Nona vittoria (record) per Larson in una giornata di qualificazione al Chili Bowl. Christopher Bell vince la Race of Champions
Nemmeno una Larsonata (termine ormai da inserire nel dizionario) iniziale ha fermato il campione in carica. Finito in testacoda dopo un contatto con Hoover nella batteria iniziale, Kyle Larson è stato costretto ad inseguire per tutta la serata, anche se non è mai stato con l’acqua alla gola. Sono bastati cinque sorpassi a difficoltà crescente, due nelle qualifiche e tre nella Finale-A di giornata, per mettere al sicuro senza ulteriori difficoltà il posto al main event di sabato in cui difenderà il Golden Driller. Per Larson questa è, inoltre, la nona vittoria in una giornata di qualificazioni al Chili Bowl, record assoluto staccando Sammy Swindell, Rico Abreu e Christopher Bell che, dopo aver vinto nuovamente la Race of Champions, in settimana avrà diritto di replica per il pareggio.
Le prove libere
Domenica a Tulsa è già tempo di azione per la novità che ormai è diventata una consuetudine: la giornata di prove libere separata da quelle di qualificazione. All’Expo Center i conti sembrano facili dopo l’annuncio della vigilia del raggiungimento della storica quota di 400 iscritti per il Chili Bowl. Peccato che alla fine i conti siano addirittura in difetto e l’ultimo bollettino ufficiale prima dell’accensione dei motori riporta il numero di 404 vetture presenti (sulla carta, poi si vedranno quelle effettive).
I piloti vengono suddivisi in 40 gruppi in base al numero di gara e, soprattutto, a quello della giornata prescelta per la qualificazione, dunque la domenica più lunga (le “FP1” sono in ordine 1-40, le “FP2” in ordine inverso) tocca ad una decina di vetture fra cui quella di Kyle Larson con la #1K, campione in carica sia del Chili Bowl che della NASCAR Cup Series.
Alla fine tutta la procedura si svolge in circa 8h30′, con varie pause per dare i primi ritocchi ad una pista che si presenta molto umida ma anche ricca di aderenza. Il leitmotiv sarà un ovale da 1/5 di miglio che in curva 1-2 si mantiene abbastanza mono-traiettoria mentre in 3-4 le chance si presentano fin da subito. Sarà proprio questo punto quello critico, perché il grip c’è, ma non è infinito e quando termina lo fa improvvisamente, con la vettura che si solleva dall’anteriore con ribaltamento garantito. A fine giornata il flip count tocca quota otto, tutti nelle FP1 mentre nel secondo giro non si rilevano incidenti di sorta.
Senza tempi cronometrati (impossibile gestire 400 trasponder da passare di auto in auto) e con pochissimi minuti a diposizione, slalomeggiando fra le bandiere gialle, il più lo fanno le sensazioni, impossibile anche solo nascondersi o mostrare il bluff.
Due le notizie principali della giornata. La prima è quella di Ryan Bernal, uno dei piloti di spicco del Matt Wood Racing e protagonista di un pauroso flip in uscita di curva2 che lo porta prima quasi ad altezza reti e poi ad atterrare quasi in curva3. Pilota ok, vettura meno, tuttavia il team riesce incredibilmente a riparare la midget in un paio di ore e Bernal scende in pista già nelle FP2 a togliersi il botto dalla testa.
Il colpo di scena è invece quello che riguarda Buddy Kofoid. Per il pilota di punta del team di Keith Kunz nonché colui che nel corso del 2025 ha portato a casa la somma più grande dalle gare disputate (addirittura 833’710$) c’è infatti un forfait quasi certo. Tornato a casa dall’Australia (dove ha gareggiato anche con Larson nell’High Limit International), infatti Kofoid si è ammalato e alla vigilia del Chili Bowl non aveva ancora recuperato del tutto. Il team ha cercato di spostare la sua giornata di qualificazioni il più avanti possibile, ma un suo arrivo a Tulsa sembra improbabile e, per parola di Keith Kunz, anche trovare un sostituto al volo di tale livello è quasi impossibile. Un peccato, perché di solito la cosiddetta “Chili Bowl Flu” si prende dopo l’evento e non prima.
Le batterie
Mentre il sorteggio è in corso, ecco che le parole di Keith Kunz di 24 ore prima vengono smentite: il team ha trovato un sostituto per Buddy Kofoid il cui forfait (e rapporto sfortunato con Tulsa) al Chili Bowl 2026 è confermato. Si tratta di Aiden Price, giovane 16enne alla seconda esperienza all’Expo Center dopo quella dell’anno scorso chiusa al sabato alla Finale-E.
