Ciao, Cristiana

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Ti svegli una mattina come tante, prendi il cellulare e le prime righe che leggi con gli occhi ancora semichiusi ti cambiano la giornata: ti lasciano attonito, sgomento, incredulo di fronte a quello che la vita è capace di togliere ingiustamente.

Cristiana aveva 21 anni e una vita davanti a sé. Era appassionatissima di moto: aveva imparato a guidare e girava fiera delle sue due ruote. Gestiva, con il suo e nostro amico Manuel, il fanclub di Maverick Viñales con cui siamo “gemellati” da qualche mese. Ci seguiva ma non la conoscevamo personalmente: nella grande comunità del motorsport sui social un po’ ci si trova tutti, i nomi sono sempre quelli. Si commenta, si mette un like, si condivide, si retwitta. Ci si conosce senza conoscersi, come funziona al giorno d’oggi forse troppo superficialmente.

Cristiana era malata da tempo. Questo, però, non le ha impedito di vivere la sua vita al massimo seguendo la sua passione ed inseguendo i suoi sogni, come quello di incontrare i suoi idoli. Adorava Maverick e Valentino e ha fatto di tutto per poterli vedere da vicino, entrare in contatto con loro. Ha frequentato dei corsi legati al mondo del Motorsport, è stata a Maranello, negli studi di Sky e poco a poco è riuscita ad avvicinarsi ai suoi eroi su due ruote, sempre con il sorriso, “senza mai lamentarsi”.

A settembre è stata ospite proprio di Sky a Misano per l’appuntamento della MotoGP. Ha potuto finalmente fare parte di quell’ambiente, incontrare i piloti, respirare l’aria del paddock, essere felice e spensierata.

Mercoledì sera Cristiana se n’è andata, con il tremendo peso di un’età inaffrontabile da accettare come punto di arrivo invece che di partenza. Possiamo discutere all’infinito su quanto sia ingiusto e tremendamente crudele tutto questo per lei, la sua famiglia, i suoi amici. Siamo senza parole noi che non l’abbiamo mai conosciuta, non osiamo e non possiamo immaginare come possa sentirsi chi le è stato vicino.

Si vive freneticamente, superficialmente, velocemente. Si dà tutto per scontato quando di scontato non c’è niente. Siamo talmente presi dal quotidiano da non rendercene conto e continuare sulla nostra strada, ignari di quanto la stancante normalità sia invece un dono prezioso.

Nessuno scorrere del tempo potrà lenire una ferita simile, ma per come mi è stata raccontata Cristiana lascerà sempre un ricordo colmo di felicità in chi l’ha conosciuta anche per un solo attimo.

Da parte nostra, non possiamo che inviare le nostre condoglianze sincere alla famiglia e agli amici.

Ciao Cristiana.

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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