Incidenti, polemiche e battaglie: la finale del Chili Bowl condensa in 55 giri tutta l’essenza della Alphabet Soup. Axsom vince per la prima volta difendendosi da tutti
Le cinque giornate di qualifica
Day 1: Larson vince ancora la qualificazione ed è nella storia
Day 2: Blake Hahn profeta in patria!
Day 3: Axsom ancora re del mercoledì
Day 4: Bell risponde a Larson e vince il giovedì
Day 5: Seavey si aggiudica un movimentato venerdì
Dalle Finali Q alle K
Il grande sabato di Tulsa inizia con i numeri da record cumulati nei giorni precedenti: 387 presenti effettivi nei cinque giorni di qualificazioni e dunque 387 ammessi alla giornata finale, quella della Alphabet Soup. Nel corso della cerimonia di apertura in serata, poi, si dirà anche che le iscrizioni alla fine non sono state 404, bensì 407. Poi, come sempre, il numero dei presenti è sempre minore. Chi ha distrutto la macchina in un flip, chi ha avuto guai meccanici, chi ha preferito tornare a casa in anticipo vista la difficoltà nel percorso nella Alphabet Soup.
La prima attività in pista, alle 9:00 di mattina, come di consueto è la conta dei presenti delle ultime due finali per capire chi è effettivamente e come iniziare l’alfabeto. Già, perché sulla carta in programma ci sarebbero delle storiche Finali Q, una lettera mai vista nella Alphabet Soup. Ma, alla fine, la Q rimarrà in archivio. C’è tempo, oltre ad tradizionale inutile flip nella sgambata per Madler, anche per un po’ di goliardia, come il contratto fra Dailey e il pit reporter di FloRacing secondo il quale, se Marc non avesse passato almeno due finali, allora il giornalista avrebbe avuto il suo sedile per il Chili Bowl 2027. Il pilota però più osservato è Sammy Swindell, la leggenda del Chili Bowl chiamata, dopo il flip nelle batterie dei giorni scorsi, a partire proprio dalla Q. Il dubbio sulla sua presenza rimane, poi però Sammy scende sulla terra di Tulsa.
Il garage è già frenetico di prima mattina, si cerca di salvare la sospensione anteriore sinistra di Madler con una cinghia a cricchetto (che poi anche si rompe e lì si chiudono le riparazioni), Vande Voort ha una perdita di benzina mentre a Dailey non va direttamente la pompa della benzina. Un tipico sabato mattina di gennaio a Tulsa. Alla fine, dei 27 tecnicamente ammessi alle due finali Q, si presentano solo in 10, cinque per la Q1 e altrettanti per la Q2 e allora gli organizzatori decidono di cancellare la lettera e aggregare tutti alla P.
Dopo un lungo movimento per sistemare i superstiti, la vera Alphabet Soup inizia dalla lettera P con 15 auto sulla carta (le 10 già previste più le cinque dalla Q) e alla fine 13 presenti (manca Dailey, quindi sulla carta il prossimo anno in griglia ci sarà un altro giornalista di FloRacing oltre a Clinton Boyles). Finalmente si parte con Gresham e Webber in prima fila, ma i commissari espongono la bandiera gialla perché non convinti della procedura. Si ririparte e Webber scappa via, ma in rimonta arriva Seth Shebester che passa tutti si invola. Recupera terreno Vande Voort malgrado un contatto col muro. Chi finisce direttamente nel muro in curva3, quasi prendendo d’infilata la rampa d’uscita, è Padilla e arriva la caution. Green ai -3 e scappano in tre perché Gresham parte a rilento. Bandiera gialla e ripartenza con la stessa identica scena e allora i commissari decidono di intervenire, ma prima di questo il pilota stesso decide di mettersi in coda per evitare ulteriori guai. Anche se siamo alla P1, le battaglie non mancano per essere in top6 e passare al turno successivo. Ransom è sesto, ma Carr lo aggira ai -2 prima di rimbalzare indietro dietro a Kayle Martin, all’ultimo giro Ransom finisce larghissimo e quindi Carr torna in posizione buona. Vince Seth Shebester su Hartman, Webber, Mahoney, Vande Voort e Carr.
Anche nella P2 si presentano in 13, primi fra tutti Peterson ed un Madler con la vettura riparata oltre a Swindell dalla undicesima posizione. Madler va subito al comando mentre Peterson perde terreno, prima da Knight e Bender, poi anche da Swindell in rimonta. Peterson sembra spacciato, ma Nichols finisce in fumo in quel momento e quindi il sorpasso viene annullato non essendo stato completato quel giro. Si riparte ai -5 e Swindell ripassa. La beffa finale è quella di Bender che, da ampiamente qualificato, ha un problema meccanico e si ritira nell’infield. Vince Madler su Knight, Swindell, Chambers (anch’egli tecnicamente dalla Q), Peterson e Sullivan.
