Il qatariano gestisce alla perfezione i chilometri finali, Ekström si aggiudica la lotta per la terza piazza contro Loeb.
La Dakar 2026 è giunta alla propria conclusione. La tappa conclusiva, un’anellare di Yanbu’ di 105 chilometri, ci ha consegnato i vincitori delle varie categorie, a due e a quattro ruote. Ma a fine dei conti, questa è stata più che una semplice passerella, in alcuni casi.

Moto

Il colpo di scena più grande è arrivato nelle Moto. Dopo il successo nella prova di ieri e gli oltre tre minuti di vantaggio guadagnati, sembrava che Ricky Brabec avesse cementificato la propria terza vittoria alla Dakar, ma un errore all’ultima prova, per giunta negli ultimi 19 chilometri, si è rivelato decisivo.
Dopo 86 chilometri di speciale lo statunitense conservava ancora oltre tre minuti e mezzo di vantaggio, ma prima del taglio del traguardo il #9 ha smarrito la via, perdendo tutto il vantaggio e regalando a Luciano Benavides, suo diretto rivale, la vittoria finale su un piatto d’argento, per appena 2″.
Per Luciano, si tratta di un successo incredibilmente significativo: nonostante avesse iniziato questo raid come secondo pilota KTM nelle gerarchie della Casa austriaca, l’argentino ha ribaltato il pronostico ed ha imitato il fratello Kevin, scrivendo il proprio nome nell’albo d’oro della Dakar (proprio nell’edizione in cui il parente ha smesso di correre nelle due ruote).
Tosha Schareina ha completato il podio finale, mentre Edgar Canet ha concluso in bellezza il proprio primo anno nella categoria Rally GP, vincendo l’ultima speciale. Lo sloveno Toni Mulec ha conquistato la vittoria nella sottoclasse Rally 2, mentre Benjamin Melot è il primo dei piloti Original by Motul, sprovvisti di camion per l’assistenza nel vecchio stile della Dakar; il francese ha battuto lo spagnolo Josep Pedró per 14′.
Auto

Nessuno stravolgimento finale, invece, nelle quattro ruote, Mentre Mattias Ekström è andato a vincere l’ultima prova con appena 8″ di margine su Sébastien Loeb (prevalendo anche nella lotta per l’ultimo posto sul podio), Nasser Al-Attiyah ha concluso il rally in pieno controllo della situazione, chiudendo 43° a 8′ di ritardo (suo peggior risultato in una singola speciale del 2026).
Il vantaggio di 16’02” costruito fino a ieri è stato comunque sufficiente per portare a casa il bottino grosso, vincendo per la sesta volta il raid più duro ed importante al mondo e sollevando nuovamente il Trofeo del Beduino sopra la propria testa, insieme al co-pilota Fabian Lurquin. Grandissimo risultato anche per la Dacia, che al secondo tentativo assoluto riesce a vincere alla Dakar, battendo due colossi motoristici come Ford e Toyota.
Sia il mastodonte americano che quello giapponese hanno parecchio da recriminare. Il Grande Ovale Blu può comunque consolarsi col doppio podio di Nani Roma (a 9’42” di ritardo) e di Ekström, mentre per la Casa nipponica questa Dakar si è rivelata una disfatta totale. Il migliore degli Hilux giace in ottava posizione con Toby Price, a 52′ di ritardo.
Da segnalare lo splendido sesto posto di Mathieu Serradori su Century (primo dei privati), mentre a vincere nella ben poco numerosa classe Stock è stato Rokas Baciuška, su uno dei tre Land Rover Defender schierati; il lituano è 52° assoluto nella generale delle Auto.
Challenger

Anche nei T3 la classifica, in alto, non ha subito variazioni. Pau Navarro ha completato l’opera e si è aggiudicato una meritata vittoria a bordo del proprio Taurus T3MAX preparato dalla BBR, con un tempo finale di 54h46’21” e 23’22” di margine su Yasir Seaidan, il suo avversario più vicino. Terzo posto, invece, Nico Cavigliasso, vincitore della scorsa edizione.
Ad apporre la ciliegina sulla torta alla giornata della famiglia Benavides è stato Kevin, ancora una volta trionfatore della sottoclasse delle Auto. L’argentino ha avuto la meglio sul lussemburghese Charles Munster, pilota del WRC a bordo del buggy preparato dalla G Rally KTM X-Bow.
SSV

Tutto secondo i piani anche per Brock Heger, nei T4. Lo statunitense, insieme al navigatore Max Eddy, si è aggiudicato la propria seconda Dakar consecutiva a bordo del Polaris RZR PRO R, preparato dal team di Sébastien Loeb. Heger ha ottenuto la vittoria con un margine ben più cospicuo, superiore all’ora nei confronti di Kyle Chaney.
Xavier de Soultrait è giunto terzo ad ulteriori 24′, mentre a vincere la speciale è stato Joao Monteiro, con 14″ di margine su Johan Kristoffersson. Il pluricampione del WRX (giunto ottavo nella generale) ha regolato di ulteriori 6″ Jeremías González Ferioli nella tappa odierna.
Camion

In pochi avrebbero scommesso su Vaidotas Žala alla vigilia della Dakar, ma alla fine è stato proprio il #604, insieme a Paulo Fiuza e Max Van Grol, a portare la Lituania sul tetto dei rally raid, almeno per quest’anno.
Žala ha concluso la maratona in 56h58’38”, battendo di una ventina di minuti Aleš Loprais: il ceco ingurgita l’ennesimo boccone amaro e l’appuntamento con la vittoria nei Camion è rimandato di un altro anno. Terzo posto per Mitchel van den Brink, che dovrà a sua volta aspettare dodici mesi per riprovarci. La tappa finale è stata vinta da Kay Huzink, su Renault.
Si conclude così l’avventura della Dakar di quest’anno. Una delle edizioni più cariche di protagonisti e marchi competitivi nelle Auto e che ha ridato conferma delle capacità di Al-Attiyah in quanto specialista di questi rally, ma anche nelle Moto le emozioni non sono mancate, con tanto di colpo di teatro finale. L’appuntamento sarà all’anno prossimo, per la 49a edizione.
Qui i piazzamenti della prova conclusiva e i risultati finali del rally raid.
Fonte immagini: dakar.com
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