Chili Bowl 2026, Day 4: Bell risponde a Larson e vince il giovedì

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 16 Gennaio 2026 - 22:30
Tempo di lettura: 9 minuti
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Chili Bowl 2026, Day 4: Bell risponde a Larson e vince il giovedì

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Sorteggio sfortunato, caution fortunate, talento incalcolabile: Christopher Bell vince pure lui la giornata di qualificazioni al Chili Bowl


Inesorabilmente Christopher Bell. Sembrava spacciato il tre volte vincitore del Chili Bowl a meno di 15 giri dalla bandiera a scacchi della Finale-A del giovedì. Poi, però, fortuna (due caution), sfortuna (sorteggio) e talento si sono riequilibrati e così Bell ha passato tutti andando a vincere per la nona volta una giornata di qualificazioni a Tulsa. 9-9 dunque fra Larson e Bell alla fine di questa edizione, per la doppia cifra l’appuntamento è a gennaio 2027. Sorride un altro pilota NASCAR in questa serata: Alex Bowman porta un suo pilota, CJ Leary, direttamente al main event di sabato.

Le batterie

Quarto giorno di Chili Bowl 2026 e le iscrizioni tornano in salita, ben 82 presenti che portano il cumulativo a quota 304, +5 sul record del 2022. Fra di essi non c’è Laster, il pilota della ARCA Series lasciato a casa dal team (ufficialmente) per motivi di sicurezza dopo che nelle libere aveva faticato a trovare una posizione corretta nell’abitacolo con il casco che quasi esce dal roll bar.

Come correzione rispetto al mercoledì, forse i tecnici bagnano troppo la pista e nel primo gruppo di libere quasi non si sta dritti, al punto che si gira in 14″ anziché in 11″, una differenza enorme su un quinto di miglio. Si torna a compattare leggermente la pista, poi le macchine ed i piloti ci pensano loro a gestire la situazione. Dopo un flip di Weisensel (il 29° in totale dell’edizione), il miglior tempo è della sorpresa Braden Chiaramonte (11.345″) davanti a Sarff, Thorson, Bayston, Stratton, Wakim, Henry, Cline, Bell (chiamato a pareggiare Larson a quota nove giornate di qualifiche vinte) e Newton.

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Pronti via e nella prima heat c’è subito uno dei protagonisti di Tulsa, specialmente del recente Shootout, ovvero Frank Flud che, tuttavia, ha pescato una sfortunata pole. Frank parte bene lasciandosi alle spalle la battaglia da cui emerge Ryker Pace, più dietro contatti piccoli che portano poi alla caution dei -6 quando Guyot prima flippa e torna su quattro ruote e poi, forse con l’acceleratore bloccato, finisce contro i jersey interni. Si riparte e al terzo posto sale Windom. Flud non è perfetto, Pace quasi lo tampona ma il singulto rimanda Frank in fuga e permette a Windom di riprendere e passare Ryker. 100 “passing” point per Flud, ben 113 per Windom che era partito sesto.

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Seconda batteria e Shannon McQueen scatta bene venendo seguita da Carlbert e Brady Bacon che, tuttavia, ci mette poco a risalire, anche se il sorpasso sulla leader è più complicato nel previsto ed avviene all’interno di curva3 ai -3. Tutto tranquillo fino sul traguardo quando Dobie finisce si tocca con un’altra vettura e si spiaggia sul cordolo. Bacon (da quarto a primo) passa al comando con 115 punti.

La terza heat è una delle prime in cui si guarda col binocolo perché CJ Leary, che corre per il team di Alex Bowman, ha pescato una clamorosa nona e ultima posizione al via. Il traffico però è difficile da gestire e, mentre Cummins e Reese allungano, CJ deve navigare. Leary riesce a evitare un 3-wide con Robbins e Tim Kent in cui quest’ultimo all’esterno finisce per ribaltarsi. Green e poi caution con l’incastro fra Serbus e Hohlbein mentre Miller prende la rampa d’uscita. A questa ripartenza Leary inizia il vero recupero e sale al terzo posto. CJ avrebbe una chance su un nuovo testacoda di Serbus, ma non riesce a completare gli ultimi sorpassi. Vince Cummins (100) davanti a Reese e Leary i cui 116 passing point bastano per passare al primo posto in graduatoria.

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L’attenzione si sposta nella quarta batteria con Bernal che con un passaggio dal sesto al primo posto passerebbe al comando. Ryan dopo un giro è già quarto e il testacoda del poleman Hartman (tutto da solo) a inizio secondo giro lo mette già sul podio virtuale. Ripartenza ai -7 (dunque la caution è arrivata con tutto il gruppo che aveva completato il giro, altrimenti sarebbe stato reset) e Creech supera Sarale, poi però arriva il controsorpasso e Bernal segue il nuovo leader. Un flip di Chambers ai -6 regala un’altra chance a Ryan, però Sarale, malgrado si impenni, scappa via. Bernal lo riprende, ma non riesce a superare e alle loro spalle arriva anche Denney. Nessun sorpasso e classifica con tre centenari: 115 punti per Sarale (da quarto a primo), 113 per Bernal (da sesto a secondo) e 116 per Denney (anch’egli da nono a terzo).