Lettera O. E qui iniziano le storie leggendarie tipiche da Chili Bowl. Nella O1 ci sono ancora delle defezioni (ben cinque fra cui l’intera prima fila prevista, il veterano Bell, Boden e Pickens tornato già in Nuova Zelanda), dunque rimangono in 11 per sei posti. Colburn resiste dopo il via e si prende la prima posizione da Hawkins, seguono poi Darin Naida e Shebester che è già quarto davanti a Vande Voort e Carr che ne ha di più e lo aggira. Si capisce subito che Naida viaggia più veloce e supera tutti. Vande Voort fatica e crolla quando per pressare Hartman per il quinto posto sale sulla vettura dell’avversario e Carr infila entrambi. Vince Naida su Colburn, Hawkins, Shebester, Carr e Hartman e così vengono servite le prime di tante porzioni di zuppa.
Per la O2 una clamorosa coincidenza: anche qui l’intera prima fila (Light e Stuart Snyder) non si presenta. Pronti via e subito incidente con qualcuno che salta sulla posteriore sinistra di Madler. Ripartenza da zero e arriva il primo “vero” flip della giornata (58° della settimana) con Chambers che chiude una settimana complicata con un volo nelle reti. Bandiera rossa per riparare le barriere. Terzo tentativo e Bowers passa Holliman per la prima posizione. Swindell è in recupero e in zona ripescaggio quando in curva3 ai -6 la sospensione anteriore destra collassa letteralmente, la #1 si pianta nella terra e si ribalta nuovamente. E per Sammy questo volo potrebbe essere metaforicamente la chiusura del rapporto con Tulsa che lo ha visto vincere cinque volte. Il finale è abbastanza tranquillo, Covich infila Steve Miller per il sesto posto ai -3, il divebomb di risposta non ha successo. Vince Bowers su Holliman, Johnson, Beard, Brewer e Covich.
Si passa alla N e Joe Perry prende direttamente la rampa di uscita come Most che rompe il motore mentre Kisthardt e Camfield non si presentano alla chiamata. In pole position c’è un altro dei grandi protagonisti della giornata, Mack Leopard, fino a questo momento conosciuto più per il fatto di essere il compagno di squadra di Steven Snyder che, dopo essere stato coinvolto in un pesante incidente nella finale di giornata, secondo le notizie della mattinata dovrebbe saltare il sabato per i troppi danni al telaio. Anche qui una prima partenza viene disconosciuta dai commissari, poi Leopard scappa via da un gruppo sguarnito in cui Shebester perde il controllo e rimbalza su più auto senza ribaltarsi, ma in realtà dal replay si scopre che ci sono stati ben tre incidenti separati. Naida evita tutti e alla ripartenza dei -9 è già quarto. Tuttavia Darin, anch’egli un veterano di Tulsa, recupera terreno, passa di forza Studley, infila di slancio Heitzman e si porta al secondo posto. Shebester recupera terreno dopo l’incidente, sogna la qualificazione, ma rischia il testacoda e rimbalza indietro. Leopard vince agilmente su tre souper, Naida, Hawkins e Colburn, poi Heitzman e Studley. Si forma così la coppia Leopard-Naida che regalerà tre ore di spettacolo for the ages.
Anche nella N2 ci sono numerose defezioni con ben cinque auto che non si presentano e una sesta (quella di Penick) che prende la rampa d’uscita prima di tornare in gara. Si parte praticamente con Bowers già in posizione per un nuovo salto. Dalla prima fila Bill Johnson e Urbanosky vanno via mentre Bowers salta sul cordolo interno e perde terreno a favore di Holliman, Brewer e Covich. Torna nella lotta anche Penick con la sua bandierina svolazzante da rookie (cosa che inspiegabilmente non si vede sugli altri 80 debuttanti) che prima rimbalza e poi quasi rampa sul retrotreno di Bowers. Vince Bill Johnson su Urbanosky e le zuppe di Holliman, Brewer, Covich e Matt Johnson.
Il primo big one arriva alla partenza della M1 in cui un 3-wide, che si crea in prima fila “grazie” a Trube, provoca ben sette auto ferme di cui una ribaltata. Coinvolto parzialmente anche Naida che, tuttavia, riparte senza danni. Bandiera verde con una classifica completamente rivoluzionata e la nuova prima fila (Sivia e Lynch) che si tocca e nell’effetto farfalla Klabunde va in testacoda. Altra ripartenza e altra caution con Lynch in testacoda con una foratura da tire rub. Verde ai -8 e Deskins va al comando, ma dietro di lui c’è già Leopard che era partito 11° ed ha evitato tutti i guai. Mack completa l’opera aggirando il leader ai -7. Sivia perde terreno e ne beneficiano altri souper. La gara si chiude con l’incidente all’ultimo giro fra Studley e Sivia, scade il tempo a disposizione e quindi non c’è ripartenza. Vince Leopard su Deskins, Hawkins, Naida (altro balzo), Hawse e Lynch.
Dopo le defezioni di McDougal e di papà Boyles (Joe), anche nella M2 una partenza annullata, ma qui arriva la penalità con il poleman Rayburn arretrato di una fila per scatto anticipato. Ne beneficia McDoulett che scappa (a più riprese) verso la vittoria. In coda mucchio con incidente che coinvolge fra i tanti Bill Johnson e Covich. Dietro a McDoulett alla ripartenza dei -9 si piazza Shelton. Dopo molto tempo il gruppo appare integralmente in fila indiana, poi però Rayburn si ribalta e fa anche un po’ di wall ride (e siamo a 63 flip) mentre Covich finisce con la ruota ko. Ripartenza ai -3 e altro flip, stavolta su Helton. Nel finale un altro incidente in una fase un po’ convulsa, ma anche per questa gara il tempo è scaduto. Vince McDoulett su Shelton, Brewer (e diventa lui il souper del percorso pari), Hawkins, Urbanosky e Matt Johnson.
