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Elio De Angelis, l’ultimo Gentleman Driver

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Ci sono piloti che non hanno raccolto in Formula 1 i frutti del loro talento indiscusso: uno di questi è il romano Elio De Angelis.

Figlio del campione di motonautica Giulio non approfitta, quasi mai, dei favori di una famiglia benestante per la sua carriera nel motorsport; unica eccezione una Chevron di Formula 3 che gli permette di competere nel campionato italiano, regalo del padre per la sua vittoria nel campionato europeo kart nel 1976.

In Formula 3 Elio vince il campionato italiano nel 1977: sono anni in cui alcuni campionati nazionali vantano più partecipanti – a volte più forti – del campionato europeo.

Le sue prestazioni nella formula minore creano l’interesse dei team manager della Formula 1. Ken Tyrrell e Bernie Ecclestone lo contattano: il “boscaiolo” Tyrrell gli offre un contratto per il 1978 ma poi si tira indietro; Elio apre una causa legale con il team inglese che vince. I soldi, però, non gli permettono nemmeno di pagare le spese legali. Questa non sarà l’unica causa legale nella carriera del pilota italiano.

Enzo Ferrari si interessa al talento romano e lo inserisce nel programma giovani piloti del team di Maranello; gli viene offerta anche la possibilità di un posto nel team Minardi di Formula 2.

Nel 1979 Elio sale finalmente su una Formula 1, la Shadow di Don Nichols. 25000 dollari a gara la richiesta dell’ex agente CIA al pilota romano che, con l’aiuto di alcuni sponsor amici, riesce a coprire il budget per l’intera stagione.

La stagione con la Shadow culmina con un quarto posto a Watkins Glen, risultato che crea l’interesse del genio Colin Chapman per il pilota romano.

Elio viene convocato per un test in Lotus. Chapman lo assume per la stagione successiva. c’è però un piccolo problema: De Angelis ha firmato un contratto triennale con Don Nichols che lo porta in causa, Chapman paga la penale e per tutto il 1980 Elio, con un contratto di seconda guida in Lotus, non percepisce stipendio.

Nella stagione di esordio con il team sette volte campione del mondo costruttori, Elio centra un secondo posto al Gran Premio del Brasile alla seconda gara dietro a Renè Arnoux, pur con una macchina non competitiva. A fine stagione è settimo in classifica davanti al compagno di squadra, un demotivato Mario Andretti.

Per la stagione successiva Chapman annuncia una vettura nuovamente innovativa dal punto di vista aerodinamico, la Lotus 88 con il doppio telaio.

La vettura, prima espressione tecnica ad usare un telaio in carbonio con la McLaren Mp4/1, non viene mai veramente testata in pista. Sulla carta la soluzione del doppio telaio dovrebbe bypassare l’eliminazione delle minigonne. La crisi economica del team culminata con l’arresto di David Thieme – sponsor principale – e la lotta regolamentare con la federazione fanno sì che anche il 1981 sia per il team inglese una stagione senza risultati eclatanti.

De Angelis riesce comunque a mettersi in luce in Spagna, dove chiude il trenino di cinque vetture in lotta per la vittoria fino all’ultimo metro nella straordinaria gara vinta da Gilles Villeneuve con la Ferrari 126 CK Turbo.

In quell’anno Elio e il suo compagno di squadra Nigel Mansell ricevono la nuova vettura, la Lotus 87, solo al Gran Premio di Monaco. Malgrado i ritardi e la poca competitività Elio è spesso a punti e, a fine anno, finisce ottavo davanti al Leone inglese. Nella pausa invernale Elio firma un contratto con l’Alfa Romeo che non viene poi confermato, perché la scuderia del Portello giudica troppo onerosa la penale da pagare al team di Chapman.

Nuova stagione, quindi, con la scuderia di Hethel. Colin Chapman ormai crede molto nel talento del 24enne romano e, dal Gran Premio del Brasile, gli mette a disposizione la Lotus 91. Sono ormai lontani i tempi in cui le vetture del genio inglese dominavano; la 91 è una vettura tradizionale spinta dal classico Ford Cosworth DFV, in un periodo in cui le vetture con propulsori turbocompressi iniziano a dominare.

La stagione è “nella norma” con parecchi ritiri. Quando Elio arriva al traguardo però sono punti: sfiora il podio in Belgio, Canada e Gran Bretagna. Poi arriva il Gran Premio di Austria a Zeltweg, tracciato che rappresenta un vero tempio della velocità con Monza e Silverstone.

In qualifica dominano i turbo: la prima fila è per le Brabham BMW di Piquet e Patrese, dietro Prost con la prima Renault e Tambay con l’unica Ferrari in gara, poi Arnoux con la seconda Renault. La sfida per la pole degli aspirati la vince Rosberg con la Williams: dietro di lui proprio Elio De Angelis. Il primo degli aspirati ha quasi tre secondi di distacco dalla pole di Piquet. Elio ha più di un secondo da ritardo da Keke Rosberg. Sarà una gara in salita per il romano.

