Dakar 2021 | Giorno 13: Peterhansel e Boulanger conquistano la vittoria

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“Mr. Dakar” entra ancor di più nei libri di storia vincendo per la 14a volta il raid. Benavides vince nelle moto.


Dopo più di 4.000 chilometri percorsi fra dune di sabbia, condizioni climatiche durissime, sentieri rocciosi e insidie di ogni tipo, la carovana della Dakar 2021 si è finalmente ritrovata a Jeddah, il luogo dove la gara era partita tredici giorni fa. Sono 200 gli equipaggi giunti al traguardo dei 321 che sono partiti per quest’avventura (67 tra le moto, 12 tra i quad, 51 tra le auto, 49 tra i side-by-side e 21 tra i camion), e a ognuno di questi c’è da togliersi il cappello.

AUTO

Era il 17 gennaio 1991 quando, a Dakar, arrivò il primo successo (nelle moto) dell’uomo che sarebbe diventato il dominatore assoluto del raid più famoso al mondo. Per Stéphane Peterhansel, insieme al copilota Edouard Boulanger, è giunto il 14° successo nella Dakar, a trent’anni esatti dal primo centro in carriera. Considerando che il francese ha disputato trentuno di queste gare, il fatto che ne abbia una percentuale di successo così vicina al 50% è semplicemente mostruoso.

Una vittoria che permette a Peterhansel d’infrangere un altro record: è il primo uomo nella storia della Dakar a vincere in tre continenti diversi (Africa, Sudamerica e Arabia Saudita). Per la Mini si tratta invece del sesto successo, il secondo consecutivo con il buggy X-Raid della John Cooper Works, che conclude anche al terzo posto grazie a Carlos Sainz.

Queste le parole di Peterhansel: “Provo sempre le stesse emozioni anche per la 14a vittoria. Come ho detto, vincere la Dakar è sempre molto complicato. Non esistono vittorie facili nella Dakar. Questa da fuori potrebbe esser sembrata facile, ma non era facile gestire ogni giorno il piccolo gap su Nasser. Avevo molto pressione addosso. Sentivamo ogni giorno come avessimo tutto da perdere, perciò era complicato da gestire, ma alla fine abbiamo fatto davvero un bel lavoro insieme a Edouard, alla sua prima gara in una macchina al top. E’ stato un lavoro incredibile, mi ha navigato bene ma era anche molto calmo. Di certo si tratta di uno o due record in più per me: quattordici vittorie in tre continenti e oggi è anche l’anniversario della mia prima vittoria trent’anni fa. E’ una lunga carriera nel motorsport. Penso che l’esperienza e l’abilità di rimanere calmi mi abbiano aiutato a vincere, ma non ne sono sicuro… la differenza probabilmente è stata che Nasser ha fatto il suo primo errore nel prologo. Ha vinto il prologo e penso che sia stato il suo primo errore. Ha probabilmente per la Dakar perché voleva vincere le preparatorie. Stare in coppia con Edouard è davvero fantastico, devo dirlo. Ha tutte le qualità per essere il miglior copilota nei rally raid e ha imparato davvero in fretta. Non ha fatto errori e ha capito tutto davvero rapidamente. Condividiamo la stessa passione perché era un motociclista in passato. Fece la Dakar in moto una volta, ma ha anche corso in dieci o quindici gare Enduro du Touquet, perciò è davvero un motociclista e abbiamo un po’ dello stesso spirito. E bello guidare con lui. La prima vittoria in moto è la mia preferita, perché era quella che sognato da molto e ora invece si tratta di qualcosa in più. Vincere è sempre una grande emozione, ma la prima vittoria è la migliore”.

Onore comunque al primo degli sconfitti, Nasser Al-Attiyah. Giunto secondo in quest’ultima tappa alle spalle di Sainz, il qatariano ha provato per tutto il rally ad agguantare Peterhansel, senza però riuscirci; poco più di 14’ separano i due alla fine di quest’edizione. La seconda Toyota, quella del team Orlen/Overdrive di Jakub Przygonski, ha ottenuto il quarto posto a più di due ore e 35 minuti da Peterhansel, ma precedendo di oltre tre quarti d’ora Nani Roma col suo Buggy Hunter della Prodrive.

MOTO

La lotta per il successo era decisamente più in bilico nella categoria moto, la cui lotta tra Kevin Benavides, Sam Sunderland e Ricky Brabec non era ancora finita. A Jeddah la classifica ha finalmente svelato il vincitore: approfittando di un’ultima giornata da incubo per Sunderland e resistendo alla rimonta in extremis del compagno di squadra, Kevin Benavides è riuscito a vincere la Dakar con 4’56” di vantaggio su Brabec sulla Honda gemella.