La L1 vede in pista Brenham Crouch che 12 mesi fa era fra i dieci eletti arrivati direttamente alla A, ma il suo sabato non sarà esaltante, segno che qualche problema tecnico è ancora presente dopo i guai della settimana. Vanzant e Cowles scattano bene in prima fila, ma al secondo giro prima caution per Lynch fermo, dietro la bandiera gialla si ferma in pista anche Naida; entrambi ripartono a differenza di Hawse. Green ai -8, caution ai -8 per un nuovo testacoda di Lynch. Green ai -8, caution ai -7 con Hawkins che flippa su Deskins. Gara tormentata, Crouch perde terreno prezioso e scivola dietro al rimontante Gargiulo il quale viene seguito da Leopard. Ai -4 altra caution con Hawkins che si ribalta una seconda volta, stavolta toccandosi con Roseland. Mancano 2′ e tre giri, Gargiulo sorpassa Vanzant, tuttavia Styres perde il controllo e si ferma sul cordolo. Si va al green-white-checkered in cui Gargiulo ripassa Vanzant per la vittoria, seguono Leopard, Crouch, Naida (slide job su Cowles) e Hughes mentre Styres flippa al traguardo per quella che è probabilmente la gara più complicata della giornata.
Nella L2 al via Burcik ha problemi ripetuti in prima fila e viene accompagnato fuori, ma il guaio arriva sullo scatto lento di Camfield che crea un intoppo in cui Burkham finisce a ruote all’aria. Nuova ripartenza e Camfield è ancora lento, stavolta senza incidenti. Jones, Mullins e Walker allungano con quest’ultimo che supera Mullins. Durante la caution per l’incastro fra Camfield ed Hawkins, Jones dalla prima posizione prende la via del garage per un problema meccanico. Walker non ha problemi da qui in poi e vince su Schaadt, Gerrits, Brewer (che avanza ancora), Shelton (dopo anche aver preso il muro) e Mullins. Fuori Ryan Roulette, mai al passo con gli altri, eliminato anche McDoulett.
Dopo la defezione di Mattox, parte anche la K1 con France che scatta bene dalla pole, tuttavia in curva4 Gargiulo flippa. Bandiera verde e Gray aggira France, tuttavia l’attenzione si posta su Leopard, Crouch e Naida. I tre volano all’esterno, poi però Crouch rimbalza indietro e si riforma la coppia Leopard-Naida. Un testacoda per Cook regala ulteriori chance ai due dai -4 in poi. Vince Gray su Leopard, Friedrichsen, Naida, Crouch e Tyre, France primo degli esclusi. Naida entra in territorio storico, dato che è al quinto ripescaggio e inizierà la sua sesta finale.
Prima della K2 arriva la notizia che Jesse Love non parteciperà alla Alphabet Soup per precauzione dopo il volo della sera precedente, Gavin Miller a riposo ma poi regolarmente al via. Deming scatta bene, ma Walker fermo dopo l’esitazione di Hermansader blocca tutti. Alla ripartenza Burnam si prende il comando, poi però rimbalzerà indietro. Ai -6 Deming finisce in testacoda toccato da Gerrits mentre Serbus fora e prende la via del garage. Ripartenza e dall’esterno vola anche Jace Park, primo dopo essere partito nono. Avanza anche Brewer che guadagna posizioni su posizioni, prima e dopo per il big one che vede coinvolte tre vetture (Mullins, Deming e Shelton). Vince Park su Julien, Brewer, Taylor, Gerrits e Vanderheiden.
Dalle Finali J alle G
Dato che la pista sta regalando spettacolo, il programma va avanti senza interruzioni. Nella J1 (manca Chiaramonte il cui unico spunto è stato l’essere stato il più veloce in una giornata di libere) si parte con un mucchio di quattro auto (fra cui si riconosce Armitage). Crane rimane al comando, ma Stark cerca di aggirarlo. In top5 ci sono già anche Naida e Leopard che hanno evitato l’incidente iniziale. Dopo due caution (una in cui Crouch si ferma), solo Stark è davanti ai due, tuttavia Leopard ne ha di più. Naida lo segue, ma Gray si ribalta e quindi il sorpasso non è valido. Dopo aver fatto desistere il vincitore della K1 da istinti vendicativi su Kilmer (che però non ha colpa dato che aveva rallentato per altri problemi), si riparte ai -3 senza cambiamenti di posizioni. Leopard vince (da decimo) davanti a Stark e Naida che entra definitivamente nella storia del Chili Bowl per il maggior numero di ripescaggi. Passano anche Gatewood, Crane e Friedrichsen.
