eSport | CIN Cup eSports Series: Atlanta, dove non sempre premia partire davanti

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 14 Settembre 2026 - 10:00
Tempo di lettura: 9 minuti
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eSport | CIN Cup eSports Series: Atlanta, dove non sempre premia partire davanti
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Ad Atlanta secondo esame del CIN 2026/27 dopo il successo di Michele Casiraghi a Daytona

Daytona ha indicato i primi nomi, l’EchoPark Speedway di Atlanta dovrà iniziare a dire quanto valgono davvero quei segnali. Lunedì 14 settembre la CIN Cup eSports Series torna in pista per Race 2 della regular season e cambia completamente scenario: nel calendario 2026-2027 l’appuntamento è EchoPark, mentre l’archivio statistico CIN conserva il tracciato sotto la denominazione Atlanta. Ed è proprio guardando a quell’archivio che emerge una caratteristica difficile da ignorare: qui partire davanti, almeno nella storia censita del campionato, non è mai stato sinonimo di vittoria.

Il dato più immediato è anche quello che rende Race 2 particolarmente interessante dopo Daytona. Le statistiche dei tracciati CIN raccolgono 25 gare disputate ad Atlanta e ben 21 vincitori differenti. Ma soprattutto registrano una percentuale di vittorie dalla pole pari allo zero per cento. Non significa che la qualifica non abbia valore: significa che, su questo ovale, il lavoro necessario per trasformare una posizione di partenza favorevole nel risultato finale si è rivelato storicamente molto più complesso.

È un’indicazione che assume ancora più peso pensando a ciò che Daytona ha appena consegnato alla nuova stagione. Vincenzo Acquaviva ha aperto il campionato conquistando la pole, Alessio Fabbri ha guidato 86 dei 122 giri e vinto entrambi gli stage, ma al traguardo è stato Michele Casiraghi a raccogliere il successo. EchoPark propone quindi immediatamente un secondo test nel quale velocità pura, posizione iniziale e capacità di condurre la gara potrebbero nuovamente non raccontare tutta la storia.

L’esempio più recente disponibile nell’archivio di Atlanta è quasi una dichiarazione d’intenti. Nella gara del Gruppo A della stagione 2025-2026, Matteo Bortolotti vinse partendo dalla venticinquesima posizione. La pole era stata conquistata da Nicholas Baldacchini, mentre la corsa registrò 33 vetture al via, sette caution e 18 cambi al comando nell’arco di 156 giri. Per arrivare dalla parte opposta dello schieramento alla vittoria servì quindi attraversare una gara tutt’altro che lineare.

Lo stesso appuntamento, osservato attraverso il Gruppo B, raccontò però una storia completamente diversa. Cristian Merlonetti conquistò il successo partendo decimo, Marco Intrieri aveva ottenuto la pole e i 104 giri si svolsero senza una sola caution. Soltanto quattro i cambi al comando. Due gare sullo stesso tracciato, nella stessa giornata di campionato, capaci di produrre dinamiche quasi opposte.

È probabilmente questa la chiave più utile con cui avvicinarsi a EchoPark: non cercare una formula unica. La media storica di 6,78 caution e 12,83 cambi al comando descrive un circuito capace di generare movimento, ma i singoli precedenti mostrano quanto sia pericoloso trasformare una media in una previsione. Atlanta ha conosciuto gare frammentate dalle neutralizzazioni e altre percorse interamente in verde. In entrambi i casi, però, la pole non si è tradotta nel successo finale.

Anche il numero dei vincitori contribuisce a spiegare questa variabilità. Ventuno nomi differenti in 25 gare significano che soltanto pochi piloti sono riusciti a ripetersi. Marco Iaffaldano occupa il vertice della graduatoria storica del circuito con tre successi, ma dietro quel dato resta un albo estremamente distribuito. EchoPark non arriva quindi nel calendario come una pista legata a un unico specialista dominante, bensì come uno degli appuntamenti in cui il risultato ha spesso cambiato proprietario.

Per la stagione 2026-2027 il punto di partenza sarà naturalmente la classifica lasciata da Daytona. Michele Casiraghi #44 dell’ABS Motorsports Alpha arriva a Race 2 da leader con 55 punti. Alle sue spalle Vincenzo Acquaviva #37 dell’ABS Motorsports Arcade è a quota 53, mentre Alessio Fabbri #2, ancora per Arcade, segue a 52. Tre piloti e tre punti: il margine è troppo piccolo perché il primo risultato stagionale possa già trasformarsi in una gerarchia.

La classifica regular permette inoltre di distinguere tre percorsi già differenti. Casiraghi arriva con la vittoria e la leadership, Acquaviva con la pole e un secondo posto distante appena 0.064″ dal vincitore, Fabbri con due stage conquistati e il maggior numero di giri condotti a Daytona. EchoPark sarà quindi il primo appuntamento nel quale verificare se quei tre modi diversi di costruire punti possano trovare continuità lontano dal superspeedway che ha aperto il campionato.