E’ stato un raid difficile per Benavides, specie negli ultimi giorni a causa dell’apprensione aggiuntiva per il fratello Luciano, ritiratosi per una caduta piuttosto dura tre giorni fa. Ma nonostante lo stress psicologico aggiuntivo, l’argentino è riuscito a diventare il primo sudamericano a vincere nella categoria a due ruote.
Anche per Honda si riscrive la storia: è la seconda vittoria consecutiva del marchio dell’Ala Dorata ma soprattutto la prima doppietta dal 1987, quando Cyril Neveu precedette il nostro Edi Orioli, entrambi a bordo di due NXR750V.

Seguono le dichiarazioni di Benavides: “E’ stato davvero da pazzi. Sono partito terzo e dopo cinquanta chilometri ero davanti come apripista nella speciale. Sentivo che tutto si era complicato, perché Ricky ha iniziato a guadagnare su di me. Ho iniziato a spingere molto, tutto il giorno, e di rimanere concentrato, perciò ho fatto un buon lavoro oggi. Inoltre, sono andato al 110%, ma ora è reale: Ho vinto la Dakar – sono davvero così felice! Ho fatto alcuni errori, ovviamente. Penso sia impossibile fare una Dakar perfetta. La cosa importante è di continuare sempre, mantenere la calma e la concentrazione giorno dopo giorno e lavorare duramente. Nella quinta prova ero preoccupato, perché sono caduto a una velocità molto alta e ho colpito con la testa e la caviglia e ho sentito un sacco di dolore. Quel giorno dicevo che forse la Dakar era finita per me. Ma ho continuato a spingere. Ora ho ancora un po’ di dolore, ma al momento sono più contento che addolorato, perciò non è un problema. Penso di aver vinto la gara oggi, negli ultimi chilometri! Non potevi pensare di vincere durante questa Dakar, dovevi rimanere concentrato. Non pensi, semplicemente ti concentri sull’azione e su nient’altro, perché tutto può cambiare in un secondo. Sono davvero fiero di essere il primo vincitore sudamericano. Il mio sogno era anche di fare la storia e ora sono il primo ragazzo sudamericano a vincere la Dakar. Questo è incredibile per me. Di certo abbiamo fatto un buon lavoro per tutta la durata della Dakar in quanto compagni di squadra. “Nacho” ha avuto un incidente davvero brutto e anche Joan, ma abbiamo fatto un lavoro davvero buono come team”.

Chiude il podio Sunderland a 15’, mentre al quarto posto giunge il miglior debuttante dell’anno, Daniel Sanders sulla KTM Factory. Si tratta di un gran risultato per l’australiano, capace di precedere anche mostri sacri delle due ruote quali Pablo Quintanilla o il compagno di marca Matthias Walkner.

QUAD

La vittoria di questa classe è andata a Manuel Andújar, che ha fatto le veci del connazionale Nicolás Cavigliasso facendo tornare la bandiera argentina in cima al tetto dei rally raid. L’unico avversario rimasto nella lotta per il primato era Giovanni Enrico, ma l’americano nei 225 chilometri previsti oggi ha alzato bandiera bianca quasi subito, chiudendo a otto minuti dal vincitore Pablo Copetti.

Tanta gioia per Andujar, al suo primo successo nonostante sia solo alla quarta partecipazione: “E’ la mia quarta Dakar e la mia prima vittoria. Sono davvero contento di essere qui, è pure molto emozionante. Apprezzo tutte le persone che mi hanno aiutato ad arrivare dove sono oggi. L’intera Dakar è difficile. Le mie mani e il mio intero corpo sono parecchio stanchi. Ma sono giunto alla fine, sono in prima posizione e sono molto felice. Ho iniziato a pensare che avrei vinto la Dakar quattro anni fa. Ho iniziato a pensarlo alla mia prima Dakar, ma ho avuto un sacco di problemi. Questa è stata la gara dove non ho avuto problemi. La mia famiglia mi ha donato un sacco di supporto e sono davvero contento adesso. Non so quando, durante la gara, ho pensato che avrei vinto, forse all’inizio perché era il piano sin da subito quello di vincere la Dakar. Sono arrivato qui con quell’aspettativa. In realtà non so quando ho ottenuto la testa della gara, ma penso ieri quando ho avuto un po’ di gap aggiuntivo, è lì che ho detto “ok, sto per vincere”. Ma non lo sai mai realmente finché non tagli la linea del traguardo. Sinceramente non conosco i miei piani per il prossimo anno, voglio solo tornare nella mia città e riposarmi lì con i miei amici e la mia famiglia”.