Dopo tante gare movimentate, la J2 torna sui binari della tranquillità. Alla bandiera verde Hewitt viene aggirato da Crockett, c’è anche Santino Ferrucci che perde una posizione, poi però passa Battefeld che scivola in coda, dunque supera anche Hewitt e si mette al secondo posto. Rimonta ancora una volta Jace Park che si mette al sicuro mentre Brewer rimbalza nel finale quando sogna un altro ripescaggio. Vince Crockett su Ferrucci, Julien, Park, Hewitt e Gerrits.
Si arriva alla I1 con gli occhi di tutta Tulsa e non solo su Darin Naida, alla caccia di uno storico record di sette ripescaggi e otto finali disputate. Bryson Smith scatta bene dalla pole, ma il gruppo si mantiene molto compatto e viene fagocitato nel secondo giro, Bates passa al comando e Bryson col suo passo più lento crea un tappo in curva3 in cui finiscono cinque auto di cui un flip per Michelle Decker. Fra di essi non ci sono né Leopard, né Naida che alla ripartenza sono già a un paio di passi dalla qualificazione. Alla ripartenza dei -9 è Mitchell ad aprire a loro la strada all’esterno e in due giri sono in top5. Ai -6 Mitchell va al comando su Bates e al giro successivo passa anche Leopard che di slancio va al comando a velocità doppia. La battaglia diventa per l’ultimo posto buono, Crane tutto sul cordolo ci prova ma non basta. All’ultimo giro Smith finisce a ruote all’aria. Vince Leopard (quarta finale vinta, record stracciato) su Mitchell, Naida, Bates e Lundy.
Nella I2 mucchio già al primo giro con tre auto che si incastrano in curva3, ripartenza da zero e Jackson rimane al comando su Waelti e Nigh, poi un gruppone in cui si evita addirittura un incidente nel 4-wide da cui emerge in sesta posizione Sarale. Ci prova anche Ferrucci in recupera dalla coda del gruppo e in lotta con nomi noti del Chili Bowl. Davanti Jackson non è scappato, anzi sono tutti lì e sono 3-wide per la seconda posizione. Park recupera di colpo, passa due auto in un sol colpo e sale al terzo posto, poi altra manovra dall’esterno e alla bandiera bianca è primo. In un convulso ultimo viro, vince Park (partito 14°) su Julien, Sarale, Jackson, Nigh e Ferrucci mentre Culver, Hiush, Crockett e Waelti perdono tutto in vista del traguardo in un incidente.
Tulsa ormai ribolle all’ora di pranzo vedendo Leopard e Naida on fire e che sono già settimo e ottavo dopo il primo giro. Guida dalla pole Pricket su Sessums. Sempre dall’esterno Mack avanza passando McQueen, Naida rischia grosso ma non perde posizioni. Leopard dimostra anche agilità, dato che di fronte alla necessità va anche lui interno. Pure Naida fa di necessità virtù e piazza anche lui degli slider. Gli ultimi giri sono col fiato sospeso: Leopard ci prova su Kaylee Bryson, ma qualcosa si è rotto sulla anteriore sinistra e la ruota sballonzola come peso morto, ma regge. Vince Prickett su Sessums, Bryson, Leopard, Naida e Dykstra. E la coppia avanza ancora.
Il polverone si alza sempre di più e si fatica a vedere tutto della H2. Hoover guida su Moran e Robbins, ma Park è già nono dopo il via e guadagna ancora terreno ad ogni giro, anche lui in maniera inesorabile, anche due auto al colpo. A seguirlo ci prova Edwards che piazza pure un clamoroso slide job ma dal mezzo di un 3-wide. Park sta attaccando insieme Moran e Hoover per il primo posto, tuttavia Julien fermo blocca tutti ai -3. Alla ripartenza Park supera Moran, poi anche Hoover che però incrocia aprendo la porta di nuovo a Moran. Jace prova lo slider al traguardo, ma non ce la fa. Vince Moran su Park, Hoover, Edwards, Robbins e Norbury che si prende l’ultimo posto in volata su Rechek. Ferrucci è 11° ed eliminato.
Si va ancora avanti, solo si reidrata leggermente l’esterno. Dalla G, però, la difficoltà cresce dato che sempre in 10 giri bisogna piazzarsi in top5. Nel break della H2 a Naida viene cambiata una batteria, poi è regolarmente al via a differenza di Creech che ha la vettura bloccata in marcia e non riesce a partire. Schwabauer guida dalla pole, ma una caution per Prickett e Baker incastrati blocca tutto. Si riparte ai -9 e la coppia Leopard-Naida si riforma ancora guadagnando terreno, sia all’esterno che all’interno. Ai -5 Mack entra in top5 superando in un sol colpo Williamson e Sessums. Naida fatica di più, ma ad aiutarlo ci pensa il crollo di Schwabauer. Leopard vola mentre Naida rimbalza leggermente nella lotta con Sessums. Vince Benson davanti a Leopard (da 14° a secondo), Schmidt, Johnson e Williamson. Naida è il primo degli eliminati ed esce fra gli applausi, il suo storico record di nove finali disputate nella Alphabet Soup viene eguagliato proprio da Leopard.
