E se l’operazione Piastri fosse un flop?

Alessandro Secchi - 11 Agosto 2022 - 12:46

La sequenza degli eventi indica una fiducia al 100% che Piastri possa essere il prossimo fenomeno della F1. E se… ?

Tutto il clamore mediatico di queste ultime settimane attorno alla vicenda di Oscar Piastri sta sicuramente aiutando a tenere alto l’argomento F1 in un periodo di ferie, però fa anche riflettere.

Il giro di comunicati, smentite e movimenti dietro le quinte che – sembra – potrebbero portare finalmente Piastri in McLaren al posto di Daniel Ricciardo dopo l’implosione di Alpine, dove lo stesso #3 potrebbe addirittura tornare, si sta consumando dando per certo, scontato, incontrovertibile, il fatto che il campione F2 2021 sarà la prossima stella della Formula 1.

Ma ne siamo sicuri? Mi spiego: i risultati parlano per lui senza ragionevoli dubbi per quanto riguarda le categorie inferiori. Piastri ha vinto in sequenza gli ultimi tre campionati ai quali ha partecipato: Formula Renault nel 2019, F3 nel 2020, F2 nel 2021. Ma sappiamo anche bene che la F1 è un’altra cosa e, sebbene gli ultimi fenomeni arrivati dalle categorie inferiori abbiano continuato a mostrare le loro capacità – parlo di Leclerc e Russell – dare per scontato che possa succedere lo stesso per l’australiano senza nemmeno un minimo dubbio sa quasi di eccessiva confidenza.

Poi magari andrà tutto come previsto e Piastri volerà, sia chiaro, ma la F1 è così complicata in tanti aspetti che non si può mai dare nulla per certo. Al di là del fatto che ancora non sappiamo con sicurezza cosa succederà nel prossimo futuro. McLaren sembra si stia accordando con Ricciardo per la sua uscita anticipata in modo da liberare un posto, mentre Alpine valuta azioni legali nei confronti del più giovane australiano. Tra l’altro a Woking, ultimamente, sembrano ben disposti con pratiche di questo tipo visto quando sta succedendo con Palou dall’altra parte dell’oceano.

Però ecco: mi pare tutto molto complicato e macchinoso quando la soluzione più logica, con l’uscita di Alonso, sarebbe stata quella di promuovere direttamente Piastri in Alpine al fianco di Ocon. Ma, anche qui, non conosciamo il dietro le quinte e quanto i rapporti possono essersi incrinati al punto di rifiutare un sedile titolare, dopo aver fatto parte dell’Academy del team francese ed essere stato “allevato”.

Un’Alpine che, lo avevo già scritto settimana scorsa, da tutta questa situazione sta uscendo mediaticamente a pezzi, con la necessità di chiudere tutte le questioni in sospeso e ripartire quanto prima con un pilota nuovo o di ritorno, nel caso fosse davvero Ricciardo. Proprio uno di quelli dal piede pesante che ha dimostrato, negli ultimi tempi, quanto la F1 possa essere cinica se non va tutto al 100%.

Immagine: ANSA