Giovanni Enrico e Pablo Copetti chiudono il podio, il primo a 33’ di distacco e il secondo con oltre tre ore di ritardo. Wisniewski, quarto, ha chiuso addirittura a sei ore e mezza.

VEICOLI LEGGERI

Il terzo sudamericano a vincere nella Dakar 2021 è stato il dominatore delle categorie T3 e T4. Francisco López Contardo ha viaggiato di totale conserva negli ultimi 200 chilometri di gara, fino a raggiungere Jeddah in “tutta tranquillità” con 12’ di ritardo dal vincitore della speciale Kris Meeke, ma conquistando per la seconda volta il raid dopo il successo del 2019, per la prima volta in coppia con Juan Pablo Latrach Vinagre.

Austin Jones, secondo, ha alzato bandiera bianca già all’inizio, giocando a sua volta di conserva e tenendosi stretto la piazza d’onore. Il terzo posto va invece a Michal Goczal in coppia con Szymon Gospodarczyk, per il team Energylandia Rally.

“E’ stata una speciale molto, molto difficile”, racconta “Chaleco” una volta raggiunto il traguardo, “quest’anno è stato davvero difficile prepararsi a causa dei grossi problemi col Covid-19 in tutto il mondo. Ma sono davvero contento per i miei sponsor, per il mio paese e per il mio copilota Juan Pablo. L’anno scorso ho terminato sul podio ma la vittoria non era possibile, ma quest’anno sono molto contento del successo. E’ perfetto, penso che la differenza sia stata nella navigazione. E’ stata una gara molto, molto lunga e difficile. Con tutte le rocce, la navigazione e la sabbia, è stata davvero complicata. E’ la mia vittoria più bella e sono davvero felice”.

CAMION

Si può dire che tutto sia andato secondo i piani per il team Kamaz, che conclude questa Dakar con una tripletta sfavillante. Mentre Martin Macik otteneva sul suo Iveco un bel terzo successo di tappa, Dmitry Sotnikov ha concluso in una comoda terza posizione questa dodicesima prova, vincendo la propria prima Dakar insieme al navigatore Ruslan Akhmadeev e al meccanico Ilgiz Akhmetzianov, suoi compagni all’interno del Kamaz #507.

I tre hanno distanziato di quasi 40 minuti Anton Shibalov sul mezzo gemello col #501, mentre Airat Mardeev si classifica terzo a un’ora e quattordici. La vittoria di Macik oggi permette al team Iveco Big Shock Racing di ottenere il quarto posto battendo il connazionale Loprais su Praga, giunto quinto a due ore esatte.

Sotnikov si è dimostrato entusiasta ai microfoni: “E’ stata la miglior gara della mia carriera. Era il mio sogno e un sacco di lavoro e molti anni spesi sin dalla mia prima Dakar nel 2014 e finalmente l’abbiamo vinta. Lo scorso anno abbiamo avuto un problema a causa di una grossa roccia, ma quest’anno tutto è andato bene. Nella prima metà siamo stati molto veloci e abbiamo ottenuto un buon gap con i nostri tempi. Nella seconda parte, si è semplicemente trattato di raggiungere il traguardo ogni giorno. Penso che questa tattica fosse la migliore per noi. Sono emozionatissimo. Tutto il gruppo, tutto il team, tutti i ragazzi hanno fatto un lavoro perfetto. Penso fosse un lavoro di squadra, non solo da parte mia. Io sono solo il pilota, e’ stato dell’intero team. Sono felice di guidare questo camion perché è il miglior camion al mondo. Siamo lieti di continuare la nostra tradizione di successi. Grazie a tutti quanti i ragazzi che mi hanno supportato tutto il tempo. Un sacco di perso aspettavano la nostra vittoria e ora posso dire loro che ce l’abbiamo fatta. Ci sono un sacco di altri camion che ci sono vicini in termini di velocità, ma non so cosa sia successo a loro, perché in alcune speciali hanno vinto, come Martin Macik, ma forse non hanno avuto abbastanza fortuna. Non è stata una gara facile e penso che questa Dakar fosse più dura delle precedenti. Le ultime speciali, tipo oggi e ieri, erano molto dure. Guardiamo avanti alla prossima gara qui; penso sia un buon posto per la Dakar”.

E così cala il sipario su questa 43a edizione della gara, terminata tra sorrisi e lacrime di gioia ma purtroppo anche con la morte di uno dei centauri partecipanti, Pierre Cherpin. Tante le emozioni regalate e tanti anche i record battuti, ma lo sguardo dei grandi specialisti di questa gara volge già alla prossima edizione, per cui cominciare a prepararsi immediatamente.

Questi i risultati finali.

Fonte immagine: dakar.com

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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