi trasformare un “buon piazzamento” in una serata da ricordare.
Indianapolis aspetta, i playoff stringono, e la notte — come sempre — farà la sua selezione. Qui non basta correre forte. Qui bisogna correre bene. E soprattutto: bisogna saper amare il rischio, ma senza sprecarlo.
Appuntamento alle 21.20 per la diretta delle prove e poi per la “Racemarket Indy 240”.
Dopo l’intensa tappa di Kansas, il Gruppo B del CIN è pronto a cambiare completamente scenario: si torna su uno dei tracciati più iconici del calendario, Indianapolis, per una gara sulla distanza di 64 giri che si preannuncia tecnica, strategica e tutt’altro che scontata. Indianapolis non è un ovale come gli altri. Le quattro curve a 90 gradi, le lunghe rette e le frenate decise mettono alla prova stabilità in ingresso curva, trazione in uscita e soprattutto gestione degli pneumatici sull’asse anteriore destro. Qui non basta la velocità pura: servono precisione millimetrica e grande disciplina nel traffico.
La classifica vede Adriano Savoldi saldamente al comando dopo la solida prova di Kansas. Il numero 68 ha costruito la sua leadership su costanza e intelligenza tattica: 13 Top 10 in 13 gare parlano chiaro. A Indianapolis non avrà necessariamente bisogno di vincere, ma dovrà evitare errori e limitare eventuali attacchi diretti.
Alle sue spalle la situazione è molto più aperta: Matteo Salvi è ora il primo inseguitore e cerca il colpo grosso per riaprire definitivamente la corsa. Matteo Alaimo e Vincenzo Cirillo sono appaiati e hanno bisogno di un risultato pesante per rilanciarsi. Cristian Merlonetti, pur con tre vittorie stagionali, resta l’uomo più temibile sul piano della velocità pura: se trova una gara lineare può rientrare prepotentemente nella lotta. Attenzione anche ad Andrea Giacometti, rinvigorito dal successo di Kansas, e a Giovanni Coronin, sempre più consistente nelle gare strategiche.
Su 64 giri, Indianapolis potrebbe trasformarsi in una sfida a due facce: Prima metà conservativa, per non compromettere gomme e assetto. Ultimi 20 giri decisivi, dove chi avrà preservato meglio l’anteriore potrà attaccare. Le caution potrebbero rimescolare le carte, ma su questo tracciato la posizione in pista è fondamentale: superare non è semplice e gli errori in frenata si pagano caro.
Se guardiamo la forma recente, Savoldi parte ancora da favorito per il podio grazie alla sua solidità. Tuttavia, su una pista così tecnica, il profilo più pericoloso potrebbe essere Merlonetti, specialista nel ritmo su stint medio-lunghi. Occhio anche a Salvi, che potrebbe sfruttare una gara lineare per avvicinarsi in classifica.
Indianapolis rappresenta uno snodo importante della stagione: non decisivo, ma capace di indirizzare definitivamente le ambizioni di titolo. Il Gruppo B entra in una fase in cui ogni punto pesa, e 64 giri possono cambiare molto più di quanto sembri.
Le statistiche del CIN a Indianapolis
Analizzando l’archivio completo del CIN, il Brickyard ha visto alternarsi vincitori diversi nel corso delle stagioni. In cima alla classifica delle vittorie troviamo Alessio Fabbri con due successi, affiancato nello storico da Antonio Miccolis, anche lui con due affermazioni.
A quota uno figurano Diego Forneris, Niccolò Cedrati, Reuben Bonnici, Riccardo De Nuzzo e Riccardo Rabitti. Un albo d’oro distribuito, che dimostra come Indianapolis non sia mai stata terreno di dominio assoluto ma piuttosto una pista capace di premiare interpretazioni diverse nel tempo.
La statistica delle pole position conferma quanto la qualifica sia determinante su questo tracciato. Antonio Miccolis guida la graduatoria con quattro partenze al palo, seguito da Diego Forneris, Marco Tempesti, Matteo Alaimo, Riccardo De Nuzzo e Riccardo Rabitti, tutti capaci di conquistare almeno una pole. Il Pole Time Record di 47.341″, firmato da Rabitti nel 2005, resta ancora oggi il riferimento assoluto sul giro secco.
Se si passa al capitolo velocità pura in gara, il Fastlap Race Record di 47.592″, registrato da Davide Memmola nel 2005, racconta un’epoca in cui la ricerca del giro perfetto era centrale nella strategia. Il passo medio gara è un altro indicatore chiave per comprendere la natura del Brickyard. Il miglior Average Race Time, fissato a 55.914″ da Niccolò Cedrati nel 2021, sottolinea come la gestione sul long run sia spesso decisiva più della singola prestazione sul giro.
Indianapolis è una pista piatta, con quattro curve simmetriche, dove la stabilità in ingresso e la trazione in uscita diventano fattori determinanti per non compromettere il ritmo nel finale.
Osservando le vittorie partendo dalla pole emerge un dato interessante: vincere scattando davanti è possibile, ma non automatico. Antonio Miccolis è il pilota che più volte ha trasformato la pole in successo, seguito da Diego Forneris, Riccardo De Nuzzo e Riccardo Rabitti.
Sul piano della continuità, la classifica delle Top 5 vede Alessio Fabbri in testa con sei piazzamenti, seguito da Matteo Bortolotti con quattro e da Antonio Miccolis con tre.
Le medie complessive aiutano a definire ulteriormente il carattere del tracciato: 4 caution per gara, circa 14 giri sotto bandiera gialla e 6 cambi di leadership di media. Numeri che raccontano una pista tendenzialmente lineare, dove il controllo del ritmo e la precisione strategica pesano più del caos.
Nel contesto del Round of 16, questi dati assumono un valore ancora più importante. Indianapolis non è una gara da rimonta disperata né da episodi fortuiti. È una gara che tende a cristallizzarsi, dove l’errore in qualifica o una strategia sbagliata possono risultare difficili da recuperare.
La RaceMarket Brickyard 240 sarà quindi molto più di una semplice tappa playoff. Sarà un banco di prova tecnico e mentale, dove i numeri del passato dialogano con la pressione del presente. Indianapolis, nel CIN Cup eSports Series, non è mai stata soltanto una gara. È sempre stata una dichiarazione di maturità competitiva.
Immagine: i-cin.it
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