Chili Bowl 2022: Tanner Thorson trionfa per la prima volta!

Già velocissimo nella Pole Shuffle, Tanner Thorson conquista il Chili Bowl battendo nella Finale-A Christopher Bell e Rico Abreu; Kyle Larson solo sesto. Sammy Swindell e Kaylee Bryson nella storia


Sei giorni da record, anche per le emozioni, quelli del Chili Bowl 2022. 381 piloti presenti, 380 sconfitti da Tanner Thorson, il 25enne di Minden, Nevada che ha portato a termine un sabato spettacolare a partire dalla Pole Shuffle in cui aveva già dimostrato di essere il più veloce. La Finale-A, poi, è stata un lungo duello con Christopher Bell che era alla caccia del quarto trionfo in carriera.

A Thorson è bastata una manovra vincente ad una ripartenza per prendere il comando e non perderlo più tranne in una occasione nel traffico in cui la buona sorte lo ha aiutato grazie ad una caution in contemporanea. Per Thorson è stato un Chili Bowl da sogno, la lunga rincorsa (per lui era l’ottavo main event in carriera) è terminata a quattro minuti dalla mezzanotte, ma allo scoccare dei 12 rintocchi sotto il tetto dell’Expo Center di Tulsa la vettura #19T non si è trasformata in una zucca, bensì è stata il piedistallo perfetto per salutare un pubblico esaltato da quanto appena visto.

Le cinque giornate di qualifica

Lunedì: Tanner Carrick sorprende tutti!

Martedì: Buddy Kofoid batte Larson!

Mercoledì: settebello per Rico Abreu al mercoledì!

Giovedì: Bell nella storia con l’ottavo successo in qualifica!

Venerdì: Justin Grant batte Stenhouse

Dalle Finali Q alle M

È una fredda mattinata di gennaio quando alle 8:00 di mattina si aprono le porte dell’Expo Center di Tulsa; poche ore più tardi fuori inizierà pure a nevicare e allora quello che ci vuole per scaldarsi è proprio una bella zuppa, anzi una Alphabet Soup. I 381 iscritti sono stati ripartiti in base alle prestazioni della giornata di qualifica fra la Finale-A e la Finale-Q, ognuno con il proprio di grado di difficoltà nel ripescaggio.

Il fatto che solo i piloti delle ultime due lettere abbiano la possibilità di svolgere una veloce sessione di libere sembra un po’ iniquo, ma invece ha un senso. Quando il capannone è ancora tutto tranquillo serve fare una veloce conta di chi c’è e chi no. Infatti, qualcuno potrebbe essere formalmente iscritto in quanto ha partecipato alle qualifiche, ma fra incidenti, problemi meccanici e altri inconvenienti potrebbe aver già fatto le valigie.

I motori si accendono alle 9:11 locali e si spegneranno soltanto alle 23:56 dopo 14h45′ di emozioni. La prima piccola delusione arriva dalla conta dei presenti: dei 21 che dovrebbero partire dalle Finali-Q danno forfait ben in 13 a cui si aggiungono altri sei che invece erano alla P. Dunque, gli organizzatori decidono di annullare la Q e raggruppare tutti dalla P.

Poco importa, è il terzo dato da record di questa edizione del Chili Bowl: dopo i 394 iscritti ed i 381 presenti, infatti mai nella storia si era partiti nella Alphabet Soup dalla P, al massimo dalla O. L’unico caso di Finale-P (ma solo per presa in giro) al Chili Bowl risale al 2016: Shane Cockrum tentò di aggirare il regolamento iscrivendosi sia col proprio nome che con l’identità fittizia di Alex Shanks per avere più chance di ottenere un buon risultato. Scoperto dopo poco tempo, Cockrum fu ovviamente squalificato, ma a Shanks venne dedicata dagli organizzatori del Chili Bowl una targa premio di vincitore della Finale-P, ovviamente mai ritirata da Shanks.

A dare forfait fra i nomi di rilievo ci sono Santino Ferrucci (trauma cranico) e Ryan Bernal dopo i paurosi incidenti che li hanno visti protagonisti. Santino potrebbe anche essere classificato al 381° e ultimo posto del Chili Bowl 2022 in quanto nella Q1 era stato in messo in griglia all’11° e ultimo posto e la Q2 avrebbe avuto solo 10 auto in griglia.