La quinta batteria nemmeno parte per Frewaldt, ma tutti guardano davvero Christopher Bell, chiamato a rispondere alla vittoria del lunedì di Larson, ma la sorte lo ha messo in pole e quindi la sua serata dovrà essere perfetta. Il neo pilota-owner non sbaglia nulla in una heat pulita e vince con oltre 3″ di margine, ma alle sue spalle ci sono ovviamente movimenti. Hafertepe è secondo dopo essersi difeso da Ashton Torgerson che con il 8->3 si prende 111 punti; Chiaramonte è quarto. Anche la sesta heat, dopo una partenza confusa, è lineare. Bayston (terzo in griglia) prende e scappa via mentre La Rose si difende clamorosamente per tutti gli otto giri dall’outsider di lusso Karter Sarff. 110 punti per Spencer col successo.

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La settima batteria inizia con un contatto in coda con due auto ferme subito e poi Stasa clamorosamente in testacoda a bandiera gialla già esposta. Reset completo e si riparte con Henry che rimane al comando seguito da Abbey e Stasa. Nemmeno il flip enorme di Vande Voort in curva4 a metà corsa cambia l’ordine in gioco se non per Doney che per poco non supera Stasa, ma poi si pianta mezzo giro più tardi. Henry (100) vince facilmente una heat da punteggi bassi.

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La ottava batteria è molto simile. Hughes rimane primo dalla pole seguito da Stratton e dal duello appassionante Woods-Henderson. Il gruppo è compatto ma non ci sono sorpassi, Josh Bilicki recupera dalla ottava alla sesta posizione, ma poi non di più. 100 punti per Hughes, per gli altri ancora meno.

La sorpresa delle batterie arriva dalla nona e ultima batteria. Al via, con Ryan Roulette che scatta male, bandiera gialla per Deal che quasi si ribalta e si salva. Nuova partenza dopo alcune riparazioni alle reti, e stavolta il pilota ARCA Series è più efficace, tuttavia un nuovo reset è necessario per il flip di Newton che lascia la pista a piedi forse dopo aver meditato un qualche tipo di vendetta su chi l’ha toccato. Si ririparte e stavolta Tanner Thorson ci mette poco tempo a passare al comando, andando talmente in fuga (quasi 5″ di vantaggio) che doppia la coda del gruppo, incluso un Penick con uno svolazzante nastro da rookie. Vince Thorson (115 passing point) davanti a Deal (113) e, notato solo all’ultimo, Rechek che rimonta dal nono al terzo posto pure lui e quindi con 116 punti è appaiato al comando.

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Dopo le batterie, la classifica vede dunque Leary con Denney e Rechek (116) davanti a Bacon, Sarale, Thorson (115), Bernal, Deal (113) e Torgerson in una classifica cortissima, quasi da record, visto che fra prima e 16esima posizione (l’ultima che vale l’accesso diretto alla Finale-A) ci sono appena 16 punti e prima di “quota 100” ci sono ben 19 auto. Ma prima della A ci sono B, C e oggi pure D.

Finali D

Poco da dire sulle Finali D se non che c’è selezione naturale da dietro. Nella D1 sugli 11 iscritti ci sono quattro ritiri e una defezione (Cottle); vince Mattox davanti a Gargiulo. Nella D2 addirittura cinque DNS e appena sei vetture in griglia. Avanzano Klabunde (forse l’unico nome di rilievo presente) e Newton che recupera dopo il flip delle heat.

Finali C

Più regolari le Finali C con qualche assestamento di bilancio: Roulette non ha il passo e perde terreno favorendo nella C1 l’avanzata, dietro a Sherrell, di Simon, Jensrud e Weisensel mentre Mattox sfiora l’impresa dall’11esima alla quinta posizione in una gara senza ritiri. La C2 vede invece il flip di Perry e la vittoria dalla nona posizione di Cooper Miller che passa con Wyatt, Bilicki e Cummings.

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Le qualifiche

Come detto, Christopher Bell deve essere perfetto per recuperare dal sorteggio sfortunato. L’inversione dei 24 lo mette al secondo posto in griglia nella Q1, dunque deve solo superare Doney per vincere, ma poi zero errori perché come un razzo arriva da dietro Leary che, con il passaggio da sesto a secondo, mette una seria ipoteca sulla pole position. A seguire Deal e Abbey a non cambiare troppo la graduatoria.