Dietro di loro la distanza è già maggiore, ma Race 1 ha lasciato altri riferimenti da osservare. Francesco Bartelloni occupa la quarta posizione con 44 punti, Giulio Paparelli è quinto a 42, mentre Matteo Minelli e Damiano De Gennaro seguono entrambi a quota 34. Dopo una sola gara, però, basta un appuntamento differente per modificare rapidamente la fotografia della regular.

Per questo EchoPark rappresenta un secondo esame più significativo di quanto possa sembrare guardando soltanto al numero del round. Daytona era una gara d’apertura, con tutte le variabili del primo appuntamento stagionale. Atlanta aggiunge invece una storia statistica nella quale la prima posizione sulla griglia non ha mai garantito la prima posizione al traguardo e nella quale 21 piloti diversi sono riusciti a vincere.

Chi sarà veloce sul giro secco avrà certamente costruito una parte del proprio fine settimana. La storia CIN del circuito dice però che potrebbe essere soltanto la prima. Gestire ciò che accade dopo la bandiera verde, attraversare eventuali caution, adattarsi a una gara lunga in verde oppure reagire ai continui cambi di scenario è ciò che, finora, ha separato più spesso chi è partito davanti da chi ha realmente portato a casa Atlanta.

Lunedì 14 settembre sapremo se Race 2 continuerà quella tradizione oppure se qualcuno riuscirà finalmente a trasformare la pole nella vittoria. EchoPark è il prossimo appuntamento del calendario ufficiale CIN Cup eSports Series 2026-2027: dopo Daytona, il campionato ha già i suoi primi leader. Adesso deve capire chi è in grado di confermarsi quando cambia completamente il tipo di prova.


Se per la 3DRAP EchoPark 240 vogliamo provare davvero a costruire una lista di favoriti, la classifica lasciata da Daytona serve meno di quanto si potrebbe pensare. Atlanta possiede ormai un archivio CIN sufficientemente profondo da permettere un’altra lettura: chi, tra i piloti attualmente in attività, ha già dimostrato di saper essere competitivo su questo ovale? Vittorie, Top 5, pole e soprattutto giri trascorsi al comando permettono di disegnare una proiezione molto diversa da quella restituita dal solo primo round della stagione.

I dati del database statistico dei tracciati CIN mettono subito in evidenza un nome: Alessio Fabbri #2 dell’ABS Motorsports Arcade. Ad Atlanta non ha ancora una vittoria registrata nel Gruppo A, ma possiede sei Top 5, più di qualsiasi altro pilota presente nella graduatoria del circuito, e 245 giri condotti. Soltanto Antonio Miccolis, con 259, ne ha accumulati di più nell’intero archivio del Gruppo A.

È probabilmente il primo paradosso interessante della vigilia. Fabbri ha numeri da specialista senza avere ancora trasformato quella continuità in un successo. Sei Top 5 significano essere arrivato ripetutamente nella zona che conta; 245 giri al comando significano avere avuto più volte una vettura capace di controllare la gara. Se dovessimo costruire una proiezione esclusivamente sui precedenti di Atlanta, il numero 2 sarebbe inevitabilmente tra i candidati principali.

Il profilo più completo appartiene però a Matteo Bortolotti #66 del Brakeless Racing Team Reloaded. Il suo archivio conta una vittoria, cinque Top 5 e 45 giri al comando. Il successo è inoltre il più recente del Gruppo A: il 3 novembre 2025 Bortolotti vinse partendo dalla 25ª posizione. In altre parole, non dispone soltanto di continuità statistica, ma ha già dimostrato di saper convertire una gara ad Atlanta nella vittoria.

Dietro ai due riferimenti principali, i numeri aprono almeno tre candidature molto differenti. Francesco Bartelloni #43 del TC Racing Motorsports Gold non ha ancora vinto ad Atlanta, ma quattro Top 5 e 71 giri al comando lo rendono uno dei profili più costanti dell’attuale schieramento. È il classico nome che i numeri suggeriscono di non lasciare fuori dalla discussione soltanto perché manca il successo nella colonna più visibile.

Riccardo Casiraghi #27 dell’ABS Motorsports Alpha rappresenta invece l’outsider con il curriculum più equilibrato: una vittoria, una pole, tre Top 5 e 20 giri condotti. Non ha i volumi di Fabbri sui giri al comando né i cinque Top 5 di Bortolotti, ma ha già vinto e già conquistato una pole sul circuito. In una gara in cui la gestione del gruppo può cambiare rapidamente lo scenario, il suo precedente lo inserisce naturalmente tra i piloti da osservare.

Il caso di Vincenzo Acquaviva #37 è ancora diverso. L’archivio gli assegna una pole e soprattutto 106 giri al comando, settimo valore assoluto nel Gruppo A ad Atlanta. Non compare invece tra i piloti con Top 5 registrate nella relativa graduatoria. È un dato particolare: la velocità e la capacità di stare davanti sono già state dimostrate, mentre manca ancora il risultato finale che completi quella prestazione. In una proiezione puramente statistica è forse il nome con la differenza più evidente tra potenziale mostrato e risultato raccolto.