Dopo lo shakedown la Alphabet Soup può finalmente partire, anche se il cronometraggio ufficiale è probabilmente ancora congelato e il ramo dispari per qualche decina di minuti riscontrerà degli errori nei risultati finali. C’è da dire che anche i piloti non collaborano. Infatti, la P1 vede in ben 30′ tre flip (2+1), due incidenti, un casco perso nel flip da Brendan Thomas (con moltissimi che via social denunciano l’incidente per mancata sicurezza), una recinzione danneggiata (dallo stesso Thomas), una bandiera rossa per ripararla e zero giri completati. Alla fine, in una corsa accorciata a soli tre giri per il limite dei 10′, la P1 viene vinta da Brian Harvey.

In tutte le prime lettere ad avanzare al turno successivo sono i primi sei, quindi in teoria di battaglie grosse non dovrebbero esserci, ma le lotte inutili non mancano mai. Da notare che Daylin Perreira è tecnicamente il primo pilota che si iscrive alla categoria dei souper, in quanto avrebbe dovuto iniziare dalla Q, si ritrova in P ed avanza alla O. La P2, vinta da Dillon Osborne, vede come nomi interessanti per questa categoria quelli di Robert Bell e Johnny Murdock, ma passa solo il primo.

La O1 vede il primo vero pilota su cui si accendono i riflettori ed è Conor Daly. Il pilota IndyCar, appena confermato a tempo pieno in ECR, ha una grossa chance per continuare a divertirsi a Tulsa dato che parte dalla pole. E invece in curva1 al primo giro gira troppo stretto sul cordolo interno, la vettura si impenna e poi si ribalta (50° flip della settimana); per Conor il Chili Bowl 2022 finisce qua e poi scherzosamente annuncia il ritiro dalle competizioni midget.

Dunque la O1 viene vinta da Kyle Bellm davanti ad Harli White (miglior ragazza nella storia del Chili Bowl grazie al 19° posto nella Finale-B del 2016, record però in pericolo); avanza pure Todd Kluever, ex pilota Nascar. La O2, invece, vede i primi doppi salti realizzati da Michael Koontz e Ryan Moser, quinto e sesto nella gara vinta da Shon Deskins.

Il sogno di souper di Kyle Bellm si chiude subito nella N1 con un flip e pure la White viene subito eliminata. Tuttavia sono entrati in scena due dei protagonisti del sabato e non solo, Jack Rouston e soprattutto il cinque volte vincitore del Chili Bowl Sammy Swindell; quest’ultimo rischia grosso all’interno sul cordolo, ma il talento ha la meglio. Anche la N2 ha un protagonista che nelle qualifiche era stato sfortunato, ovvero Tucker Klaasmeyer che chiude secondo dietro a Kenney Johnson e davanti a Buckley e Saiz che era stato il pilota “causa” della squalifica di Swindell.

Dopo una lettera N abbastanza tranquilla, le M invece vedono l’agitazione tornare protagonista. Nella M1 Garvy e Schmidt finiscono a ruote all’aria, la M2 invece è tormentatissima, prima tre auto incastrate, poi un altro incidente multiplo che coinvolge anche Jesse Little (si ribalterà anche alla bandiera a scacchi), infine una discussa penalità che manda in fondo al gruppo Rickie Gaunt quando era quarto e virtualmente qualificato. La sintesi di questa lettera però è soltanto una: Rouston, Swindell e Klaasmeyer (quest’ultimo rimontando dal 12° al primo posto) avanzano e sono alla terza gara di giornata. Rimangono in corsa per il Chili Bowl 2022 292 piloti.

Dalle Finali L alle I

La L1 inizia con gli applausi: Sammy Swindell, malgrado i 66 anni ed un raffreddore, in due giri da 13° è già nella top6, poi al testacoda di Ryan Ellis addirittura quarto e Jack Rouston, malgrado un silenziatore dello scarico ammaccato e riparato al volo fra una gara e l’altra, lo segue. Diverse caution si susseguono nel finale, fra cui una in cui il talento degli short track su asfalto Travis Braden dopo la promozione dalla M manda in testacoda Sean Quinn e viene penalizzato; la magica coppia viene ripescata ancora una volta pur non vincendo.

La L2 vede una incredibile battaglia fra Esberg, Rinehart, di nuovo Esberg e poi Klaasmeyer che in sei giri dall’11° posto è di nuovo al comando. Tucker vince la gara e come Sammy e Jack è a quota quattro gare; bene anche il citato Anthony Esberg e anche Travis Berryhill.

Fuori dall’Expo Center nevica sempre di più, ma dentro le zuppe sono sempre più calde. Nella K1, relativamente calma – tranne per una squalifica fantasma per Scott Orr – Swindell recupera da 12° a terzo e Rouston da 14° a quinto, nella K2 c’è solo il flip di Gieber, poi Klaasmeyer rimonta da 11° a quinto, dunque tutti e tre accedendo alla lettera J sono alla quinta gara nella Alphabet Soup ad un passo dal record storico del Chili Bowl.