Nella Q2 la situazione volge a favore di Leary perché la vittoria va ad Ashton Torgerson (che conferma ancora il fatto che il volo letterale di qualche anno fa è solo un brutto ricordo) davanti a Sarff, Thorson, Denney ed Hafertepe con pochi risultati oltre i 100 punti. Stesso leitmotiv nella Q3 con la vittoria di Bayston su Windom, Flud e Stratton mentre Rechek salta e chiude ultimo.

Solo Brady Bacon nella Q4 potrebbe scalzare dalla pole Leary, ma la #21H parte sesta e arriva sesta. La vera sorpresa è Myers che chiude terzo dietro a Cummins e Bernal che, anche qui, non riesce a chiudere gli ultimi sorpassi.

Pole position, dunque, per CJ Leary (229 passing point) davanti a Torgerson (226), Bayston (225), Windom, Bernal (221), Thorson (211), Cummins (210), Bell, Denney (205) e Deal (204), poi Sarff, Myers, Flud, Reese, Abbey e Bacon.

Finali B

Le Finali-B sono un clamoroso antipasto della A che seguirà. Antipasto che ha il sapore della zuppa. Ben due, infatti, i Souper protagonisti passando dalla C alla A. Nella B1 Matt Sherrell compie una vera e propria impresa, approfittando tra l’altro solo di due ko (uno di Stratton partito secondo). Scattato 13°, il pilota della #2D in appena 15 giri va a vincere la gara precedendo Jones, Henry e Simon; anche Wakim e Weisensel sfiorano la qualificazione.

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Nella B2 Cline e Wood si invertono rispetto alla prima fila, tuttavia Brad Wyatt rimonta dal 14° al terzo posto chiudendo davanti ad Hughes mentre da notare ci sono il ko di Hafertepe e le defezioni di Gentry e Chiaramonte. Bilicki è decimo con un +3 rispetto al via.

Finale A

Talento ne abbiamo? Potenzialmente tutta la top10 meriterebbe i due posti diretti per il main event di sabato, tuttavia in otto dovranno rimanere delusi. Sempre 30 i giri in programma per una gara ricca di azione. Al via Leary scappa via inseguito vanamente dalle tre auto “istituzionali” (ovvero sponsorizzate NOS Energy Drink come il Chili Bowl), quelle di Bayston, Bernal e Windom. Ad un terzo di gara in questa lotta si infila Cummins che sale al quarto posto davanti a Windom.

A metà corsa Leary raggiunge la coda del gruppo e così la coppia Bernal-Bayston inizia a recuperare terreno, anche se le posizioni non cambiano, nemmeno quando arriva anche Cummins. La gara svolta ai -7 quando, proprio mentre Bernal attacca e passa Leary, un testacoda isolato impone la bandiera gialla. La moviola mette proprio Ryan al comando e si riparte così con Bernal davanti a Leary, Bayston, Cummins e Bell che, dopo essere partito ottavo, solo da poco era entrato in top5. Sarà proprio questa bandiera gialla a cambiare la Finale-A.

Alla ripartenza Bernal allunga quel tanto che basta per staccare la coppia Leary-Bayston che a suon di slider si sta scambiando l’altrettanto importante seconda posizione, tuttavia Cummins ha toccato il cordolo esterno e permesso a Bell di farsi sotto a loro. Di uno di questi slider ne approfitta Christopher che supera Bayston proprio in occasione di un’altra caution ai -5.

Ripartenza per uno sprint infuocato e Bell infila Leary immediatamente. Christopher è scatenato e riprende Bernal ad un passo dal traguardo. Ma non c’è possibilità di respingere una forza del genere. Bell prede, passa e va a prendersi la bandiera a scacchi. L’equilibrio è ristabilito: sfortunato al sorteggio, fortunato (molto) con le caution che lo hanno rimesso in corsa, talento indiscutibile. La vittoria da owner (la nona in una giornata di qualificazione al Chili Bowl, ora lui e Larson sono da soli davanti a tutti nel libro dei record) è forse una delle più sentite per il pilota di Norman, OK.

Dietro a Bell e Leary chiudono, andando alla B, Bernal, Bayston, Cummins, Thorson, Windom e Sarff, dalla C partiranno Denney, Torgerson, Sherrell, Flud, Bacon e Cline, a chiudere la classifica Myers, Reede, Jones, Henry, Abbey, Simon, Wyatt, Woods, Hughes e Deal, unico a non vedere la bandiera a scacchi ma lui non aveva nemmeno visto la bandiera verde.

I risultati della quarta giornata

Il programma di oggi

21:00 Sorteggio batterie

23:00 Prove libere

24:00 Batterie

1:45 Finali D (eventuali)

2:15 Finali C

2:45 Qualifiche

4:15 Finali B

5:00 Finale A


Immagine: Chili Bowl Nationals su Twitter

Risultati: chilibowl.com

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