Terza giornata che scorre via veloce a Tulsa, finale tranquilla in cui Thomas si perde più bello favorendo Axsom e Pursley
Il mercoledì vola via a Tulsa senza intoppi, al punto che – caso più unico che raro – l’ExpoCenter chiude 1h30′ in anticipo rispetto al programma di massima. Le gare scorrono via tranquille, ma i piloti vanno ancora più veloci, soprattutto due. Emerson Axsom vince nuovamente la giornata centrale del mercoledì e alle sue spalle si piazza, col brivido, Daison Pursley che è ad un passo dal coronare una storia di riscatto dopo un gravissimo incidente qualche anno fa.
Le batterie
Giornata più fresca e la pista cambia volto dopo i primi giorni in cui l’umidità e il grip erano elevati, al punto che in fretta anche sul dritto si forma il cordolo in terra lungo le barriere. 74 i piloti presenti (leggera flessione) che portano il totale a quota 222, ancora a +1 sul record assoluto del 2022.
Le libere vedono già momenti problematici: Kreisel si ribalta, Steve Buckwalter accusa guai meccanici e il big Thomas Meseraull bacia le barriere e rompe un ammortizzatore. Miglior tempo per Colby Copeland (11.147″) davanti a Drake, Pursley, Swanson, la leggenda Sammy Swindell, Hinton, Kevin Thomas Jr. (per tutti KTJ), Wommack e Robinson.
Prima delle nove heat e manca subito una vettura, quella di Carr. Corey Day ringrazia la prima fila che sbaglia subito la prima curva e sale al comando seguito da Snow protagonista addirittura di un +4. Solo un testacoda di Wilson ai -1, che manda tutti al green-white-checkered, rianima una tranquilla batteria. Vince Day (115 passing point) davanti a Snow (108).
Seconda heat tranquilla fino alla bandiera a scacchi, meno dopo. Shebester scatta bene dalla pole davanti a Bright, poi quasi un groviglio senza però danni. Ne emerge clamorosamente TJ Smith che, partito ottavo, passa Chad Davis ed è terzo. Bright riprende Shebester ai -2, ma non riesce a sorpassarlo malgrado un divebomb in vista della bandiera a scacchi. Bandiera che probabilmente non vede Hawkins che, da ultimo, tira anche nel giro di rientro e colpisce proprio il vincitore (100 punti per lui, 111 per Smith) poi ribaltandosi per il 23° flip di questa edizione.
La terza batteria fa capire che le potenzialità per delle manovre c’è, ma sorpassare non è ancora semplice. Pronti, via e testacoda per Cap Henry, uno degli outsider ricorrenti, che cerca di infilarsi in un varco che non c’è. Si riparte e l’inglese Tom Harris, come sempre in livrea Union Jack, aggira Midkiff e allunga seguito da Neuman. Ai -5 caution per Tinsley e Swanson che si incastrano in curva3. Ripartenza ed Harris tiene sempre leggermente la porta aperta, permettendo a Neuman di riprenderlo dopo uno scatto non eccezionale. Vince Harris con 105 punti mentre Henry alla fine è solo sesto, anche a causa di una perdita d’olio.
Quarta heat con Austin Torgerson che passa subito il poleman Scott (che si perderà presto) seguito da Tim Buckwalter. Gli occhi di tutti però sono sul cinque volte vincitore del Chili Bowl Sammy Swindell (per la prima volta punto nell’orgoglio da Thorson sull’età nella Race of Champions) che ha pescato una favolosa ottava e ultima posizione al sorteggio. Sammy è sesto, poi però a metà gara sbaglia le misure in curva4 e si ribalta paurosamente. Pilota ok, vettura distrutta. Si riparte e Dykstra cerca di stare con i due leader, poi deve mollare, Buckwalter è incollato al leader, ma due errorini gli costano la sconfitta in volata. 105 punti per Austin Torgerson.
Partenza non lineare nella quinta batteria, ma Waelti supera il poleman Cook, tuttavia KTJ regala spettacolo tutto all’esterno e in un giro da ottavo è già quarto. La leadership di Waelti dura meno di due giri, poi Moles lo supera in curva4 prima di fermarsi in pista con problemi meccanici. Thomas ringrazia e ai -5 riparte terzo infilando subito Hinton. Moles però è forte e la rimonta è quasi completa. 110 passing point per Mitchel, ben 123 per Thomas che balza al comando della generale.
Sesta heat e l’Australia è ancora protagonista con Harry Stewart che prima tiene a bada Klabunde (larghissimo in curva3) e poi si difende per tutta la corsa da Aiden Price che, da sostituto in corsa di Buddy Kofoid, si comporta benissimo ed è secondo e per poco non si prende anche la prima posizione.
Settima heat con il ritorno in pista di Meseraull che scatta pure ultimo ed ha una grande chance. Chance che però rischia di sfuggire al primo giro quando è lui a mandare in testacoda Nestrick coinvolgendo anche Stelzig. Si riparte da zero e per la seconda volta Copeland scatta al meglio aggirando Cox. In un amen Meseraull è già terzo e una ulteriore caution (stavolta Nestrick si incastra con Cleavland) ai -6 gli permette di sognare, tuttavia fatica a trovare il varco. I tre rimangono vicini per tutto il finale, Colby respira e ci si gioca il secondo posto. Meseraull sembra aver trovato il varco giusto in 1-2 all’ultimo giro, ma esagera con lo slide job in 3-4, Cox incrocia, si impenna, rischia il backflip ma tiene a bada la vettura. Copeland vince, Cox secondo con un margine di 0.000″ su Meseraull che si deve accontentare di 111 punti. Anche qui, dopo il traguardo il papocchio con Cleavland che tampona Copeland senza danni.