J1, appuntamento con la storia numero uno: dopo il flip di Brian Bell, Rouston ha finito l’inerzia e da 13° chiude ottavo, però Swindell col quarto posto viene ripescato ancora una volta. Sammy raggiunge così a quota sei gare in una Alphabet Soup JJ Yeley (dalla F alla A nel 2004, la rimonta più incredibile di sempre nel Chili Bowl), Wayne Johnson (dalla F alla A nel 2006) e Jason McDougal (dalla I alla D nel 2021).

Klaasmeyer nella J2 potrebbe pareggiare il suo percorso dalla N alla I, però la sfortuna dopo le qualificazioni lo colpisce ancora: dopo il flip di Ito, in curva3 il compagno di squadra Snyder sale sulla ruota posteriore di un’altra vettura e prende la tangente. Tucker per evitarlo è costretto ad andare ancora più all’esterno e finisce per baciare il muro.

Seguono un altro flip, quello di AJ Johnson, poi un’altra caution per un contatto causato da Snyder e in cui TK deve ancora alzare il piede, infine un testacoda di Jake Hagopian. In sintesi, i 10′ a disposizione scadono e a Klaasmeyer l’ultimo giro sotto green non basta per essere nella top6 e quindi Tucker viene purtroppo eliminato. Si assegna ora però un altro titolo non ufficiale e la sorpresa è grande: Jake Hagopian, grande protagonista a Capodanno al Tulsa Shootout, “vince” la Green Jacket, ovvero il pilota che nel corso della settimana ha il peggior saldo posizioni in pista e Jake chiude a -21.

Intanto zitto zitto si fa notare Carson Hocevar, il pilota del Niece Motorsports nella Truck Series e al debutto al Chili Bowl. Carson, pur dicendo che praticamente non ha fatto alcun sorpasso, avanza dopo essere passato da settimo a secondo. Hocevar riporta anche che ha preferito rimanere incollato alla traiettoria interna per non rischiare. Le voci dal garage riportano che col passare delle prove l’esterno si sta velocizzando, l’interno tuttavia prevale nel complesso anche se è molto tecnico e bisogna saperlo sfruttare.

Il flip numero 60 nella I1 è uno dei meno apprezzati nella storia del Chili Bowl: a finire a testa in giù è Rylan Gray, tuttavia a rimanere coinvolto nell’incidente è anche Sammy Swindell. La vettura #1 prova a ripartire, poi va nell’infield. Il problema è all’ammortizzatore anteriore destro e scatta la corsa alla sostituzione prima della ripartenza. Purtroppo il tempo a disposizione non è abbastanza e quindi la green, ma soprattutto l’assenza di caution immediate dopo la ripartenza, segna la fine della rimonta storica di Sammy Swindell che è riuscito a pareggiare ma non a superare il record. In ogni caso la leggenda dei dirt track esce ancora fra gli applausi dall’Expo Center.

Con la fine della Alphabet Soup di Swindell inizia una fase di transizione con una pista che verrà rifatta di lì a poco e che non permette grosse rimonte, tuttavia anche in seguito ci saranno ben pochi ripescaggi e l’unico di nota è quello di Mark Chisholm dalla K alla H. Per chiudere la I, nella I1 vince Beilman con Logan Scherb quinto e Kyle Cummins eliminato dopo essere stato al di sotto delle attese per tutta la settimana. Nella I2 Barnhill finisce col muso ko, poi Carson Hocevar ha problemi al motore ad anche lui è out, vince Goodman. Rimangono in corsa per il Chili Bowl 2022 212 piloti.

Dalle Finali H alle E

Un veloce lifting della pista permette anche di recuperare il tempo perduto all’inizio sulla tabella di marcia ma non tutto, poi in fretta il programma inizia a slittare subito di nuovo. Se la H1 vede un solo testacoda (passano Calderwood, Silverman, Tatnell, Andreotti, Lynch e Beilman), nella H2 ci sono: un testacoda di Scott alla partenza con molte auto coinvolte dietro di lui, un altro testacoda di Doney, un 360° di Nalon, Goodman che si ferma, Woody che lo imita e Doney e Tramell che si incastrano per un totale di sei caution; avanzano Kent, Noah Harris, Shafer, Morgan, Morris e Parson.

