Dakar 2021 | Giorno 4: Toyota col vento in poppa, Peterhansel mantiene la testa della classifica

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Terza vittoria consecutiva per Al-Attiyah, mentre Henk Lattegan continua a stupire ottenendo il terzo posto; “Mr. Dakar” fa secondo a soli 11” dal qatariano. Seconda vittoria di tappa per Barreda nelle moto.


La speciale più lunga di quest’edizione della Dakar, ovvero il tragitto di 813 chilometri verso Riyadh (ma di cui “solo” 337 cronometrati), è stata anche quella con le medie velocistiche più elevate finora, essendosi svolta su un terreno più duro e pianeggiante rispetto alle infide dune di sabbia di Wadi Ad-Dawasir. Infatti, a fine giornata le sorprese non sono state tantissime.

AUTO

L’inerzia della corsa nella categoria delle auto continua a essere a favore della Toyota e di Nasser Al-Attiyah in particolare. E’ giunta la terza vittoria consecutiva per il principe di Doha, con cui è stato in grado di rosicchiare un altro po’ del vantaggio accumulato dal leader della generale Stéphane Peterhansel.

Il francese però, poco dopo i 300 chilometri di speciale, ha dato fondo a tutta la sua bravura per ridurre al minimo il gap da Al-Attiyah; all’arrivo a Riyadh, solo 11” separano i due, col pilota della Mini ancora in testa al rally per poco meno di quattro minuti. La battaglia per la vittoria è stata a lunga una questione tra piloti Toyota, con Henk Lategan, oggi terzo, in grado addirittura d’impensierire il compagno Al-Attiyah per la vittoria di tappa, fino a cedere il passo nell’ultimo terzo dello stage. Il sudafricano, in coppia col connazionale Brett Cummings, sta recuperando terreno sul campione in carica Carlos Sainz, oggi quarto ma staccato di oltre mezz’ora dal compagno Peterhansel nella graduatoria.

In realtà lo spagnolo sembrava relegato alla quinta posizione, ma a cedergli la medaglia di legno della giornata è stato Sebastien Loeb: il “Cannibale” ha guidato al meglio il suo Buggy Hunter fino a Riyadh rimediando solo 2’36” di distacco da Al-Attiyah, ma la direzione gara ha deciso di penalizzarlo di cinque minuti per aver ignorato un limite di velocità in una “Slow Zone”, facendolo così retrocedere al settimo posto; la cosa non è stata presa bene dal francese, che sui social si è sfogato contro i giudici poiché sul suo buggy la “Slow Zone” non è stata segnalata. Comunque, la coppia Loeb-Elena si trova a 52’ da Peterhansel ed è l’ultima con ancora un distacco al di sotto dell’ora.

MOTO

L’andazzo della categoria moto in quest’edizione oramai è chiaro: il battistrada di inizio giornata sarà costretto a perdere molto tempo in quella determinata speciale. Ne era a conoscenza anche Toby Price, che dopo la vittoria di ieri oggi non ha potuto fare molto per difendersi dagli avversari che gli partivano dietro. Il bilancio di fine giornata per l’australiano è magro: 22° con quasi un quarto d’ora di ritardo dal vincitore Joan Barreda Bort, su Honda.

Il valzer delle posizioni non ha riguardato il solo Price. La vittoria di Barreda rimette lo spagnolo in gioco per il successo, facendolo balzare dal 30° al secondo posto con soli 15” di ritardo da Xavier De Soultrait, oggi quinto sulla sua Husqvarna ma divenuto leader della generale. Oggi a podio sono giunti Daniel Sanders su KTM e Luciano Benavides sulla Husqvarna sponsorizzata Rockstar Energy, quest’ultimo grazie alla penalità di un minuto rimediata dallo yamahista Ross Branch.

Scivolato all’ottavo posto Price, alle spalle del compagno di squadra Sam Sunderland e a quasi otto minuti da De Soultrait e Barreda. Il #3 al momento non è l’unico che potrebbe puntare su una nuova strategia: il campione in carica Ricky Brabec è 15° con 16’ da recuperare, ma la posizione di partenza vantaggiosa domani potrebbe essere molto utile, tra le dune di sabbia e i passaggi tra le rocce.

QUAD

Lo stage dalle velocità medie più alte finora è stato vinto da Manuel Andújar, il primo degli inseguitori su quello che, fino a ieri, era un quartetto di testa inavvicinabile. Dopo i primi cinquanta chilometri l’argentino ha sopravanzato il connazionale Cavigliasso e il francese Giroud, fino a vincere la speciale con un minuto sul #150 e con quasi quattro sul #152.

La lotta per la vittoria si fa invece ben più dura per Giovanni Enrico e soprattutto per Pablo Copetti: il cileno, dopo aver perso una decina di minuti dopo la prima metà di speciale, ha accumulato sette minuti di ritardo su Cavigliasso (ancora in testa ma per soli nove secondi su Giroud), ma è andata anche peggio al pilota della MX Devesa, in netta perdita per tutta la speciale (forse per un motore poco performante) fino a giungere al traguardo con 43’ di ritardo da Andujar. Dunque, la lotta per la vittoria potrebbe essersi ridotta ai soli Giroud e Cavigliasso.

VEICOLI LEGGERI

Le categorie T3 e T4 sono state vinte dalla coppia Aron Domzala-Maciej Marton, sul Can-Am #406 della Monster Energy. La vittoria è arrivata alle spese di Kris Meeke (che ha ripreso la sua corsa ma staccatissimo, a quasi 23 ore dalla testa della gara) e di Mitchell Guthrie, staccati entrambi di quasi due minuti.

Il vincitore di ieri, Francisco Lopez Contardo, mantiene la testa del raid ma ora il suo distacco su Domzala si è quasi dimezzato. Sono ben due gli equipaggi della Monster Energy all’inseguimento del cileno, con anche Austin Jones (oggi quinto) staccato di soli otto minuti.

CAMION

La rincorsa della MAZ sulla Kamaz nei mezzi pesanti ha subìto una grossa battuta d’arresto quando, dopo ottanta chilometri, il 6440RR di Viazovich, Haranin e Zaparoshchanka ha alzato bandiera bianca per un guasto tecnico. Al momento l’equipaggio della #502 non ha ancora visto il traguardo di Riyadh, lasciando campo libero a Dmitry Sotnikov.

Doppietta della Kamaz quest’oggi, con Karginov giunto secondo dopo una bella lotta proprio con il compagno di squadra, che negli ultimi quaranta chilometri ha però recuperato più di tre minuti sul vincitore della scorsa edizione, rimasto staccato di dieci secondi. Completa il podio il MAZ superstite di Vishneuski a 14”, mentre nella generale Sotnikov ha ora oltre 26’ di vantaggio su Macik e sul suo Iveco.

Qui i risultati della quarta prova. Domani i protagonisti di gara avranno a che fare con uno degli stage forse più difficili, quello verso Al Qaisumah.

Fonte immagine: dakar.com

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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