Nella G2 Hinds dalla pole position non ha problemi per tutta la corsa, quelli che sono alle sue spalle affondano, gli altri recuperano dal fondo, tranne Hoover fermo già al secondo giro. Cummings ci prova con Hinds, poi si stacca. Park avanza e viene aiutato dalla caution per Edwards fermo ai -5 e un’altra per Hoover ai -3. Il finale è molto spettacolare e vede Park attaccare Betts esterno e poi interno venendo seguito da altre due vetture. Vince Hinds davanti a Moran, Park (a quattro centesimi dal secondo posto), Coons e Cummings. E Jace avanza ancora.
Dalle Finali F alle D
Dopo oltre 4h di azione ininterrotta e col grosso del gruppo scremato, finalmente arriva il primo break di 1h45′ (in cui anche si perde il vantaggio accumulato sul programma teorico) per il rifacimento completo della pista. Durante il break arriva la notizia a sorpresa: Snyder sarà regolarmente al via, il team (malgrado l’assistenza a Leopard) è riuscito a riparare il telaio in tempo. Problemi invece nel riscaldamento per Edwards (iniezione) e Perry. Al via della F1 (ora si passa a 15 giri con 20 auto in cui a qualificarsi è la top5) Adler rimane al comando, tuttavia Cap Henry lo attacca e lo aggira venendo seguito da Barnard. Avanza anche Clinton Boyles che ha messo giù il microfono e infilato il casco. Leopard ha recuperato terreno, tuttavia la qualificazione è lontana. Adler sta perdendo terreno (passato anche da Boyles), poi dopo essersi difeso da Klatt reagisce e torna a guadagnare. All’ultimo giro il colpo di scena: il motore di Boyles esplode in una nuvola di fumo e nell’olio finiscono anche Klatt e Wakim. I primi due sono out quando erano in posizione buona per il ripescaggio. Nello sprint di un giro non cambia la situazione ed Henry vince su Shuman, Adler, Barnard e Wakim. Leopard è nono ed eliminato, ma ora è suo il record di posizioni guadagnate nel sabato del Chili Bowl battendo quello storico di Yeley di oltre 20 anni fa.
Nella F2 White parte bene dalla pole, tuttavia viene attaccato da Newell. Midkiff a centro gruppo rischia grosso, saltando sul cordolo di curva4 e tagliando brevemente la pista. Smith, Cooper Miller e Gasper sono in lotta per top5, ma davanti c’è anche un 3-wide per la prima posizione quando ai -10 c’è il testacoda di Moran. Alla ripartenza Smith preme su White che è stato scavalcato da Schlotfeldt. Ai -6 Gasper perde tutto con un rapido 360° che non fa uscire nemmeno la caution. Caution che arriva al giro successivo quando un divebomb di Midkiff innesca un contatto fra Coons e Way. Green e caution per Weisensel fermo. Ripartenza ai -3 e Newell attacca Smith prima di un nuovo incidente con Cummings che risponde al colpevole con un dito medio. Sprint finale senza scossoni, vince Schlotfeldt davanti a White, Smith, Miller e Newell. Courtney è sesto ed eliminato (sempre lì, ma mai in top5), eliminato anche Park, decimo.
Con la lettera E arrivano i primi eliminati delle finali A di giornata. Nella E1 green e subito bandiera gialla con tre auto coinvolte, Creed (ad innescare, forse toccato da dietro), Storer ed Henry mentre anche Hughes prende la rampa. Ripartenza e, come in precedenza, Harris viene attaccato da Padgett per la prima posizione. Wyatt è in top5 ma rischia di ribaltarsi sul cordolo mentre il giovane Price spinge Kluever. La battaglia è intensa e coinvolge anche Stubblefield a suo di slider. Harris perde terreno e viene riassorbito. Ai -6 caution per un flip di Henry (76° della settimana) che coinvolge di nuovo Storer. Bandiera verde e il ricompattamento regala forze a Snyder che, con l’auto riparata, avanza e passa tutto il gruppetto citato in precedenza che ha perso Kluever. Padgett vince su Snyder, Price, Harris e Carr che supera nel finale Stubblefield ed Harris.
Nella E2 Snow si impenna dalla pole, ma rimane davanti a Zimmerman quando si ribalta Faccinto (che ha problemi tecnici) coinvolgendo anche Smith (non felice di Michael, a torto). Ripartenza con Nick Drake che si infila nella lotta per la prima posizione prima del 360° di Hubert ai -13 sospinto da Rauch che si vede mostrato il dito medio. Green e caution per un incidente fra Steve Buckwalter e Lee, ma tutto era nato da Trimble nella battaglia per la top5. Ripartenza e Drake scivola largo rimanendo comunque terzo prima del testacoda di Trimble. Bandiera verde ai -12 e la coppia Lee-White recupera molto terreno sognando la qualificazione iniziando la battaglia con Berryhill e Woods. Ancora una caution all’ultimo giro con Crum coinvolto. GWC e Berryhill passa Lee che fa un 360° senza bandiera gialla. Vince Snow davanti a Zimmerman, Drake, Smith e Woods. Schlotfeldt compie quasi un miracolo da 14° a sesto, ma alla fine dei conti è passata la top5 della griglia.
