La sosta natalizia ha congelato una prima metà di stagione intensa, ma non ha fermato l’evoluzione del campionato
La pausa natalizia ha rappresentato un momento di stop solo apparente per il CIN Cup eSports Series. In realtà, le settimane di inattività hanno cristallizzato una prima parte di stagione intensa, combattuta e ricca di contenuti, che da Daytona a Talladega ha costruito una delle annate più complete e interessanti degli ultimi anni.
Ora il campionato è pronto a ripartire da Watkins Glen, circuito tecnico e selettivo che segna l’ingresso nella seconda metà della stagione, quella dove i valori emersi finora vengono messi definitivamente alla prova. E se il Gruppo A resta il vertice naturale del CIN, il Gruppo B ha dimostrato gara dopo gara di essere molto più di una categoria di contorno: è parte integrante della narrazione sportiva del campionato.
Da Daytona a Talladega: un percorso che ha definito identità e valori
La stagione 2025 è iniziata a Daytona, pista simbolo per eccellenza. Il superspeedway ha subito imposto una verità chiara: il CIN non è solo velocità, ma lettura della gara, collaborazione e gestione del rischio. Qui entrambi i gruppi hanno dovuto confrontarsi con il caos del draft e con dinamiche che non lasciano spazio all’improvvisazione.
Con il passaggio a piste come Charlotte e Dover, il campionato ha assunto una forma più definita. Tracciati dove la costanza e la gestione degli stint hanno premiato i piloti più completi, mettendo in evidenza chi fosse in grado di costruire un campionato e non solo singole prestazioni.
Gli short track, con Bristol in primo piano, hanno poi alzato ulteriormente il livello di difficoltà: traffico costante, ripartenze decisive e pochissimo margine di errore. Qui si è visto chiaramente il valore dell’esperienza, ma anche la crescita di piloti capaci di adattarsi rapidamente.
Il primo atto di stagione si è chiuso con Talladega, una gara atipica e per certi versi emblematica: lunghissima fase in verde, gestione estrema, lavoro di squadra e un finale caotico che ha ribadito uno dei dogmi del CIN: nulla è deciso fino all’ultimo giro.
Gruppo A: esperienza, vittorie e gestione del campionato
Nel Gruppo A si sono mossi i principali equilibri del campionato, con protagonisti che hanno saputo interpretare ogni tipologia di pista.
Alessio Fabbri resta il riferimento assoluto. La sua prima parte di stagione è stata costruita su velocità, intelligenza tattica e una capacità unica di colpire nei momenti chiave. La vittoria nella Vitogaz Talladega 300, che lo ha portato a 65 successi complessivi nel CIN, rappresenta la sintesi perfetta del suo peso specifico nel campionato.
Accanto a lui, Riccardo Casiraghi ha confermato di essere uno dei piloti più completi e affidabili del lotto. Sempre presente nelle fasi decisive delle gare, capace di leggere strategie complesse e di adattarsi rapidamente ai cambi di scenario, Casiraghi è rimasto costantemente nella zona che conta.
Il campione in carica Cristian Loi ha vissuto una prima parte di stagione complessa, segnata da episodi difficili e da gare in salita. Tuttavia, il podio conquistato a Talladega con una rimonta di grande spessore ha ricordato a tutti perché Loi resta uno dei piloti più temuti quando la pressione aumenta.
Piloti come Matteo Bortolotti hanno completato il quadro del Gruppo A, costruendo una stagione fatta di solidità, presenza costante e capacità di inserirsi nei momenti chiave, pronti a sfruttare ogni occasione nella seconda parte dell’anno.
Gruppo B: equilibrio, crescita e battaglie vere
Se il Gruppo A rappresenta il vertice del CIN, il Gruppo B è stato fin qui uno dei motori più interessanti del campionato. Un gruppo estremamente equilibrato, dove le differenze si misurano spesso in pochi decimi e dove ogni gara ha raccontato una storia diversa.
Adriano Savoldi ha costruito la propria leadership attraverso una stagione di grande regolarità: pochi errori, tanti piazzamenti utili e una capacità costante di portare a casa punti pesanti anche nelle serate più difficili. Un approccio che lo ha reso il riferimento della classifica.
Alle sue spalle, Cristian Merlonetti si è imposto come il pilota più esplosivo del Gruppo B. Le sue vittorie e i numerosi giri condotti al comando hanno dimostrato un potenziale altissimo che, però, richiede continuità per tradursi in una vera rincorsa al vertice.
Matteo Alaimo ha alternato prestazioni di grande velocità a gare più complicate, ma resta uno dei piloti più rapidi sul giro secco e sul ritmo puro. Un nome che può diventare decisivo su piste dove la tecnica prevale.
La zona centrale della classifica è stata animata da piloti come Giovanni Coronin, estremamente regolare e intelligente nella gestione delle gare, Michele Casiraghi Jr, aggressivo ma sempre più maturo, e Vincenzo Cirillo, protagonista di rimonte costanti e spesso capace di emergere nella seconda metà di gara.
Alle loro spalle, Matteo Salvi, Carlo Coviello e Carlo Carli hanno mostrato una crescita continua, riducendo progressivamente il gap dai primi e rendendo il Gruppo B uno dei più combattuti degli ultimi anni.
Watkins Glen: il punto di svolta per tutti
La ripartenza da Watkins Glen rappresenta una sfida nuova per entrambi i gruppi. Dopo settimane di ovali, il road course più iconico del calendario CIN richiede precisione assoluta, gestione dei freni e capacità di adattamento.
Qui non contano il draft o la collaborazione di gruppo: conta la guida, conta la concentrazione, conta la maturità. Watkins Glen è spesso la pista che separa chi può puntare in alto fino alla fine e chi sarà costretto a rincorrere.
Da Daytona a Talladega, il CIN Cup eSports Series ha costruito una stagione completa, tecnica e spettacolare. Il Gruppo A ha mostrato esperienza, vittorie e leadership. Il Gruppo B ha garantito equilibrio, crescita e battaglie autentiche.
Ora la pausa è finita. Il campionato riparte. E da Watkins Glen in avanti, ogni gara potrà cambiare il volto della stagione.
Immagine: i-cin.it
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