Cristian Loi #91 del Brakeless Racing Team Reloaded completa il gruppo degli outsider suggeriti dall’archivio con un Top 5, 25 giri al comando e un giro più veloce. Anche Michele Casiraghi compare tra i piloti capaci di realizzare un fastest lap ad Atlanta: il suo 29.332 fu il miglior giro dell’ultima gara disputata sul circuito nel novembre 2025. Non basta da solo per trasformarlo in favorito statistico, ma aggiunge un elemento di velocità specifica sul tracciato.

La proiezione della Redazione, quindi, non nasce da una previsione matematica ma dall’incrocio dei precedenti disponibili. Fabbri appare il candidato più forte per continuità e quantità di giri condotti; Bortolotti è quello che combina meglio continuità e vittoria già ottenuta; Riccardo Casiraghi possiede uno dei profili più completi; Bartelloni è l’outsider della costanza; Acquaviva è quello che i numeri descrivono come particolarmente efficace nel conquistare e mantenere la testa della gara.

Nel Gruppo B la lettura cambia completamente. Qui non esiste ancora uno specialista capace di monopolizzare Atlanta: sette gare censite hanno prodotto sette vincitori differenti. Guido Mora, Sascha Rideli, Sergio Nannizzi, Nicola Pietralunga, Andrea Bonini, Marco Iaffaldano e Cristian Merlonetti hanno tutti conquistato una sola vittoria. Anche le pole sono sette e appartengono a sette piloti differenti.

Soltanto Marco Iaffaldano è riuscito, nel database del Gruppo B, a trasformare la pole in una vittoria. Lo fece nel 2024-2025 in una gara caratterizzata da nove caution. Un anno dopo lo scenario cambiò completamente: Merlonetti partì decimo e vinse una corsa da 104 giri disputata interamente in verde, senza una sola neutralizzazione. Due precedenti consecutivi praticamente opposti, che spiegano perché costruire un favorito netto nel B sia molto più complicato.

Ed è qui che Race 2 può produrre uno dei dati più interessanti del weekend. Leonardo Padurariu, Alessandro Botti #19 dell’Amethyst Racing, Guillermo Pequerul, Giovanni Palaric e Luca Lezzi #92 della The Italian Job ASD Silver, cioè i cinque piloti che hanno occupato le prime cinque posizioni nel risultato di Daytona, non compaiono nell’elenco dei sette vincitori storici del Gruppo B ad Atlanta. Un eventuale successo di uno di loro aggiungerebbe quindi un ottavo nome diverso all’albo del circuito.

Tra i piloti passati dal Gruppo B nella prima gara stagionale, l’archivio di Atlanta offre però alcuni riferimenti meno immediati. Giovanni Coronin #28 della The Italian Job ASD Black possiede 25 giri condotti e un Top 5 nel Gruppo B su questa pista. Vincenzo Cirillo #86, suo compagno nella stessa struttura, ha già registrato un Top 5, mentre Simone Sarraino #79, indipendente, conta sei giri al comando. Non sono numeri che permettono di indicarli automaticamente come favoriti, ma sono precedenti specifici del circuito che li rendono outsider più interessanti di quanto il solo risultato di Daytona possa suggerire.

La proiezione del Gruppo B deve quindi necessariamente tenere insieme due elementi. La forma recente porta verso Padurariu, Botti e Pequerul; la storia specifica del circuito lascia invece spazio a piloti come Coronin e Cirillo, che possiedono già risultati significativi ad Atlanta. In mezzo c’è un dato impossibile da ignorare: nessuno ha mai vinto due volte una gara B su questo tracciato nell’archivio attuale.

È proprio questa differenza tra i due gruppi a rendere la 3DRAP EchoPark 240 interessante prima ancora della bandiera verde. Nel Gruppo A esistono piloti con statistiche ormai molto consolidate e profili abbastanza chiari per costruire una gerarchia di candidati. Nel B, al contrario, la statistica principale è quasi l’assenza di una gerarchia: sette gare, sette vincitori, sette poleman.

Se dovessimo quindi indicare i nomi da seguire prima di Race 2, Fabbri e Bortolotti rappresentano la prima linea statistica del Gruppo A, con Riccardo Casiraghi, Bartelloni e Acquaviva immediatamente dietro per ragioni differenti. Nel Gruppo B una previsione è inevitabilmente più aperta: i protagonisti emersi a Daytona hanno la forma dalla loro parte, mentre Coronin e Cirillo hanno già lasciato una traccia concreta nell’archivio Atlanta.

Lunedì 14 settembre saranno le 240 miglia della 3DRAP EchoPark 240 a trasformare queste proiezioni in risposte. Fino a quel momento i numeri non dicono chi vincerà, ma indicano con sufficiente chiarezza dove guardare: verso chi ad Atlanta è già stato costantemente davanti, verso chi ha già saputo vincere e, soprattutto nel Gruppo B, verso chi proverà ad aggiungere ancora un nuovo nome a una storia che finora non ha mai avuto un padrone.

Immagine: i-cin.it

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