Nella D1 c’è Drake, ma è Kale che al via balza da quarto a primo davanti a Jake Andreotti. Quest’ultimo finisce largo ed innesca un effetto a catena che porta all’incidente fra McCutcheon e Miller che finisce nelle reti. Breve bandiera rossa e poi si riparte con un 3-wide in curva3 in cui Myers attacca ma si tocca, stringendo troppo la traiettoria, con Andreotti che termina in testacoda. Green ai -13 e Myers va ancora all’attacco, ma i due vanno. La lotta diventa quella per la top5 con Steven Shebester che passa all’esterno Parker Jones ed è virtualmente qualificato, Abbey prova a seguirlo ma lo slider non va. Ci provano allora Setser (già RoY) e Hannagan che dall’interno guadagnano terreno prezioso. Myers intanto ha passato Drake e si invola, doppiando pure la coda del gruppo. Vince lui davanti a Drake, Hannagan, Setser e Shebester. Rimonta finale clamorosa di Snyder, ma è il primo eliminato.
Nella D2 Stelzig parte bene, ma un incastro all’interno fra Thornton, Andrews ed Austin Torgerson innesca la caution. Randall intento perde la tabella col numero, ma prosegue. I due ripartono davanti, tuttavia arriva subito Welch che tenta l’attacco per la prima posizione. I tre vanno e aprono una bella battaglia, ma anche staccano Reese e Berger che devono tenere a bada i rimontanti Neuman e Price-Miller. Anche qui battaglia clamorosa su cui arriva Snow alla caccia di una notevole promozione. Arriva sotto anche Henry che però ai -5 si ribalta tutto solo nei riporti in terra. Ripartenza e le due battaglie vanno avanti fin sul traguardo. Vince Stelzig su Randall, Welch, Berger e Reese mentre PPM si stava ribaltando pure lui in curva2 e finisce staccato.
Pole position
A seguire c’è subito la lotta per la pole position della finale A, più movimentata del previsto. Nella sgambata di riscaldamento, Pursley è il più rapido (12.506″) di ben tre decimi su Larson, Hahn, Seavey, Leary, Danner, Grant, Davis, Bell ed Axsom. Riparazioni improvvisate per Davis, saltato pure lui sul cordolo in terra all’esterno ed atterrato pesantemente sulla posteriore sinistra.
Venerdì sera il sorteggio aveva messo in ordine le giornate: lunedì, mercoledì, venerdì, martedì, giovedì. Dunque, Kyle Larson si è già assicurato la prima fila dopo la pole shuffle a eliminazione in base al miglior tempo sui due giri lanciati.
Questa la sintesi della pole shuffle:
- Grant [10] 12.903″ vs Leary [9] 12.993″: passa Grant, Leary sarà 10° in griglia;
- Grant [10] 12.906″ vs Danner [8] 12.740″: passa Danner, Grant (che rischia all’esterno) sarà 9° in griglia;
- Grant [8] 12.737″ vs Davis [7] 12.759″: passa Grant (quasi ribaltandosi), Davis sarà 8° in griglia;
- Grant [8] 12.771″ vs Pursley [6] 12.674″: passa Pursley (che si impenna), Grant sarà 7° in griglia;
- Pursley [6] 12.926″ vs Bell [5] 12.736″: passa Bell (scegliendo l’interno), Pursley sarà 6° in griglia;
- Bell [5] 12.773″ vs Hahn [4] 12.752″: passa Hahn (quasi a muro in curva2 atterrando pesantemente), Bell sarà 5° in griglia;
- Hahn [4] 12.827″ vs Seavey [3] 13.088″: passa Hahn (forse con un tire rub), Seavey sarà 4° in griglia;
- Hahn [4] 13.103″ vs Axsom [2] 12.876″: passa Axsom (interno come Bell), Hahn sarà 3° in griglia;
- Axsom [2] 12.719″ vs Larson [1] 12.693″: Larson conquista la pole position rischiando grosso, Axsom sarà 2° in griglia.
Finali C
Si entra nel vivo della serata dopo le cerimonie di apertura con le C1 (stesso format della D). Pronti via e subito mucchio con Cox, Shebester e altre auto, il tutto innescato da Beason che salta sulla vettura davanti. A finire ko è Ty Gibbs con la anteriore sinistra forata. Si riparte da zero e Boxell viene seguito da Denney mentre Swason crea ancora scompiglio cercando varchi ovunque. Dopo una prima fase di nuovo tranquilla, avanza Sherrell seguendo Beason mentre la coppia Boxell-Denney va in fuga. Ma la situazione generale non cambia, dato che con la pista rifatta è più difficile sorpassare. Vince Boxell davanti a Denney, Gardner, Yeley e Wood.
Nella C2 situazione simile, pochi movimenti e qualche incidente. Hinton tiene a bada Kyle Jones e Nick Hoffman. Robinson si impenna per attaccare Jones e deve desistere, innescando la fuga di Hinton ed Hoffman. Avanza Timms che ai -9 supera Wide, Marcham prova ad imitarlo con uno slider, ma finisce largo. Ai -6 Ashton Torgerson tocca Marcham che si era impennato, rompe la sospensione e tira dritto in curva3. Ripartenza e Timms rischia grosso con Robinson, Wise ne approfitta e aggira entrambi. Quest’ultimo, però, viene ripreso, Robinson rimbalza dopo il sorpasso subito da Timms e perde la qualifica. Vince Hinton su Hoffman, Jones, Wise e Timms.
