Dakar | È morto Hubert Auriol

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Ci lascia, all’età di 68 anni, uno dei volti più importanti della Parigi-Dakar. Un problema cardio-vascolare la causa.


Mentre in Arabia Saudita la Dakar si appresta a ripartire per la seconda settimana della 43a edizione del raid, in Francia il motorsport piange la morte di una delle leggende di questa gara, quando ancora si partiva da Parigi fino a giungere, appunto, a Dakar.

Hubert Auriol lascia questo mondo a 68 anni, dopo due mesi di lotta contro il coronavirus. La causa del decesso è stata attribuita a un problema cardio-vascolare riscontrato a seguito della malattia.

Nato ad Addis-Adeba in Etiopia il 7 giugno 1952, Auriol detto “l’Africano” ha conquistato la maratona motorsportiva in tre occasioni: nel 1981 e nel 1983 nelle moto con una BMW R80G/S, e poi quasi un decennio dopo nel 1992 nella categoria auto, in coppia con Philippe Monnet su una Mitsubishi Pajero. Auriol è divenuto così il primo pilota in grado di vincere in due categorie differenti, cosa poi riuscita solo da Stéphane Peterhansel e Nani Roma nel recente passato.

Il ricordo però più forte legato a Auriol riguarda l’edizione 1987 e il suo testa a testa col connazionale Cyril Neveu. I due fecero un altro mestiere nella categoria moto sfidandosi fino all’ultima speciale, ma Auriol, proprio in quell’ultimo giorno, cadde rompendosi entrambe le caviglie e terminando in lacrime la gara. Una scena commovente e straziante, ma allo stesso tempo storica della Dakar.

Anche se il nome di Auriol è spesso associato alla Dakar, lui è stato anche uno dei principali “competitor” della storica gara. Fu lui a ideare la Africa Race, competizione nata nel 2009 seguendo i tragitti originali della vecchia Parigi-Dakar (che nel frattempo si era “trasferita” in Sudamerica). Il nome della gara divenne poi Africa Eco Race, integrando una categoria sperimentale di mezzi che sfruttano energie rinnovabili.

Ma le imprese di Auriol non terminano di certo qui: nel 1987, lo stesso anno del suo incidente durante la Dakar, Auriol invitò Henri Pescarolo, Patrick Fouricq e Arthur Powell a infrangere un record imbattuto da quasi 50 anni, ovvero il viaggio attorno al globo su un aereo dotato di eliche. Su un Lockheed bimotore L-18 Lodestar degli anni ’40, il quartetto decollò dall’aeroporto di Bourget e riatterrò sulla stessa pista dopo 88 ore e 49 minuti di volo e 23.852 chilometri di viaggio. Venne così infranto il record di Howard Hughes del 1938, e quello del gruppo di Auriol è un primato che resiste ancora oggi.

Oltre ciò, nel 1995 Hubert Auriol venne insignito della Legione d’Onore e ricompensato con l’inserito nell’Ordine nazionale francese del Merito. “l’Africano” è stato anche inserito, nel 2019, nella Hall of Fame della FIA, grazie anche alle cinque Coppe del Mondo conquistate nei rally raid.

P300.it si unisce ai tanti fan dell’ex-pilota e aviatore francese e desidera mandare le più sentite condoglianze alla famiglia di Auriol.

Fonte immagine: francetvinfo.fr

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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