Le ultime due batterie sono tranquille. Nella ottava Steve Buckwalter scappa via (il poleman Cowles sparisce subito dal radar), poi però arriva in rimonta Emerson Axsom che, partito quarto, infila prima tuffandosi Newell, poi ai -3 anche il leader prendendosi 115 passing point. Nella nona Pursley passa le quattro vetture che lo separano dalla vittoria in maniera metodica e in appena quattro giri. Le vetture sorpassate sono quattro, non sei, infatti il sorteggio aveva messo Daison settimo e sul momento si annunciano 130 punti per lui, ma c’è stata una defezione, la #86 è avanzata di una fila e quindi i passing point scendono.
La pole provvisoria dunque è di Kevin Thomas Jr. (123) davanti a Pursley (120), Day, Axsom (125), Johnson, Smith, Meseraull (111), Moles (110), Snow (108), Harris, Torgerson e Copeland (105).
Finali C
Il numero degli iscritti è nella terra di mezzo fra D e C, ma gli organizzatori optano per un format più rapido (dunque niente D) allargando il rango delle C a ben 17 vetture. 17 sulla carta perché nella C1 ci sono tre defezioni (fra cui Swindell) e nella C2 altrettanto. Le due lettere non vedono grossi incidenti, ma la classifica vede pesanti assestamenti: la C1 vede Wake vincere davanti ad Henry (l’unico altro nome di rilievo finito qui in fondo), Ricker e Marshall, nella C2 successo per Kreisel (riscatto dopo l’incidente nelle libere) su Tinsley (partito decimo), Roark e Waelti (da 14° a quarto).
Le qualifiche
Pronti via e nelle qualifiche si decide tutto: nella Q1, infatti, KTJ piazza un’altra gara fenomenale e col recupero dal sesto al primo posto (ultimo sorpasso su Neuman) valgono 125 punti e, essendo Thomas già primo in graduatoria, la sua pole è già certa per la Finale-A.
Il grande brivido della serata è quello della Q2: al via Daison Pursley, scattato sesto, finisce in testacoda e deve ripartire in coda al gruppo, dunque decimo. Ma i dieci giri che seguono sono puro spettacolo per la #86 che recupera fino al terzo posto dietro a Drake (che difende la pole) e Stewart e davanti ad un Price ancora convincente.
Dopo una Q3 tranquilla in cui Sparks precipita dalla pole a sesto facendo avanzare Tim Buckwalter, Hinton, Meseraull (solo +2), Day e Torgerson, nella Q4 altro show di un big con Emerson Axsom che imita KTJ, balza da sesto a primo e mette giù punti pesanti precedendo Copeland, Moles, Bright e Swanson.
Come detto, la pole per la Finale-A è di Kevin Thomas Jr. (248) davanti ad Axsom (240), Pursley (221), Copeland (208), Meseraull (207), Moles (206), Day (204), T.Buckwalter (203), Neuman (201) ed Hinton (199), poi Drake, Stewart, Shebester, Smith, Price e Snow.
Finali B
Nella lettera B ci si aspetta un rialzo della tensione, ma non c’è il momento di rottura. L’unico vero rischio è il gioco di equilibrismo di Dystra nella B1 senza flip. In questa gara a vincere è Cox davanti a Torgerson, Stelzig e Johnson che sul traguardo beffa per l’ultimo ripescaggio l’inglese Harris mentre Henry recupera da 14° a sesto a due passi dalla qualificazione con annessa Soup. Ancor più tranquilla la B2 con Swanson a precedere Bright (uno dei potenziali big finiti sotto la linea rossa dopo le qualifiche), Robinson e Stubblefield che “elimina” Steve Buckwalter.
Finale A
L’inerzia è lanciata e, con ampio anticipo rispetto al programma, si scende in pista per la finale di giornata. L’unica interruzione sarà dopo cinque giri quando a flippare in maniera violenta è proprio il giovane Aiden Price alla caccia di un difficile recupero. Dopo la ripartenza Copeland supera Thomas e qui si innesca la crisi di KTJ che alle spalle ha Pursley, Axsom, Moles, Meseraull e Day. In poco tempo Emerson passa Kevin e si lancia all’inseguimento di Copeland mentre in lotta per la terza posizione non c’è più Day, staccatosi.
Il momento decisivo è quello dei -11: Copeland scivola largo, tocca il cordolo di terra ed Axsom lo infila. Per Emerson, ora, però c’è il problema del traffico che ricompatta il gruppo. Pursley è il più lesto, riaggancia la coppia di testa e infila Copeland ai -5, ma non ha spazio e tempo di prendersi una agognata prima posizione.
Emerson Axsom rivince così il mercoledì del Chili Bowl e regala un sorriso alla famiglia Swindell che, “perso” Sammy in pista, può festeggiare in victory lane anche con Kevin. Con lui al main event di sabato un Pursley sempre più convincente. Dalla B partiranno Copeland, Meseraull, Thomas, Day, Moles e T.Buckwalter, dalla C Hinton, Swanson, Robinson, Cox, Bright e Stewart, poi a chiudere Stelzig, Drake, Neuman, Shebester, Torgerson, Johnson, Snow, Stubblefield, Smith ed il citato Price.
I risultati della terza giornata

Il programma di oggi
21:00 Sorteggio batterie
23:00 Prove libere
24:00 Batterie
1:45 Finali D (eventuali)
2:15 Finali C
2:45 Qualifiche
4:15 Finali B
5:00 Finale A
Immagine: Chili Bowl Nationals su Twitter
Risultati: chilibowl.com
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