Finali B
L’ultimo step sono le Finali B, si passa a 20 giri ma dei 20 piloti vengono ripescati in sette. Si inizia col testacoda di Key nei giri di formazione, poi è tutto pronto. McIntosh parte bene dalla pole, alle sue spalle Pittman rimbalza male all’esterno di curva2 e nell’intoppo creato finiscono ko Meseraull (flip, il 79°), Denney (telaio danneggiato toccando TMez) e Day. Ripartenza e McIntosh rimane primo, stavolta davanti a Bernal e Pittman. Ryan, tuttavia, non aspetta e già al secondo giro attacca per la prima posizione con una battaglia che durerà per quasi tutta la corsa, fra rischi e slider. Ai -15 caution per McCarthy che tocca e manda in testacoda Yeley. Ripartenza e ancora caution per un colpo di scena: Scelzi in curva1 frena troppo per evitare Pittman che sta chiudendo la traiettoria e fa spegnere la vettura quando era quarto, perdendo in pratica la qualificazione. Ringraziano McCarthy e Boschele che ci prova alla ripartenza dopo essere partito 15°. Davanti a loro battaglia anche fra Rueschenberg e Coons, il primo passa, il secondo rimbalza indietro favorendo l’ingresso in top7 di Cummins. La battaglia fra tutti questi, coinvolgendo anche un Pittman in discesa, arriva fino al traguardo dove Boschele rischia fin troppo, quasi aprendo la porta al rimontante Boxell. Vince McIntosh davanti a Bernal, Rueschenberg, Tim Buckwalter, Pittman, Cummins e Boschele.
Nella B2 si decide anche il Rookie of the Year: la sfida è fra Boxell (giunto ottavo nella B1) e Jett Barnes, 14enne che parte col vantaggio del pronostico vista la seconda posizione in griglia nella B2. Barnes vola subito al comando davanti alle tre auto NOS di Copeland, Golobic e Bayston. Shane prova l’attacco su Copeland, ma si impenna di continuo. Al terzo giro caution per Sarff a muro, forse toccatosi con Hinton. Ripartenza ai -18 e Barnes va ancora esterno, Golobic non copre e, dopo lungo insistere, passa. Mentre Peck perde terreno, avanza Thorson. Si stacca anche l’olandese Wout Hoffmans, partito quarto ed ora coinvolto nella lotta per la qualificazione con Bayston e Thomas. Ai -13 Wise finisce in testacoda, poi Peck completa l’opera ai -11 toccandosi con Brooks e creando scompiglio per una doppia caution. Ripartenza e Copeland prova lo slider, ma si stacca dalla coppia di testa. KTJ supera Byston, Thorson fa lo stesso con Hoffmans, ci prova anche Brooks ma rimbalza. Siamo al finale decisivo con Copeland che ce la fa a superare Golobic poco prima della toccata di Timms che manda in testacoda Carrick ai -5 quando era ottavo. Alla ripartenza Timms si lancia all’attacco, Hoffmans non è perfetto all’esterno ma a salvarlo è Moles che si inserisce nella lotta. Jett Barnes vince ed è RoY, seguono Copeland, Golobic, Thomas, Bayston, Thorson ed Hoffmans.
Finale A
Si torna al format dei 55 giri per il main event. Non ci sono più ripescaggi, conta solo il Golden Driller. Bandiera verde e Larson tiene la prima posizione all’interno, ma è tutto da rifare perché Copeland è finito a muro dopo un contatto con Barnes. Reset e Larson ancora si tiene dietro Axsom ed Hahn, ma Seavey all’esterno punta Blake completando il sorpasso al terzo giro malgrado un’esitazione. Il quarto gira segna il cambio di passo: Larson finisce largo, quasi sulla terra riportata, in curva2 ed Axsom lo infila senza problemi andando al comando. Larson ci riprova dall’interno e lo scambio di slide job al giro successivo lascia Axsom al comando mentre Seavey si avvicina. Bell ha recuperato qualcosa ed è quinto mentre Pursley perde qualcosa dall’interno.
Bell però non ne ha, all’ottavo giro Grant passa e la #21 non trova il ritmo giusto per avanzare. Axsom davanti guadagna centimetri ogni giro malgrado una anteriore sinistra che si alza in accelerazione come quella di Grant che punta Hahn. Seavey ha perso terreno e Blake lo riprende. Questo rianima Bell che ai -41 riaggancia Grant. Al giro successivo la miccia per primo il momento decisivo: in coda che un mezzo groviglio in curva4 in cui finisce anche Leary, tutti ripartono in breve tempo, ma per quando lo fanno, sta arrivando il plotoncino dei leader di gran carriera. Axsom passa col brivido lungo il muro in ingresso di curva1 andando 3-wide, Larson si trova Leary (che corre per il team di Alex Bowman, suo compagno di squadra in Cup Series) piantato in curva2, frena il più possibile, lo pizzica leggermente, si intraversa e a bassissima velocità si impunta e ribalta. Uno sfortunatissimo Larson è costretto al ritiro.