La prima parte della corsa è dominata dai turbo. Piquet e Patrese fuggono via: entrambi hanno a bordo poco carburante perché è previsto il rifornimento in gara. Dopo alcuni annunci sembra che oggi si possa assistere a questa novità di strategia voluta da Gordon Murray.

Al secondo giro Tambay è vittima di una foratura, finisce in fondo alla classifica ed inizia una gara in rimonta. Al 16° giro Arnoux si ferma con il motore out. Al 18° giro Piquet entra ai box per il rifornimento ma i meccanici non sono pronti. Risultato: il brasiliano torna in pista al quarto posto. Al 23° giro tocca a Patrese effettuare il rifornimento: tutto procede bene e l’italiano esce ancora in testa davanti a Prost, De Angelis, Piquet e Rosberg.

Qui cominciano i veri problemi di affidabilità per i motori turbo.

Al 23° giro Patrese è out. L’italiano rompe il motore ed esce di pista rischiando di colpire alcuni fotografi in fondo alla via di fuga. Al 49° giro è il motore di Prost ad avere problemi di alimentazione. Gara finita anche per il francese. Elio De Angelis si ritrova in testa a cinque giri dalla fine, seguito da Rosberg a un paio di secondi.

Non si può dire cosa passa per la testa del pilota romano, ora più che mai vicino al suo primo successo in Formula 1. Ai box Colin Chapman sembra rivivere i tempi gloriosi di Moss, Clark, Graham Hill, Fittipaldi, Peterson e Andretti. La vittoria è di nuovo vicina

Malgrado un problema con l’inserimento di una marcia che gli fa perdere più di un secondo Elio riesce a tenere dietro Rosberg e vince con 0”050 di vantaggio. Ad Autosprint, a fine gara, dichiara: “Ho mancato la marcia, il che mi è costato un secondo. È stato allora che Rosberg mi è venuto sotto. Ho pensato che dovevo farcela a tutti i costi: l’ho bloccato in ogni modo, non poteva assolutamente passare”.

La vittoria di De Angelis rappresenta l’ultima per Colin Chapman che morirà a dicembre, la 150a per il motore Ford Cosworth DFV e la prima per il pilota romano.

Negli anni successivi, senza Chapman alla guida, il team Lotus naviga in posizioni di rincalzo. Anche la motorizzazione Renault non aiuta De Angelis e Mansell ad ottenere risultati. Il tutto fino al 1985 dove, in Portogallo, il nuovo arrivato Ayrton Senna riporta la Lotus sul gradino più alto del podio conquistando anche la sua prima vittoria della carriera.

Nella gara successiva, il Gran Premio di San Marino, approfittando della squalifica di Prost per peso irregolare De Angelis vince per la seconda volta in carriera, ultimo acuto in sei anni di collaborazione tra il pilota romano e il team inglese che ormai, orfano di Chapman, crede nel talento del suo compagno di squadra brasiliano.

Nel 1986 Elio, ormai senza stimoli in Lotus, passa alla Brabham dove trova Riccardo Patrese e la Brabham BT55, soprannominata “sogliola” per la sua linea bassissima.

Sono tanti i problemi con la nuova e troppo innovativa vettura di Gordon Murray. Nei tragici test a Le Castellet la vita di Elio viene spezzata da un incidente.

Per la perdita dell’alettone la sua BT55 perde aderenza e, dopo diversi tonneau, si schianta e prende fuoco. Prost, Mansell e Jones provano inutilmente ad estrarlo dall’abitacolo in fiamme. Elio per oltre sette minuti resta nell’abitacolo avvolto dal fuoco. Trenta minuti dopo arriva il trasferimento all’ospedale di Marsiglia in elicottero. Elio muore il giorno dopo per asfissia dovuta ai vapori delle fiamme.

Finiscono così la carriera e la vita di uno dei più grandi talenti motoristici della storia della Formula 1, con 108 Gran Premi disputati, due vittorie, 10 podi, 3 pole position e 122 punti.

Nella sua breve carriera De Angelis è riconosciuto, per i suoi modi signorili e per la sua professionalità, come l’ultimo gentleman driver apparso in Formula 1. I suoi colleghi, durante lo sciopero dei piloti in Sudafrica nel 1981, conoscono anche il suo talento musicale: Elio infatti è un ottimo pianista e, se non fosse diventato un pilota di Formula 1, probabilmente avrebbe seguito le orme dell’altra parte della famiglia De Angelis. I compositori Guido e Maurizio sono conosciuti anche come Oliver Onions ed autori di alcune tra le più famose colonne sonore del cinema e della tv degli anni ’70 e ’80.

Immagine di copertina: Wikipedia

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