Alla lettera G c’è il primo cambio di format, gare sempre su 10 giri ma ad avanzare sono i primi cinque e non i primi sei. Nel frattempo sono saltate tutte le zuppe e si va avanti per inerzia: dalla G1 vengono promossi Hays, Mariah Ede, Morton, Wilkins e Crawley con Beilman primo degli esclusi e ad un passo dalla quarta gara, dalla G2 invece Postier, Thornton, Hoover, Taylor e Scherb.

Dopo una comprensibile fase di stanca nella Alphabet Soup, con la F si riaccendono i riflettori, infatti scende in pista Chase Elliott. Avanzano sempre i top5, ma ora la distanza di gara aumenta a 15 giri. La F1 del campione della Cup Series 2020, malgrado i consigli di Kyle Larson, dura appena sei giri, poi in curva3 tampona un’altra vettura ed Elliott è protagonista di un flip pauroso e fotogenico allo stesso tempo. L’immagine di Chase esattamente a testa in giù nel mezzo del volo ad altezza reti passerà alla storia di questo Chili Bowl.

Dalla F1 avanzano alla fine Logan Seavey (veterano a Tulsa), Derek Hagar, JJ Yeley (il quale punta dunque a ripetere l’impresa del 2004), Steven Shebester e Ben Worth. Nella F2 il grande protagonista è Ryan Timms che, in mezzo a diverse caution per semplici testacoda altrui, piazza slide job all’apparenza impossibili ad ogni ripartenza rischiando grosso (e si prende pure una penalità) ma avanza col secondo posto insieme a Colten Cottle, Zac Moody, Jeff Champagne e Ryan Bickett.

La E1 vede il debutto di Parker Price-Miller, anch’egli a caccia di un ripescaggio verso la A. Tuttavia anche PPM è vittima della sfortuna, infatti attorno a metà gara rallenta per un problema meccanico ed è costretto al ritiro.

Lo show lo regala invece Brody Fuson che prima per evitare Bender fermo in pista rimbalza contro il muro per non perdere la seconda posizione e poi nello sprint finale di sei giri continua a baciare più il muro che il cordolo in terra ma alla fine riesce a scavalcare l’inglese Tom Harris partito in pole; avanzano anche il veterano Sam Hafertepe, Wesley Smith e Steven Shebester al secondo ripescaggio; out Seavey e Yeley oltre a Cole Bodine che addirittura non ha preso il via.

Nella E2 a regalare spettacolo invece è Maria Cofer che, fra una caution e l’altra, riesce a sorpassare dall’esterno Kory Schudy per l’ultimo posto utile ed avanzare insieme a Stevie Sussex, Casey Shuman, Justin Peck e Jake Neuman; eliminati invece Denney, Brown e Dalby (DNS). Rimangono in corsa per il Chili Bowl 2022 110 piloti.

Finali D

La D1 vede l’ingresso in scena di piloti come Jesse Love, Donny Schatz, per la prima volta forse a suo agio a Tulsa, Eliason e molti altri. Ace McCarthy comanda dall’inizio fino a poco dal traguardo, poi Cory Eliason riesce a finalmente a passarlo dopo giri e giri di tentativi e vince la gara; vengono promossi anche Tommy Kunsman, Donny Schatz e Brenham Couch (partito 11°), mentre si scioglie Jesse Love (testacoda quando era già uscito dalla top5).

La D2 ha nella entry list Daum, Pittman, Edwards, Berryhill (il nipote di colui che diede il nome “Chili Bowl” al Chili Bowl), ma non Damion Gardner costretto al forfait. La gara vede la vittoria di Mitchell Davis su Brody Roa, Zach Daum, Daryn Pittman e Tony Bruce Jr. che praticamente per 15 giri resiste sul cordolo interno ad Hank Davis che ci prova dall’esterno e all’ultimo giro arriva lungo con lo slide job e quindi Tony non viene beffato.

Pole position

Dopo un’ulteriore pausa per rifare la pista, è tempo di sfida per la pole position nella Finale-A fra i 10 piloti che si sono già qualificati. Dopo una veloce sessione di libere in cui Bell (11.435″) precede Thorson, Kofoid, Grant e Carrick, si va dritti alle batterie.

Il sorteggio di venerdì notte è stato cruciale perché ha influito sia sulla Pole Shuffle, sia sulle griglie di partenza di tutte le altre finali. L’ordine risultante è questo: Grant, Bell, Carrick, Abreu, Kofoid (i cinque vincitori delle qualifiche), Thomas, Thorson, Stenhouse, Larson, Courtney.

La prima batteria da quattro giri vede in pista gli ultimi quattro (Thorson, Stenhouse, Larson e Courtney), avanzano i primi due mentre gli altri stabiliscono man mano una fila dello schieramento. Thorson scatta subito bene e Larson prova a seguirlo andando 3-wide con Stenhouse e Courtney al punto che Ricky e Tyler quasi si toccano. Vengono eliminati Courtney e Stenhouse nell’ordine.

