A Engel va Gara 2, ma Preining sale sul podio e festeggia il secondo titolo iridato
Il gran finale di Hockenheim ha emesso il suo verdetto più atteso: Thomas Preining è il campione del DTM 2026. Al pilota austriaco e alla Porsche del team Manthey è bastata una condotta di gara lucida e senza sbavature, culminata nel gradino più basso del podio, per blindare il primato generale e bissare la corona già conquistata nel 2023. A nulla è servito lo squillo d’orgoglio di Maro Engel: l’alfiere Mercedes ha dominato la corsa domenicale, ma si è dovuto arrendere alla matematica.
Qualifica 2
La domenica mattina si è aperta con un’assenza pesante: Luca Engstler è stato costretto a dare forfait a causa dei danni irreparabili a scocca, motore e trasmissione riportati dalla sua Lamborghini Temerario dopo il botto del sabato. A livello regolamentare, la vigilia dell’ultima sessione cronometrata ha registrato modifiche al Balance of Performance, con 5 kg extra di zavorra per le Mercedes e uno sgravio di 10 kg per le Aston Martin (accompagnato da una revisione della pressione turbo e dell’incidenza alare).
Sul tracciato l’intensità è salita alle stelle nei dieci minuti conclusivi. Una raffica di giri veloci ha rimescolato continuamente la graduatoria fino al guizzo di Bastian Buus, autore della pole position per appena 6 millesimi di margine su un brillante Ricardo Feller. Alle loro spalle si è piazzato Engel, pronto all’assalto iridato dalla terza casella, mentre Preining ha preferito non rischiare, accontentandosi del settimo tempo.
Disastroso invece il turno di Marco Wittmann: nonostante un miglioramento cronometrico a 1’37”749, il portacolori BMW non è andato oltre la sedicesima piazza, compromettendo sul nascere ogni residua speranza di ribaltone. In evidenza Matteo Cairoli, quinto sulla prima delle Ferrari di Emil Frey Racing davanti al compagno Vermeulen, mentre Marco Mapelli ha staccato l’ottavo crono su Lamborghini ABT.
Gara 2
Allo spegnimento dei semafori, Preining ha spazzato via i fantasmi del giorno precedente mettendo in pista un avvio fulmineo. Mentre Engel infilava subito Feller per mettersi a caccia di Buus, l’austriaco si è sbarazzato del traffico di centro gruppo portandosi immediatamente a ridosso dei battistrada. Quando la Mercedes di Winward ha rotto gli indugi scavalcando il poleman per la leadership, Preining ha seguito la scia insediandosi in una rassicurante seconda posizione.
La girandola dei rifornimenti e dei cambi gomme ha consolidato le gerarchie. Engel ha gestito il passo con autorità, ricostruendo un cuscinetto di sicurezza superiore ai due secondi dopo ogni tornata di pit stop. Alle sue spalle, Preining ha saggiamente evitato duelli rusticani, badando a tenere a bada il ritorno di Feller. Nel passaggio conclusivo lo svizzero è riuscito a strappare la piazza d’onore, ma l’austriaco non ha opposto resistenza: il terzo posto finale era ampiamente sufficiente per far partire i festeggiamenti.

Engel ha tagliato il traguardo da vincitore a braccia alzate, centrando un successo di tappa che lascia comunque l’amaro in bocca per i punti persi al sabato. Dietro al podio, Buus ha terminato quarto resistendo alla McLaren di Ben Dörr, mentre Matteo Cairoli ha riscattato il ritiro di Gara 1 portando la sua 296 GT3 al sesto posto. Wittmann, autore di una gara generosa nel tentativo di risalire la china, ha chiuso settimo.
Media: DTM
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