eSport | Campionato Italiano GT4 ACI ESport: intervista a Cristiano Martelli di ACI Esport

Alessandro Secchi - 23 Settembre 2022 - 14:00

Con Cristiano Martelli, Presidente della Commissione ACI Esport, parliamo del campionato GT4 ACI Esport che inizierà tra poco

Tra pochi giorni il via al Campionato Italiano GT4 ACI Esport. P300.it intervista i protagonisti dell’evento e, in questa lunga chiacchierata, vi riporta le parole di Cristiano Martelli, Presidente della Commissione ACI Esport.

Com’è avvenuta la nascita della Commissione ACI Esport

“La commissione è nata dalla passione mia e delle persone che a seguito si sono unite a me per presentare ad ACI questo progetto. Un progetto presentato come “il Motorsport per tutti”. Il Motorsport è, infatti, una disciplina per chi ha molte disponibilità economiche: solo per iniziare con i kart serve una cifra attorno ai 20.000€ all’anno.

L’idea era quella di avviare questo format di Motorsport che tutti possono praticare con investimenti minimi, dando a tutti gli appassionati la possibilità di poter far parte di questo mondo. Inoltre, il Sim Racing può permettere a tanti giovani di avvicinarsi ai circuiti reali”.

Qual è stato il riscontro iniziale?

“È brutto da dire ma il primo riscontro vero c’è stato grazie alla pandemia, come avevo pronosticato durante un’intervista. Prima della pandemia un ipotetico grafico diceva che il Sim Racing, da 0 a 10, era ad un livello 5. Durante i mesi più difficili è salito a 10, portando anche i piloti reali a dover optare per questa soluzione per tenersi in allenamento.

La mia impressione era che a fine pandemia non ci sarebbe comunque stato un tracollo che avrebbe riportato il tutto al livello precedente, ed è quello che è successo. Oggi il Sim Racing si attesta attorno a un livello 7, sempre da 0 a 10. Ci sono voluti un paio d’anni per vedere i primi risultati, che poi si sono ampliati.

Al terzo anno il tutto si è consolidato con numeri importanti relativi ai ragazzi che concorrevano e al numero di richieste di nuovi campionati, oltre alla scelta dei simulatori, che inizialmente è stata un po’ complicata”.

La scelta dei simulatori

“La FIA, infatti, spingeva affinché si utilizzassero Gran Turismo o la serie F1. Noi, con la commissione, abbiamo puntato nella direzione opposta focalizzandoci sui PC ed utilizzando iRacing, Assetto Corsa, Assetto Corsa Competizione ed rFactor2. Mi sono assunto la responsabilità della scelta, ponderata anche in base al fatto che su console non è possibile avere una direzione gara in diretta.

Per simulare il Motorsport ci vogliono 30 o anche 60 macchine in pista, con 8 o 10 giudici di gara, che possano mettere sotto inchiesta un pilota gestendo eventuali penalità come succede nella realtà. La FIA, dopo diversi mesi da queste scelte, le ha riconosciute come valide e la testimonianza è che ad ottobre gli Esport Games della FIA che si correranno con Assetto Corsa Competizione”.

Quali sono i numeri del movimento Esport di ACI?

“Chi fa Esport a tutti gli effetti è uno sportivo riconosciuto dal Coni. Sono andati in ACI con l’intento di promuovere tutto questo e farlo diventare una disciplina che tutelasse chi la pratica. Al momento i tesserati sono circa 700”.

Sulla collaborazione con Minardi

“Sono amico di Gian Carlo, poterlo conoscere è stato uno dei miei sogni da ragazzo. È una persona meravigliosa e credo sia un termine riduttivo. L’ho conosciuto in periodo di pandemia, quando c’era necessità di avviare un campionato virtuale visto il fermo di tutti i campionati reali.

Il campionato GT4 ACI Esport vede la collaborazione di Giovanni Minardi: il quale, da diversi anni, ha intuito le possibilità offerte dal mondo del Sim Racing e quanto questo mondo possa rappresentare un primo punto di incontro con l’attività in pista. Da questo parte la creazione di una Academy nella quale far crescere giovani promesse (leggi l’intervista completa)”.

Sulla collaborazione con Sparco

“Il fatto che un’azienda come Sparco si vada a contestualizzare in campionati virtuali come questo è sicuramente un segnale del fatto che c’è qualità in questo genere di eventi e, di conseguenza, questo posta interesse da parte delle aziende che si occupano solitamente del Motorsport tradizionale verso questo mondo”.

Il pilota virtuale può diventare pilota reale?

“Sono due discipline diverse che devono avere l’una rispetto dell’altra. Il pilota virtuale non deve credere che sulla macchina reale può andare forte allo stesso modo, viceversa il pilota reale non deve guardare a quello virtuale con sospetto. Il Sim Racing sono convinto che possa essere un punto di accesso e di ingresso, ma non deve essere utilizzato nel modo sbagliato.

Non sono d’accordo con il prendere un pilota virtuale che vince un campionato e gettarlo nella mischia, mentre lo sono con il dare la possibilità di effettuare un test privato per valutarne le capacità. Un pilota virtuale, per quanto forte, quando passa dall’altra parte ricomincia dall’inizio, non può essere trasferito come se avesse già esperienza perché nel reale non esiste il tasto “esc” quando si va a sbattere.

Nel Sim Racing, poi, si tende ad esagerare perché tanto non ci sono conseguenze fisiche in caso di incidente. Come detto, un pilota virtuale può fare il passaggio a patto che questo sia fatto con criterio. Tra i due mondi c’è un punto di incontro che deve, però, essere gestito con la testa”.