Poi è tempo delle prime libere cronometrate della settimana, dedicata ovviamente ai piloti della giornata. 75 le vetture iscritte, 69 quelle effettivamente presenti, dunque per il Day1 non serviranno Finali-D, dato positivo dato il programma già ricco con la Race of Champions. Le FP vanno a Tanner Carrick (11.140″, per dare un’idea a circa 64.632 mi/h di media), appena un millesimo più veloce della sorpresa Kilmer, poi a seguire un nome in ascesa, quello di Jakeb Boxell; a completare la top10 Golobic, McIntosh, Taylor, Larson, Coons, Leopard e Danner.
Si va alle batterie (nove) in cui il sorteggio è stato abbastanza benevolo con tutti i big anche se gli occhi di tutti sono puntati su uno dei piloti più in forma allo Tulsa Shootout, Jake Andreotti che nella sesta heat (la stessa di Larson che parte ottimo sesto) ha pescato l’ottava e ultima posizione in griglia per potenziali 135 passing point.
Le prime heat scorrono via tranquille. Nella H1 Nick Hoffman scappa via dalla pole e si porta a casa i primi 100 punti mentre Joe B. Miller non riesce a superare Rauch e si deve accontentare della terza posizione. Già dalla seconda batteria inizia un po’ di confusione su una pista ancora umida e alla partenza si rischia il big one, ma tutti ne escono indenni. Trey Zorn, scattato quarto, approfitta del largo del poleman Rayburn e si invola su Hinds, Harris ed Alex Sewell che fatica a trovare il varco buono. Zorn con i 115 passing point è il primo leader con margine.
La terza heat propone il primo grande favorito, l’ex re del lunedì Cannon McIntosh che ha pescato pure lui la sesta posizione. E la #71K vola mentre gli altri faticavano a superare. Dall’interno al via passa subito quarto, poi terzo su Green mettendosi a seguire Kluever ed Edwards. Quest’ultimo quasi si impenna e ai -5 (otto i giri in programma) McIntosh è secondo, incollato al leader dai -3. Sembra difficile anche per lui, ma ai -2 Kluever lascia la porta aperta e Cannon passa andandosi a prendere vittoria e 125 punti.
Quarta batteria: ancora contatti al via, ma subito Dillon Welch (il pit reporter di NBC), malgrado il trasponder non funzionante, passa e scappa via. Alle sue spalle Hampton e Norbury che resiste a Justin Peck malgrado un rimbalzo sul cordolo interno.
Nella quinta heat l’azione torna a salire: Marchand dalla pole scatta bene e rimane davanti a Light e McCutcheon. Taylor Courtney è chiamato alla rimonta, ma lo slide job non va e viene infilato da Danner. Un contatto leggero fra Light e McCutcheon manda in fumo la #P92 che prosegue per un paio di giri, poi arriva la perdita d’olio ed il ritiro per Light. Dopo la bandiera gialla si riparte ai -3, ma subito arriva di nuovo la caution: Danner ha commesso un grave errore sopravvalutando McCutcheon e con il suo scatto troppo fulmineo ha passato l’avversario prima del traguardo. Briggs perde quindi una posizione. Nuovo restart e Marcham si invola nuovamente mentre Courtney rimbalza subito sul cordolo e viene infilato nuovamente da Danner che ai -1 riprende e supera McCutcheon.
La sesta batteria è quella di Kyle Larson e tutti gli occhi sono su di lui. Ma Kyle si trova la strada bloccata in un nugolo di vetture e in curva4 si tocca con Boxell che finisce quasi a muro. Andreotti invece ha trovato il varco perfetto e in un amen è secondo dietro a Taylor. Larson cerca l’esterno e poi l’incrocio, ma a metà gara sul traguardo la sua traiettoria si incrocia con quella di Hoover, i due si toccano e finiscono in testacoda. Per fortuna di Kyle si fermano in quattro vetture, dunque Larson alla ripartenza è sempre quarto senza aver perso terreno.
Il campione alla ripartenza supera Collins, poi nuova bandiera gialla per il testacoda del poleman Camfield. Poco dopo nuovo incidente con Boxell che tocca lo stesso Hoover e poi Camfield quasi entra nel suo abitacolo, Bandiera verde ai -3 e Larson dall’esterno va troppo largo, pizzicando anche il muro. Taylor vince su Andreotti (123 punti) e Larson (solo 101), con Kyle chiamato alla rimonta in classifica.
