Giornata movimentata prima ed equilibrata poi. Hahn rimonta nella finale e vince davanti al pubblico di casa
C’è sempre una storia da raccontare al Chili Bowl e il martedì è spesso terreno fertile per questo. Ci sono i big che finiscono clamorosamente a ruote all’aria, ci sono le rimonte, ci sono gli outsider, ci sono gli idoli di casa. Sul traguardo è 1-2 per i piloti dell’Oklahoma, lo stato dove è Tulsa, ma a vincere non è il già visto Hank Davis, bensì Blake Hahn che non aveva preso mai la bandiera a scacchi più importante delle qualificazioni. E, ovviamente, il pubblico è tutto per lui e (anche) per lui tornerà sabato per il gran finale.
Le batterie
Il martedì nei tempi recenti è stata una giornata senza troppi big di prima fascia, ma non per questo meno appassionante perché qui si trova il campo più equilibrato di tutta la settimana e la platea di potenziali vincitori è ancora più ampia. 82 i piloti iscritti, 79 (record per il martedì) quelli presenti che portano il totale dopo due giorni a quota 148 (anche qui record parziale, siamo a +6 sul 2022 che si chiuse a 382 effettivi). Nelle prove libere (che vedono il primo flip della serata), il miglior tempo è per Hank Davis (11.076″) davanti a Park, Daum, Timms, Rueschenberg, Ty Gibbs, Pickens, Way, Carr e Thornton.
Poi si entra nel vivo delle batterie e fin da subito si capisce che sarà una serata decisamente più complicata rispetto al lunedì. Pronti via e in curva3 il poleman Beilman tocca Kaylee Bryson che finisce a ruote all’aria. Reset (con Kaylee in coda) e Beilman che stavolta fa il bravo. Il protagonista diventa in fretta Parker Price-Miller che, partito sesto, in un attimo è già secondo passando anche Culver. Beilman ha una grossa esitazione in curva2 ai -4 e così PPM si invola, malgrado un 360° di Mitchell che provoca un’altra caution ai -2. Price-Miller si porta a casa 125 passing point che rappresentano già un ottimo bottino; la Bryson recupera fino al sesto posto.
Seconda heat e Kaidon Brown, dall’Australia e scelto niente meno da Christopher Bell per il suo team, supera il poleman Crockett e scappa via malgrado le numerose caution: ai -5 Winfrey viene toccato da dietro, poi, nella battaglia per superare Tyre in difficoltà, ai -2 Naida finisce ruote all’aria, infine per Mahoney fermo per un problema meccanico. 105 punti per Brown che fanno meglio dei 104 di Randall (da nono a quarto) ed i 101 di Brooks (da sesto a terzo).
Nella terza batteria qualche defezione (Bender e Richards), ma i sette rimasti combinano guai. Huish quasi si ribalta, Kinser impenna ad ogni sterzata, al secondo giro Covich flippa da solo in curva4. Ryan Timms gestisce la situazione senza problemi da una sfortunata pole, festeggia invece Trimble con i 113 passing point dal sesto al secondo posto.
Quarta heat e altro incidente: dopo il primo giro in cui Adams passa Jordan, mucchione in curva4 con un 3-wide che non va a buon fine. Ripartenza ai -7 e tutti gli occhi sono sul neozelandese Pickens che dal settimo posto in griglia potrebbe fare punti pesanti. Quasi quasi Michael ne passa due in un colpo solo, poi però tutto da solo si ribalta in curva4 per un momento che entrerà nella storia del Chili Bowl vista la GoPro che permette la soggettiva quasi in diretta. Per lui batteria finita con ampio anticipo. Si riparte ai -6 e l’attenzione si sposta su JJ Yeley, uno dei veterani che ha pescato una favolosa nona posizione. JJ è già quarto e, dopo il testacoda di Langestein (uno dei coinvolti nel mucchio iniziale), per poco non supera anche Perry, ma rischia il ribaltamento lui stesso e perde una posizione. Davanti Adams viene ripreso da Gunnar Setser (il RoY del 2025) che però non passa e si deve accontentare di “soli” 113 punti.
Dopo quattro flip in quattro heat, ci si aspetta di meglio dalla quinta. E invece il poleman Hicks quasi tampona il pace truck nei giri di formazione. Lo stesso Hicks si pianta al secondo giro, Boschele lo schiva per un pelo, ma si devono fermare ben tre auto alle sue spalle fra cui Jace Park che rompe qualcosa nel mucchio e, nuovo colpo di scena, il secondo delle libere deve ritirarsi. Ripartenza ai -7 e Boschele fatica ancora a superare Hicks, ma alla fine si infila al giro successivo. Alle loro spalle emerge clamorosamente Ty Gibbs, partito nono, il quale apre la porta sullo stesso Hicks all’inizio dell’ultimo giro. Il 5->1 di Boschele vale 120 punti, ma il 9->2 di Gibbs ne vale 128 e quindi Ty balza al comando della generale.
