Ecclestone: “no ai cockpit chiusi”

Ecclestone: “no ai cockpit chiusi”

Arriva dalla voce del Padrone un “no” di rilevante importanza riguardo un’eventuale introduzione dei cockpit chiusi in Formula 1.

Il rifiuto di Ecclestone non riguarda i possibili impedimenti tecnici di una soluzione del genere, ma punta a mantenere la tradizione dello sport, che ha visto il pericolo farne sempre parte anche se in percentuale via via più ridotta nel corso dei decenni.

Le ipotesi dell’introduzione dei cockpit chiusi con un cupolino di derivazione aeronautica risale al 2011, quando a seguito dell’incidente di Felipe Massa a Budapest nel 2009 furono effettuati degli studi di fattibilità. Le ultime tragedie di Jules Bianchi (che, per inciso, non sarebbe probabilmente sopravvissuto nemmeno con il cupolino) e di Justin Wilson in Indycar hanno riaperto il caso. L’incidente di Carlos Sainz di sabato durante le prove libere del GP di Russia hanno alimentato ancora la questione, tra pareri favorevoli e contrari.

“E’ uno sport pericoloso, nessuno vuole vedere qualcuno morire o farsi male, ma la gente va al circuito per vedere sfide al limite e anche pericolose. Ovviamente nessuno vuole vedere delle disgrazie, ma possono capitare”.

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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