Ehi, tu. Qual è il tuo Valtteri Bottas?

Bottas è diventato un sacco da boxe, lo sfogatoio personale delle frustrazioni da tifo. Eppure è un pilota e, prima di tutto, un uomo.

Non è la prima volta che mi trovo a prendere le difese di un pilota e non è nemmeno la prima che il pilota in questione si chiama Valtteri Bottas. Sia chiaro: non è il mio tipo di pilota, non mi trasmette emozioni particolari, non fa al caso mio. E questo articolo non è nemmeno indirizzato ad una persona specifica, piuttosto ad un movimento che onestamente ha polverizzato a qualsiasi latitudine le gonadi.

Insomma, è possibile sapere cosa si vuole da questo povero cristo per pretendere da lui cose ad ogni Gran Premio e, puntualmente, farne il proprio sacco da box (da tastiera) personale? Ora, la partenza di Città del Messico l’abbiamo approfondita metro dopo metro e non so quanti altri piloti – del livello del finlandese – si sarebbero comportati in maniera diversa dal finlandese. Però bisogna anche finirla di avere sempre da pretendere questo e quello.


Bottas non deve fare la pole ma, al tempo stesso, deve mettersi tra Hamilton e Verstappen.

Bottas deve cedere immediatamente la posizione a Hamilton e contemporaneamente mandare per prati Verstappen, altrimenti rema contro.

Bottas può essere spedito per gare di fila in fondo alla griglia o davanti a Verstappen per rompergli le scatole.

Bottas può essere rallentato di secondi X a Sochi per farsi sorpassare da Hamilton.

Bottas è inutile se Verstappen gli passa sopra le orecchie.

Bottas è utile, però, se fa un errore e sfonda due Red Bull in un colpo solo in partenza a Budapest.

Bottas può essere chiamato ai box due volte di fila per montare le soft e fare il giro più veloce a fine gara.

Bottas, al tempo stesso, se il GPV è di Hamilton deve andare veloce ma non troppo se no glielo ruba.

Bottas di qua, Bottas di là.

Eppure, se a Bottas capitano soste da 11 secondi non frega niente a nessuno.

Se Bottas rimane con una ruota attaccata al mozzo durante un pit, mentre è secondo, chi se ne frega, almeno è lui e non Lewis.

Se Bottas viene centrato da Russell (giusto lui) a Imola è colpa sua perché stava lottando con una Williams. Perché non poteva capitare ad un altro.

Se Bottas viene ridicolizzato con cambi motore in sequenza, che manco la McLaren-Honda del 2015, è tutto dovuto per la causa.

E potrei andare avanti.


Così è facile, se permettete. Pretendere e mai dare, avere sempre da ridire se non si genuflette e, anche se lo fa, incazzarsi se non lo fa bene. Però non funziona così: non è che gli si possono chiedere partenze alla Budapest a tutti i Gran Premi, perché altrimenti c’è qualcosa che non va.

Quindi, in sostanza, qual è il Valtteri Bottas che si vuole vedere, considerato che da due mesi almeno sa che non sarà più un pilota della Mercedes? Quale pretese si hanno oltre a tutto quello che gli è stato chiesto in questi anni? Incidenti mirati? Altre sportellate? Perché da quello che leggo qua e là quasi ci si attende quasi ad ogni GP che si immoli direttamente per aiutare il suo compagno e questo è ai limiti del vergognoso. Non mi risulta che Sergio Pérez sia trattato allo stesso modo e il messicano non è stato così d’aiuto per Verstappen in questa prima stagione in Red Bull.

Il trattamento mediatico/social/cartaceo che Bottas ha ricevuto per la partenza del Messico rasenta la vergogna per chi, la partenza, l’ha guardata con la sola speranza che il finlandese facesse quella cosa là, che tutti pensano ma non vogliono dire: eliminare l’avversario, renderlo inerme, innocuo a qualsiasi costo.

E mi viene da sorridere al pensiero che tre anni fa, Monza, 2018, su Kimi Raikkonen che ha tirato la frenata a Vettel in lotta per il mondiale si è quasi glissato perché… Kimi è simpatico e fa ridere.

[Apro e chiudo parentesi: per il trattamento ricevuto Kimi fece solo che bene, in un weekend gestito dalla Ferrari come peggio non si poteva fare sotto qualsiasi aspetto.]

bottas raikkonen

Com’era la storia in quel weekend? “In partenza gli ordini di scuderia non esistono” si disse, “non si può chiedere a Kimi di lasciare la posizione al via, è troppo pericoloso”. E allora perché da Bottas si pretendono non una ma due cose, che contemporaneamente dia scia al compagno e blocchi l’avversario? Volete la risposta? Perché quando a parlare è il tifo la coerenza va a farsi fottere. Perché nella narrazione popolare, un po’ romanzata alla Drive to Survive, Kimi è simpatico, Vettel un fallito e Bottas uno sfigato; e quindi va bene così.

Ancora quattro gare e la storia cambierà per chi pensa che il compagno di squadra debba fare lo scendiletto h24. Il sacco da boxe verrà messo in cantina e farà spazio a George Russell. Uno che sicuramente sarà capace di dare una mano e stare nei suoi spazi; come in Bahrain l’anno scorso…

Immagine: Twitter / Mercedes

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