Al via della settima heat il primo flip della serata: nel mucchio decolla e finisce momentaneamente ko Benson. Poi Schlotfeldt allunga sulla coppia composta da Frye e Cameron Key in battaglia e che si incastrano e per poco non finiscono nell’infield per un’altra caution. Benson riparte dopo le riparazioni al volo e riuscirà a guadagnare un paio di posizioni. Frye perde terreno e quindi Key va a riprendere Schlotfeldt, chiudendo lo slide job proprio sul traguardo e per Cameron ci sono 125 punti che pareggiano il totale di McIntosh.
Le ultime due batterie non vedono scossoni: nella ottava c’è il duello fra Golobic e Weldon per la prima posizione, prima e dopo il testacoda di Parker. Alla ripartenza Shane passa in curva4 e si va a prendere 115 passing point. Nella nona e ultima batteria Carrick passa subito Gresham e si invola, evitando la beffa quando lo stesso Gresham finisce in testacoda ai -2.
La graduatoria dopo le batterie vede McIntosh e Key (125 passing point) davanti ad Andreotti (123), Danner (118), Zorn, Golobic (115), Welch, Taylor (110), Hampton (108) e Carrick (105) con Larson 13° a quota 101. Nessun big, ma solo qualche nome ricorrente del Chili Bowl (Morton, Hoover, Rayburn) alle Finali-C
Qualifiche Race of Champions
Subito dopo è tempo per i re di Tulsa e dello sterrato, è tempo di qualifiche per la Race of Champions e per i ben 24 piloti invitati. Nelle qualifiche a gruppetti, alla fine il miglior tempo è per Christopher Bell (11.638″) a precedere di 0.006″ Bayston e 0.011″ Seavey; a seguire Golobic (malgrado una collisione con Thornton), Pickens, Thorson, Timms, Axsom, Pursley e Larson. Ma non è finita qui, il pilota del Joe Gibbs Racing è chiamato ad estrarre la pallina che determinerà l’inversione della griglia. Le possibilità sono 0, 4, 6 e 8, ma Bell, con il solito sorriso che sembra un ghigno da antagonista di James Bond, pesca fuori lo 0 e quindi si tiene la pole e la griglia della Race of Champions rimane invariata.
Finali C
Il programma prosegue secondo il consueto format, dunque è tempo delle due Finali-C, 12 giri e quattro posti in palio per le rispettive B. La C1 scorre abbastanza tranquilla e Blaine Baxter vince dalla pole davanti ad Adler, Morton e Bryson Smith mentre Jim Vanzant parte quarto e scivola al settimo posto.
C2 decisamente più movimentata e ben cinque auto finiscono ko o nemmeno partono (fra questi Light e Frye che avevano avuto problemi tecnici in precedenza). Rimangono in nove per quattro posti e lo spettacolo lo ruba Paul White che con la sua #P1 recupera da nono a terzo dietro a Hoover e Benson (bella volata fra i due) e davanti ad Hayden Mabe.
Le qualifiche
Le qualifiche del lunedì rischiano di essere il punto di svolta di tutto il Chili Bowl di Kyle Larson che finisce subito nella Q1 partendo dal terzo posto dietro ad Harris e Marcham. Il campione però torna tale e, dopo il difficile rodaggio, piazza in fretta i due sorpassi che lo portano al comando. La rimonta funziona a metà, ma non per colpa sua, perché Cannon McIntosh è ancora spettacolare, lo segue come un’ombra e con la rimonta dal sesto al secondo posto porta il suo totale a ben 238 passing point contro i 211 di Larson, dunque fra i due, in vista della griglia della Finale-A, si potrebbero ancora infilare in tanti.
La Q2 fa capire che Jakeb Boxell è un nome da tenere d’occhio per il futuro e vince dalla pole davanti a Shane Golobic che, passando da quinto a secondo, si porta a quota 223 e in virtuale prima fila. Terzo è Carrick davanti a Sewell mentre Prickett perde tutto finendo ultimo.
La terza qualifica è quella che fa saltare uno dei big: Jake Andreotti avrebbe la chance per piazzare punti pesanti, invece finisce ko e ne perde. Vince Peck davanti a Coons, Welch (ancora ottimo) e Miller. La Q4 è quella che decide la pole position per la Finale-A, tuttavia Danner è chiamato alla rimonta dalla sesta alla prima posizione. Briggs ci arriva vicino, piazzandosi dietro a Weldon e davanti ad Hoffman e Taylor mentre Hinds finisce in coda.