Passato il giro di boa i problemi restano: alla partenza della sesta batteria Bowers viene leggermente toccato da dietro, finisce all’interno e per poco non travolge i commissari. Nuova partenza, anzi no c’è Magic fermo. Bandiera verde e l’idolo di casa Blake Hahn non ha problemi a fare il suo dovere dalla pole mentre alle sue spalle emerge Kyle Jones che passa Schafer sul traguardo. 100 punti per Hahn, ben 113 per Jones mentre delude Thornton, solo quarto.
Nemmeno la settima heat passa liscia, con un incidente al via in cui Martin finisce in testacoda e Morton mette due ruote sul muretto. Ripartenza e Zach Wigal gestisce tutta la gara dalla pole davanti a Carr, Sheldon Creed è terzo, ma nel finale scivola largo e viene infilato dall’outsider di lusso Rueschenberg. 100 punti per Wigal.
L’ottava batteria presenta un incredibile 4-wide in curva1-2, ovviamente non va a buon fine, Camfield si ferma, Dailey si ritira. Ripartenza ed Hank Davis si libera del poleman Wood (poi ko per problemi meccanici) e guadagna terreno prezioso su un avversario pericoloso come Zach Daum che chiude alle sue spalle. Per entrambi +2 posizioni, ma il bottino migliore (111 passing point) è di Betts che chiude terzo da ottavo.
Le nove batterie movimentate si chiudono forse con la scena maestra: incidente ancora prima del via con tre auto coinvolte, Dixon, Troutman e niente meno che Jonathan Beason che finisce ruote all’aria. Per lui arriva un clamoroso ritiro che rischia di compromettere pesantemente anche la sua settimana. Ripartono appena sei auto con Tomlinson che scatta male e si rischia un altro mucchio. Storer scappa, dopo un’ulteriore caution per il testacoda di Lynch, dalla pole e si aggiudica la heat davanti a Pearce per uno storico (nel piccolo di una batteria) 1-2 tutto australiano.
Dopo le heat la graduatoria vede Gibbs al comando (128) davanti a Price-Miller (125), Boschele (120), Setser, Jones (113), Betts (111), Davis (110), Barnes (108), Rueschenberg ed England (106). Clamorosamente fuori dalle qualifiche Park, Pickens e Beason, ma la notizia peggiore per loro è che la strada verso lidi migliori dovrà passare anche dalle Finali-D visto il numero di iscritti.
Finali D
D1 e D2 sono lettere terribili in un giorno feriale, perché la platea è ampia e in appena dieci giri bisogna cercare una delle prime due posizioni, non quattro come nella C. E per Pickens la giornata finisce nel peggiore dei modi: un testacoda quando è secondo e all’attacco del leader Crouch gli fa perdere tutto. Finito dietro a Park (l’altro big provvisoriamente decaduto), il neozelandese chiude al terzo posto ed è out. Passano Crouch e Park mentre Pickens, vedendo sul tabellone che sabato dovrebbe partire addirittura dalla lettera O, suo malgrado decide di salutare Tulsa in anticipo.
La D2 fila via più tranquilla, anche perché al via si presentano appena sette auto. Il poleman Dixon finisce in coda, dunque Beason e Mitchell non hanno problemi ad essere ripescati per la lettera successiva. E qui non ci sono pause, si passa dritti alla C.
Finali C
Anche qui ci sono nomi di rilievo, anche se nella C1 il fatto più rilevante è il pauroso flip di Morton. 12 giri e quattro biglietti in palio con la classifica che si rimescola. Protagonista assoluta è Kaylee Bryson che rimonta addirittura dalla settima alla prima posizione precedendo Bayer, Williamson (partito in pole) e Wilke che tiene a bada i rimontanti Tyre, Park e Crouch (a due e tre posizioni dal doppio salto).
Il doppio salto, invece, riesce nella C2 a Mitchell e Beason, i quali non solo si limitano al ripescaggio, ma finiscono primo e secondo e a fare è ancora più impressione è Ethan perché è partito decimo e chiude davanti a tutti. Questi, dunque, i primi piatti di zuppa (la famosa Soup) serviti al Chili Bowl 2026. A completare i qualificati ci sono Beilman e Camfield partiti in prima fila.
Le qualifiche
Si passa alle qualifiche e la classifica generale è tutta da sistemare dopo le movimentate batterie. Nella Q1 c’è un testacoda, non fisico ma virtuale dato che il poleman Pearce finisce ultimo. Gibbs fatica nel traffico e dalla sesta posizione dell’inversione chiude solo quinto e riapre quindi i giochi. Vince Ryan Timms, partito secondo, davanti a Rueschenberg che balza al comando con 209 punti davanti ai 205 di Timms e Gibbs.
