A Darlington inizia il Round of 8 per il CIN. Ogni momento sarà fondamentale da qui in poi
Il momento decisivo è arrivato. Il CIN Cup eSports Series entra ufficialmente nel Round of 8, la fase più intensa e selettiva dell’intera stagione, quella in cui ogni dettaglio pesa e ogni errore può diventare definitivo. Dopo un Round of 12 combattuto fino all’ultima curva di Richmond, la griglia dei contendenti al titolo si è ridotta ai migliori otto, pronti a giocarsi l’accesso alla Final 4 in tre appuntamenti che promettono spettacolo e tensione.
Davanti a tutti restano i riferimenti del campionato, i piloti che per costanza, velocità e gestione hanno dimostrato di avere qualcosa in più. Ma se la teoria sembra indicare dei favoriti chiari, la realtà del CIN ha già insegnato che nei playoff nulla è scritto. E proprio questo Round of 8 potrebbe rappresentare il punto di rottura tra gerarchie consolidate e nuove possibili sorprese.
Tra chi arriva con ambizioni concrete c’è sicuramente Giulio Paparelli, protagonista di una stagione fatta di alti e bassi, ma anche di segnali importanti. Il suo percorso racconta perfettamente cosa significhi arrivare a questo punto: crescere, sbagliare, adattarsi e trovare il momento giusto per reagire.
“È stato un campionato altalenante, ho messo tanto impegno ma in alcune occasioni non sono stato premiato: un po’ per episodi, un po’ per errori miei. Nonostante questo, il bilancio resta positivo: ho conquistato 8 Top 10, tra cui una vittoria a Charlotte nel gruppo B, segno che il potenziale c’è. Nel Round of 12 ho sbagliato nettamente il setup sia a Michigan che a Gateway, ho voluto rifinire troppo la macchina e alla fine ho pagato, chiudendo 14° e 20°. La svolta è arrivata a Richmond: avevo un grande feeling con la macchina, il lavoro della settimana ha fatto la differenza e ne è uscita una gara perfetta da 41 punti. Ora nel Round of 8 mi trovo davanti veri e propri ‘mostri’, più che avversari.
Stiamo lavorando forte con il team su Darlington, che è una pista difficile dove può succedere di tutto. Al Roval servirà tanto allenamento, mentre Nashville è una pista che mi piace e dove in passato sono andato bene. Il mio obiettivo iniziale non era arrivare fin qui, ma adesso che ci sono me la gioco fino alla fine. Mi dispiace per il mio compagno di team, Matteo Ambrogetti: la disconnessione gli ha tolto quello che meritava. Purtroppo le corse sono anche questo.”
Le sue parole raccontano bene il momento: consapevolezza, rispetto per gli avversari ma anche la voglia di giocarsi tutto. In un contesto così competitivo, la differenza spesso non la fa solo la velocità, ma la capacità di arrivare pronti nei momenti chiave.
Discorso diverso, ma altrettanto interessante, per Riccardo Casiraghi. Il suo cammino è stato solido, costruito gara dopo gara, e ora si trova davanti alla più grande occasione della stagione. La sua analisi è lucida, quasi chirurgica, e mette subito il focus sul punto cruciale del Round of 8:
“L’occasione per entrare in Final 4 é buona, però sulla carta c’é solo un posto ‘libero’, i primi tre, salvo sorprese, sono dei big del campionato. Per quanto mi riguarda, dipenderà tutto da Darlington. É una pista tecnica, la più difficile della stagione. In questa pista non mi sento ad un buon livello. Uscire da li con tanti punti potrebbe essere lo slancio per la Final 4. Al Roval e Nashville penso di trovarmi più a mio agio.”
Darlington, quindi, come primo vero spartiacque. Una pista che non perdona, che richiede precisione assoluta e che spesso ha già deciso le sorti di interi round. Chi uscirà forte da lì potrà costruire il proprio percorso verso la finale, chi invece sbaglierà sarà costretto a inseguire.
E poi c’è Vincenzo Acquaviva, forse il pilota che più di tutti rappresenta il concetto di solidità all’interno del CIN. Sempre presente, sempre competitivo, raramente fuori posizione. Ma in un Round of 8, la sola costanza può non bastare.
“Mah, probabilmente servono costanza e in una delle tre gare anche il colpo di scena!”
Ed è proprio qui il cuore di questo round: trovare il perfetto equilibrio tra gestione e aggressività. Perché, se da un lato evitare errori resta fondamentale, dall’altro servirà anche il momento giusto per rischiare, per cambiare strategia, per prendersi quel risultato che può fare la differenza tra eliminazione e qualificazione.
Il calendario non lascia spazio a interpretazioni. Darlington aprirà le danze con la sua difficoltà tecnica, il Roval metterà alla prova la completezza dei piloti tra ovale e stradale, mentre Nashville chiuderà il round su uno short track dove traffico, contatti e gestione delle gomme saranno determinanti. Tre gare completamente diverse, tre occasioni per costruire o distruggere una stagione.
In questo scenario, il CIN Cup eSports Series entra nella sua fase più pura. Non è più solo questione di velocità o di setup, ma di gestione mentale, capacità di adattamento e lettura della gara. Ogni scelta peserà, ogni dettaglio potrà cambiare il destino di questi otto piloti.

La strada verso la Final 4 è tracciata. Adesso non resta che scoprire chi sarà in grado di percorrerla fino in fondo.
Appuntamento alle 21.20 per la diretta delle prove e poi per la “Road & Racing Darlington 300”.
Dopo Richmond, il campionato del Gruppo B entra in una fase cruciale con uno degli appuntamenti più affascinanti e impegnativi: 147 giri al Darlington Raceway. Una pista iconica, stretta, asimmetrica e senza margine di errore. Qui non vince solo il più veloce: vince chi sa gestire gomme, traffico e nervi.