Pole dunque per McIntosh (238) davanti a Danner (231), Golobic (223), Larson (211), Coons, Welch (206), Peck (204), Key (202), Carrick (196), Boxell e Taylor (194).
Race of Champions
25 giri per la RoC e per far capire chi mette giù la prima ipoteca per il Golden Driller. La gara è molto molto combattuta e ci sono i primi big che finiscono ko, come Corey Day che è protagonista di un flip. Bell davanti ad ogni ripartenza tiene a bada gli avversari, prima Bayston e Seavey, poi uno Shane Golobic molto carico in questo lunedì, ma che non riesce a completare l’opera malgrado in almeno una occasione riesca a mettere il muso davanti. Larson invece paga ancora nel traffico e non recupera.
Christopher Bell vince la quarta Race of Champions in carriera (record di Sammy Swindell eguagliato) davanti a Golobic, Seavey, Timms, Bayston, Thorson, Larson, Axsom, Pursley e Pickens; a seguire McIntosh, Brooks, Grant, Denney, Cummins, Love, Henry, Brown, Swindell, Bryson ed i ritirati Thornton, Hafertepe e Day.
Finali B
In una serata ricca di eventi, le Finali-B scorrono via abbastanza tranquille nei corso dei 15 giri in programma (sempre quattro ripescaggi). Nella B1 Tanner Berryhill (il nipote del fondatore del Chili Bowl) passa Zorn e si prende una sentita A-Main, passano anche Drake e McCutcheon in una top4 che non cambia nel complesso rispetto al via malgrado le clamorose rimonte di Baxter (da 13° a quinto) ed Adler (da 14° a sesto) che sfiorano il doppio salto.
Nella B2 Andreotti salva in parte la settimana e rimonta da quinto a primo precedendo gli altri outsider di lusso come Sewell, Kluever ed Harris. Anche qui una clamorosa rimonta, con White che passa da 15° a sesto mentre delude ancora Courtney, appena ottavo.
Finale A
Primi due posti in palio per il main event di sabato al termine dei canonici 30 giri della Finale-A di giornata. Gli occhi sono soprattutto sul poleman McIntosh e su Larson, chiamato stavolta a non fare errori nel traffico, visto che la concorrenza ora è quella di primo livello.
Quanto ci mette Kyle a passare al comando? Appena 10 giri, Golobic è superato quasi immediatamente al terzo giro, Danner quasi di slancio al settimo, poi insistendo sempre all’esterno aggira Cannon ed è al primo posto, in grado così di gestire la situazione, lasciando McIntosh a difendersi da Briggs e con Golobic a fare da terzo incomodo in attesa dei fatti.
Ai -13 quasi una Larsonata: Kyle ha già iniziato i doppiaggi e tocca leggermente Weldon (in quel momento 18°) e lo manda in testacoda, tutti i leader riescono ad evitare la #35L ferma in pista più o meno senza perdite di tempo. Paga dazio solo Berryhill. La bandiera gialla permette a Coons di riprendere i leader e giocarsi posti migliori.
Ripartenza ed è sfida spettacolare di slider fra McIntosh e Danner, ma ciò permette a Larson di scappare. Tuttavia, una caution per detriti ai -12 ricompatta tutti. Nuova bandiera verde e stavolta Danner riesce a superare Cannon e lanciarsi all’inseguimento di Larson che decide di coprirsi all’interno. Briggs completa il recupero ai -5 e ci prova dal giro successivo, ma il varco non si trova.
Kyle Larson rimedia alla Larsonata della heat andando a conquistare per la nona volta una giornata di qualificazioni. Con lui al main event ci va Briggs Danner che, a sua volta, rimedia all’errore della penalizzazione in batteria. McIntosh è terzo e partirà dalla B con Golobic (un po’ deluso, ma è comunque un ottimo risultato), Coons, Peck, Key e Carrick, dalla C Boxell, Hoffman, Taylor, Marcham, Zorn e Weldon, poi Andreotti, Welch (rimbalzato dal sesto al 16° posto), Miller, Hampton, McCutcheon, Sewell, Harris, Drake, Kluever e Berryhill.
I risultati della prima giornata

Il programma di oggi
21:00 Sorteggio batterie
23:00 Prove libere
24:00 Batterie
1:45 Finali D (eventuali)
2:15 Finali C
2:45 Qualifiche
4:15 Finali B
5:00 Finale A
Immagine: Chili Bowl Nationals su Twitter
Risultati: chilibowl.com
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