“Protocollo”, “Bandiere corrette”, “3 km orari in meno rispetto ai giri precedenti”. Insomma, come volevasi dimostrare, alla fine la colpa dell’incidente di Bianchi è…di Bianchi. Non che mi aspettassi altro visto il comportamento di questi giorni. Già di suo è indicativo il fatto che le indagini sulle dinamiche dell’incidente che ha ridotto Bianchi in fin di vita siano condotte dallo stesso direttore di gara che, invece, dovrebbe essere indagato, dato che da una sua scelta precisa è dipesa (anche se ovviamente non poteva prevederlo) la tragedia di qualche giorno fa.
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