Si riparte ai -39, ma arriva subito la caution perché Hoffmans non è scattato e viene anche lui spinto fuori. Il ko meccanico lo costringe al ritiro. Bandiera verde con Axsom su Seavey, Hahn, Grant e Bell. Christopher rischia grosso e Danner lo punta, segno che ancora non è tutto a posto. A seguire, dopo Pursley, un gruppone indiavolato con Golobic, McIntosh, Barnes, Davis e Bernal. Avanza Golobic mentre McIntosh è un po’ meno pulito nell’azione come Bernal. Ringrazia Barnes che è nono e lascia sul posto gli avversari.
Ai -30 Axsom ha 1″ di vantaggio su Seavey e inizia a vedere i doppiaggi nuovamente, ma finisce largo e sulla terra, permettendo a Seavey di tornare sotto, nemmeno Hahn è lontano. Ai -28, quindi a metà gara, caution per Barnes che finisce sul cordolo esterno, saltando vistosamente e perdendo detriti. Mentre si riparano le reti dal passaggio del RoY, si ferma anche Buckwalter. Quando è tutto pronto per la ripartenza, altro colpo di scena con anche Hahn fermo e che perde così il podio.
Bandiera verde ai -29 e Axsom non sbaglia guadagnando centimetri preziosi, ma Seavey non molla per nulla. Grant ci prova con uno slider su Logano, tuttavia perde terreno. Bell sceglie l’interno come nelle qualifiche, la scelta non paga e viene passato da Pursley e Golobic, poi passa all’esterno aprendo la porta ai -24 a Bernal. Nello stesso giro il divebomb di Grant su Seavey in curva4 rischia di fare danni pesanti, ma i due proseguono a posizioni invariate solo perdendo tempo e calma. Danner e Pursley li vedono, ma ai -21 Daison quasi finisce a muro per tenere giù la vettura.
Ai -20 Grant ci riprova, con meno audacia ma comunque apre la porta a Danner proprio mentre Copeland finisce a ruote all’aria. Green ai -19 e Pursley non completa lo slider su Danner, anche perché Briggs si riapre la porta di forza. I due si incrociano a ripetizione le traiettorie e si staccano dal trio di testa. Axsom in ogni caso guadagna centimetri nei giri puliti, Seavey ci prova ma non va, allora Grant completa lo slide job ai -13. Ma in vista c’è un nuovo giro di doppiaggi. Anzi no, il divebomb di McIntosh su Golobic per la sesta posizione ai -11 non va a buon fine e Shane finisce a ruote all’aria con Cannon nell’occhio del ciclone nuovamente.
Si riparte ai -11 con Axsom su Grant, Seavey, Danner e Pursley. Daison ci prova per il quarto posto all’interno e passa Briggs. Davanti situazione stabile, ma Grant non molla. Justin è scatenato e rimbalza ad ogni curva, si tuffa in curva1 ai -8 per uno slider proprio mentre Cummins si ribalta in curva4 in top10, dunque tutto invariato.
Green ai -7 e Grant si impenna permettendo lo slider di Seavey che torna secondo e anche Pursley ci prova interno passando ai -6 mentre arriva una nuova caution per Bernal fermo. Ripartenza ai -6 con Axsom su Seavey, Pursley, Grant, McIntosh, Danner, Bell, Thomas, Davis e Thorson. Logano scatta bene e si fa vedere in curva4 e poi in 1 ma non passa, anzi. Pursley ci prova su Grant ai -4 e passa di forza, ma non è perfetto e Justin incrocia ai -3.
Axsom ha messo un po’ di distanza e ai -2 inizia a sognare, forse troppo. Infatti sbaglia curva2 e finisce largo rimbalzando sul cordolo. Seavey si tuffa all’interno, Emerson chiude un po’ la porta, i due si toccano ma in curva3 Axsom rimane davanti. Grant prova ad approfittarne aggirando Seavey, ma rimbalza sulle sue ruote e si ribalta perdendo il podio.
Si era in vista della bandiera bianca, dunque si va all’overtime con Axsom davanti a Seavey, Pursley, Thomas (partito 18°), Davis, Danner, Bell, McIntosh, Thorson e Pittman. Non è una ripartenza regolare: Seavey si pianta all’esterno sul cordolo in terra e Pursley lo infila prima del traguardo. I commissari chiamano la caution per penalizzare Pursley (in maniera discutibile, il regolamento è chiaro ma pure Seavey dirà che la penalità non era giusta) e così Daison scivola al quinto posto. Nuova bandiera verde e Seavey scatta meglio, ma Axsom lo blocca in curva2, Logan deve frenare, scivola largo e Thomas lo passa alla bandiera bianca. Emerson non è ancora perfetto, né all’esterno in 1-2, né sul cordolo interno in 3-4, ma basta per il trionfo.
La classifica completa del Chili Bowl 2026
L’appuntamento con la 41esima edizione del Chili Bowl è in programma sempre a Tulsa, sempre all’Expo Center dall’11 al 16 gennaio 2027. L’evento sarà preceduto dal consueto Tulsa Shootout dal 28 dicembre al 2 gennaio.
Immagine: Chili Bowl Nationals
Risultati da chilibowl.com
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