Con i piedi per terra

Provo una certa emozione in questo momento. Un misto di ansia e idee che frullano da buttare giù. Non è la prima volta che scrivo per questo sito, ma è quasi come se lo fosse: il mio primo articolo personale, di sempre, in cui posso trattare argomenti vari esprimendo anche il mio punto di vista, sempre restando nel nostro amato mondo del motorsport. La prima difficoltà era trovare un nome a questo spazio personale, un’etichetta che per quanto semplice identifichi la mia personalità e opinione. È stato più semplice di quanto pensassi: Vadoalmax. Il primo motivo, chi mi conosce, l’avrà subito intuito: Max Verstappen.

Per lui prendo attacchi di cuore dal weekend di Spa del 2014, quando nell’ormai defunta Formula 3 Europea mise a segno una tripletta di vittorie a suon di sorpassi da capogiro a Les Combes e difese al limite sui suoi avversari, primo fra tutti l’acerrimo rivale Ocon, ridicolizzati da un ragazzino al primo anno vero in monoposto. Degno di nota fu pure il weekend successivo fra le stradine del Norisring dove, che piovesse o meno, l’olandese e il primo gradino del podio erano inavvicinabili. Ecco, già da questi momenti si intravedevano il suo talento e il suo stile, il suo carattere da racer puro che con gli anni ho continuato ad apprezzare, anche nelle giornate storte che nel motorsport come nella vita ci sono ed è naturale ci siano. Bisogna accettare e guardare avanti, non mollare e crederci.

Il secondo motivo è personale invece: qui avviene la fusione dei termini. Max è un esempio per me. Un po’ come lui va al massimo in pista, resta indifferente alle critiche e ci ride sopra, io cerco di fare nella mia vita. Le mie sfide non sono nulla di simile (purtroppo) a quelle con cui lui si interfaccia, ma è tutto relativo alla fine. Nel mio piccolo cerco di restare sempre positivo e superare i momenti bui, anche quelli in cui proprio non riesco a tenere un sorriso sulla faccia. Credo fermamente in alcuni valori e nel restare me stesso, piuttosto che essere un prototipo della massa e a costo di restare da solo a sognare il futuro con la musica che scorre nelle mie amate cuffiette. Il mondo a cui Max appartiene è poi il mio sogno: l’unica cosa che posso fare nel frattempo è concentrarmi su ciò che mi compete, ovvero lo studio, anche considerato che è l’ultimo anno di superiori. Oltre a non perdermi su iRacing, chiaro. Poi si vedrà. Ringrazio, infine, Alessandro per l’ulteriore opportunità datami, dopo quella a stelle e strisce con l’Indycar. Mettendomi nei suoi panni non dev’essere facile riporre una certa fiducia in un ragazzo giovane come me, soprattutto oggi giorno; dentro di me lo riconosco e apprezzo. Grazie Ale. Andrò al Max!

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Inauguriamo così un nuovo blog su P300.it. Lorenzo è un ragazzo giovanissimo. Ricordandomi che ha esattamente la metà dei miei anni, 18, mi sono sentito un po’ come quando, per la prima volta, i bambini ti chiamano “Signore”; ti giri facendo finta che non ce l’abbiano con te. Detto questo, l’età giovane non gli vieta di essere davvero un appassionato tosto, conoscitore e curioso del mondo del motorsport e soprattutto un ragazzo a modo, come piacciono a noi. È entrato in punta di piedi nel nostro gruppo ed ora, con questa sezione, avrà la possibilità di esprimersi ed esprimere le proprie idee, con la forza dei suoi 18 anni e con il rispetto che già possiede nei confronti di questo mondo e di chi lo vive. Un “in bocca al lupo” a lui!

MONOPOSTO by SAURO

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Con i piedi per terra 2
Lorenzo Esposito
Appassionato di motorsport fin da piccolo, cresciuto con i v8 e convivente con i v6. La mia nostalgia è colmata dall’Indycar, che adoro tutt’oggi, di cui mi occupo qui fra un compito e una gara su iRacing. Cerco di star positivo e non mollare mai

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