La Q2 fa capire che, malgrado siano passati 20 anni dall’impresa di JJ (dalla F alla A, sì ma di sabato), Yeley ancora ne ha e il suo clamoroso recupero da settimo a secondo vale punti pesantissimi dietro ad Hahn che vince anche questa gara. Qui paga invece PPM, che imita Gibbs. Classifica ancora corta, anche se Yeley si prende la pole provvisoria con 210 passing point.
Anche nella Q3 salta il poleman (Carroll, rischio enorme con Davis) ed il favorito alla rimonta (Boschele, sesto era e sesto rimane) delude. Va a vincere Zach Daum e il fatto che lo faccia dal terzo posto davanti a Brown e Davis gli vale il comando della generale con 213 punti. L’ultima qualifica vede pochi movimenti e quindi ci sono pochi passing point a smuovere la classifica. Vince Thornton dalla pole su Brooks, Barnes, Storer e Setser.
La pole nella Finale-A di giornata va dunque a Zach Daum (213) davanti a Yeley (210), Rueschenberg (209), Brown (208), Davis (206), Timms, Gibbs, Hahn (205) Barnes (204) e Price-Miller (202).
Finali B
Finali-B che si preannunciano combattute ed ogni dettaglio fa la differenza. Nella B1 Wigal e Kinser davanti si scambiano solo le posizioni in prima fila mentre Carr avanza al terzo posto. La vera sorpresa è quella di Justin Zimmerman che batte Luke Storer per l’ultimo posto utile mentre Kaylee Bryson è ancora sfortunata ed un contatto con le barriere provoca una foratura.
Nella B2 torna la vera confusione con un mucchio al via che vede ben cinque auto coinvolte ed una che finisce ruote all’aria e la selezione è immediata (Camfield, Crockett e Mitchell ko). Dopo la ripartenza, la beffa è servita per Culver in curva4 quando viene toccato e spedito contro il muro nel lottare per l’ultimo posto del ripescaggio. A tutti questi incidenti sopravvive e con ampio merito Sheldon Creed che batte addirittura Jonathan Beason (da 14° a secondo), Adams e Boschele che un po’ delude dalla pole.
Finale A
Il pronostico, già aperto di suo, ora sembra spalancato ad ogni possibile scenario. Non è emerso un favorito, forse lo è Timms, forse lo è Hahn, ma entrambi hanno raccolto pochi punti e quindi scattano rispettivamente sesto e ottavo, lontani dalla coppia Daum-Yeley. La calma dura appena due giri, poi al terzo il primo mucchio innescato dal testacoda di Thornton (partito 13°) e che coinvolge otto auto in curva3. Paga dazio soprattutto Creed, costretto subito al ritiro.
Si riparte e, mentre Daum guida, alle sue spalle il secondo biglietto più importante passa di mano velocemente, da Yeley a Rueschenberg e poi a Davis. Il contatto fra Barnes e Timms, con quest’ultimo che si ferma e saluta i sogni di gloria, raggruppa tutti e, dopo la ripartenza, Davis scavalca Daum e va al comando ai -20. I due scappano via da un gruppo protagonista di una battaglia feroce.
A metà gara da questo gruppetto emerge Blake Hahn che è letteralmente scatenato. In 10 giri compie l’impensabile: Daum preso e aggirato, Davis preso e infilato. E l’ExpoCenter diventa una bolgia. L’Oklahoma in questa serata non è Christopher Bell, l’Oklahoma questa sera è Blake Hahn. Vince sì in volata su Davis, ma la sua vittoria è qualcosa di speciale, infatti anche lui (come i Berryhill) è nipote del fondatore del Chili Bowl Emmett Hahn. È anche il sesto pilota di casa a vincere una giornata di qualificazioni dopo il citato Bell, Donnie Ray Crawford (al quale è dedicata alla memoria la lunghezza della finale del sabato di 55 giri come il suo numero di gara), Beason, McIntosh e proprio Davis.
Dietro ai due chiudono la sorpresa Barnes, Daum, Brooks, Rueschenbeg, Brown e Boschele (da 24° a ottavo) che vanno alla lettera B, poi Jones, Yeley, Timms, Beason (da 20° a 12°), Wigal e Gibbs alla C, a chiudere Randell, Setser, Thornton, Adams, Price-Miller, Kinser ed i ritirati Zimmerman, Carr, Trimble e Creed.
I risultati della seconda giornata

Il programma di oggi
21:00 Sorteggio batterie
23:00 Prove libere
24:00 Batterie
1:45 Finali D (eventuali)
2:15 Finali C
2:45 Qualifiche
4:15 Finali B
5:00 Finale A
Immagine: Chili Bowl Nationals su Twitter
Risultati: chilibowl.com
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