Darlington è famosa per il suo layout irregolare, muri sempre vicini e consumo gomme elevatissimo. Il classico “Darlington Stripe” è sempre dietro l’angolo: basta un minimo errore per compromettere la gara. Su 147 giri, sarà fondamentale gestire gli stint lunghi, evitare contatti nei doppiaggi e scegliere il momento giusto per attaccare.
Spettacolo anche fuori dalla pista grande novità di questo appuntamento: la possibilità per i piloti di scendere in pista con livree storiche del CIN. Un richiamo al passato che renderà la gara ancora più spettacolare, omaggi alle stagioni precedenti, colori iconici, identità dei team in primo piano. Un evento nell’evento, perfettamente in linea con lo spirito “vintage” di Darlington.
La classifica resta guidata da Adriano Savoldi, sempre più solido e costante. Alle sue spalle: Matteo Salvi come principale inseguitore, Michele Ubbiali in crescita dopo le ultime ottime prestazioni. Vincenzo Cirillo costante e sempre presente, Giovanni Coronin pronto ad approfittare di ogni occasione. Occhio anche a Andrea Zulian velocissimo ma meno continuo, Marco Intrieri rilanciato dalla vittoria a Richmond e Massimo Ribet possibile sorpresa su una pista tecnica.
Darlington tende a premiare esperienza e gestione. Favoriti Savoldi per la solidità, Ubbiali per il passo gara, Salvi per costanza. Possibili outsider invece Intrieri, Zulian e Coronin.
In sintesi Darlington sarà una gara: dura tecnica selettiva un banco di prova perfetto per capire chi può davvero puntare al titolo. E, con le livree storiche in pista, lo spettacolo è garantito anche per gli occhi.
Le statistiche del CIN a Darlington
La Road & Racing Darlington 300, gara che porterà i piloti sullo storico e difficilissimo Darlington Raceway, soprannominato non a caso “The Track Too Tough To Tame”. Una pista unica, dove ogni errore si paga caro e dove il muro esterno diventa un avversario costante giro dopo giro.
Darlington è una sfida tecnica prima ancora che velocistica, e le statistiche raccontano perfettamente questa natura. A guidare l’albo d’oro troviamo Alessio Fabbri e Niccolò Cedrati, entrambi a quota tre vittorie, seguiti da una serie di piloti capaci di imporsi una sola volta ma comunque protagonisti importanti nella storia della gara come Cristian Loi, Davide Memmola, Matteo Bortolotti e Riccardo Rabitti. Un equilibrio che dimostra come Darlington, pur avendo dei riferimenti chiari, resti una pista estremamente selettiva.
In qualifica, il riferimento storico è condiviso tra Antonio Miccolis e Cristian Loi, entrambi con tre pole position, mentre Alessio Fabbri segue con due. Il miglior tempo assoluto resta il Pole Time Record di 26.759″, firmato da Miccolis nel 2021, un giro che rappresenta ancora oggi il limite prestazionale sul giro secco.
Se si guarda alla velocità in gara, il record del giro più veloce appartiene a Niccolò Cedrati, autore di un 27.283″, mentre il miglior passo medio resta quello di Alessio Fabbri, che nel 2019 ha fatto segnare un Average Race Time di 30.892″, confermando ancora una volta la sua capacità di gestire al meglio le gare lunghe su questo tracciato.
Ma è nei numeri legati alla leadership che emergono i veri equilibri della pista. Alessio Fabbri guida la classifica dei giri al comando con 498 tornate, seguito da Cristian Loi con 414 e da Niccolò Cedrati con 236. Più staccati troviamo Antonio Miccolis con 206 e Riccardo Rabitti con 194, mentre altri piloti come Davide Memmola, Ivan Giovannini, Giuseppe Curcio, Emanuele Ribetto e Matteo Bortolotti hanno avuto momenti di leadership più limitati ma comunque significativi.
Darlington è anche una pista dove la costanza viene premiata, e la classifica delle Top 5 lo conferma. Ancora una volta è Alessio Fabbri a guidare con sette piazzamenti, seguito da Matteo Bortolotti con cinque e da Antonio Miccolis con quattro. Alle loro spalle troviamo Sergio Blesio, Niccolò Cedrati e Fabrizio Ugolotti con tre presenze, mentre altri piloti hanno costruito risultati importanti con piazzamenti più sporadici.
Dal punto di vista dell’andamento gara, Darlington si conferma una delle piste più impegnative del calendario. Le statistiche parlano di una media di 8 caution, circa 30 giri sotto bandiera gialla e 9 cambi di leadership, numeri che evidenziano una gara intensa, dove il traffico, l’usura gomme e soprattutto la gestione del muro diventano fattori determinanti.
Un altro dato interessante riguarda le vittorie partendo dalla pole position, dove Alessio Fabbri è il riferimento con due successi, seguito da piloti come Cristian Loi, Davide Memmola e Riccardo Rabitti, a dimostrazione di quanto la posizione di partenza possa incidere ma non sia mai una garanzia su una pista così complessa.
La Road & Racing Darlington 300 del 27 aprile si presenta quindi come una delle gare più tecniche e decisive della stagione. Darlington non perdona, non concede margine e mette alla prova ogni singolo aspetto della guida: ingresso curva, gestione gomme, uscita e soprattutto la capacità di convivere con il muro.
In una pista dove la storia conta ma non basta, ogni giro può fare la differenza. E nel CIN Cup eSports Series, Darlington è sempre molto più di una gara: è una prova di sopravvivenza.
Immagini: i-cin.it
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