Dakar 2021 | Pierre Cherpin non ce l’ha fatta

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Troppo gravi le sue ferite dopo la caduta nella settima speciale. Il francese è morto durante il suo trasferimento aereo.


Quest’ultima giornata di Dakar doveva essere una giornata di festa per la fine della 43a edizione del rally raid, e invece la carovana, gli addetti ai lavori e tutti gli equipaggi giungeranno a Jeddah col dolore nel cuore.

Ieri, a tarda ora, è giunta la notizia che nessuno voleva sentire: Pierre Cherpin, caduto al 178° chilometri della speciale Ha’il-Sakaka dell’ottavo giorno, è morto a causa delle ferite riportate dall’incidente, tra cui un trauma alla testa rivelatosi mortale. Negli quattro giorni il francese era rimasto su un letto d’ospedale in un coma indotto e le sue condizioni sono rimaste stabili, seppur gravi. Dopo un primo trasferimento a Jeddah, il pilota #111 sarebbe stato trasferito in aereo all’ospedale di Lilla, in Francia.

Cherpin aveva cinquantadue anni e aveva già partecipato alla Dakar tre volte, ottenendo come miglior risultato un 84° posto nel 2012. Inoltre, ha partecipato al Rally del Marocco tra il 2004 e il 2007, al Rally dell’Europa Centrale nel 2008 e al Rally dei Faraoni nel 2012.

Il francese correva su una Husqvarna da privato, nella categoria “Original by Motul”. Non aveva ambizioni di vincere, quanto di vivere un’avventura sempre magica e affascinante come quella della Dakar, anche per la sua pericolosità. Si era preparato meticolosamente per correre, già dallo scorso ottobre.

Prima di partire per il suo volo per Jeddah, ha dichiarato questo ai microfoni della Dakar. P300.it vorrebbe perciò ricordare le sue parole: “Sono un dilettante, non sto andando lì per vincere o per arrivare sul podio, ma per vivere un’avventura, per scoprire paesaggi che non avrei mai avuto l’opportunità di vedere. Nel 2015, in Bolivia, faceva molto freddo e ho sofferto molto. Anche se avevo deciso di lasciare, sapevo che mi sarei spesso detto “che stai facendo?”. A parte questo, tutto qui è esilarante: guidare una moto da corsa, vivere la propria passione e partecipare in questo evento che non è come nessun altro. Nella Dakar s’impara a conoscere gli uni e gli altri, hai bisogno di molta forza mentale e di mantenere il sangue freddo per arrivare al traguardo. Ho già avuto un po’ di mal di stomaco ma è come lavorare in un business: non puoi mai esser sicuro del futuro e devi continuamente adattarti alle difficoltà. L’atmosfera e la solidarietà, specie nella categoria Original by Motul, dà quotidianamente un sacco di coraggio”.

Pierre Cherpin è morto facendo la cosa che lo faceva sentire più vivo a questo mondo. Per questo P300.it prova un immenso rispetto per lui e per tutti i piloti che vivono le corse come lui. Mandiamo le più sincere condoglianze alla sua famiglia e a tutti i suoi cari.

Fonte immagine: dakar.com

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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