Seconda batteria, al via Kofoid, Thomas, Thorson e Larson. Tanner vola ancora subito e scavalca Thomas che finisce largo. La sorpresa più grande è che Larson non riesce a stagli dietro, segno che non ha ancora capito bene il nuovo telaio. Finiscono out Larson e Thomas.

Terza batteria, al via Carrick, Abreu, Kofoid e Thorson. Tanner stupisce ancora e fa saltare Buddy mentre Tanner si autoelimina. Kofoid e Carrick sono out, dunque la lotta per la pole sarà una battaglia fra Grant, Bell, Abreu e Thorson.

Dopo un primo giro all’attacco, Bell sorpassa dall’esterno Grant portandosi al comando mentre dietro di loro Thorson è già terzo. Ai -2 Justin finisce in testacoda sul cordolo interno e dunque finisce in fondo. Nello sprint finale di due giri Thorson tenta anche lo slide job, ma anche non riuscendo strappa applausi e sale nel borsino dei favoriti avendo superato tre batterie. Le prime cinque file della Finale-A sono dunque Bell-Thorson, Abreu-Grant, Kofoid-Carrick, Larson-Thomas, Courtney-Stenhouse.

Finali C

Dopo una lunga pausa con rifacimento pista e cerimonia di apertura si entra nel vivo del Chili Bowl 2022. La Finale-C vede ancora 15 giri con soli cinque piloti ad avanzare. Entrano in scena nella Alphabet Soup Bowman, Ronnie Gardner, Briscoe, Bayston, Newman, Carson Kvapil e Miller. Pronti via e Droud finisce in testacoda perdendo così la quarta posizione buona per avanzare. Alla ripartenza McDermand mantiene la prima posizione fino al traguardo senza problemi seguito da Bowman e Kyle Jones.

Dietro di loro impazza la battaglia con protagonisti Briscoe, Gorden (appena 16 anni) e Bayston mentre Drake si spegne. Bayston riesce a trovare la corsia esterna e passa al quarto posto, Briscoe deve alzare il piede, anche perché nell’incidente del primo giro ha rimediato un anteriore ammaccato, e viene beffato da Ronnie Gardner sul traguardo. Per la terza volta negli ultimi quattro anni Chase manca la promozione per un posto, solo che nelle altre occasioni era per il main event. Eliminati anche Kvapil, Miller, Newman, McCarthy, Eliason e Schatz.

Nella C2 ci sono Axsom, Marcham, McCreadie e Bright, ma nel complesso il percorso pari sembra leggermente inferiore al dispari. Alla partenza subito caution per il testacoda di Stubblefield, poi a prendere il comando è il giovane Corey Day su Axsom e Marcham. Dopo poco un altro incidente, stavolta a finire a testa in giù è Daryn Pittman che coinvolge anche Bruce. Si riparte ai -14, ma per poco, infatti ai -11 Roa è protagonista di un 360°.

La battaglia nella fase centrale è per il terzo posto fra Marcham, Mitchell e Cottle, ma tutti e tre hanno il pass a vantaggio di McCreadie. Ai -3 il colpo di scena: Cottle salta troppo sul cordolo in terra e all’atterraggio fa spegnere la vettura. A ereditare il quinto posto è dunque Tim McCreadie messo nel mirino da Sewell; bandiera verde ed è proprio Sewell a provocare la caution imitando Cottle.

Si riparte per un green white checkered e chi finisce a muro? Ovviamente McCreadie che si tocca con Felker e i due coinvolgono anche Wayne Johnson (sì, quello delle sei gare e dal record pareggiato da Swindell) e Davis. A ereditare e difendere l’ultimo posto buono dietro ad Axsom, Day, Marcham e Mitchell è Alex Bright che era partito 15°. Eliminati Daum, Pittman, Roa ed i coinvolti nelle caution.

Finali B

Le Finali-B possono passare alla storia così come decidere il rookie dell’anno. Per quanto riguarda questo discorso, sono ancora in lotta – per puro caso tutti nella B2 – Bryant Wiedeman (terzo in griglia), Gavan Boschele (14°) e Corey Day (17° dopo essere avanzato dalla C). La B2 vede anche la presenza di Kaylee Bryson, alla quale basta mantenere il decimo posto al via per essere la migliore donna nella storia del Chili Bowl.

Prima però c’è una ricca B1 con Wise, Windom, Copeland, Hoffman, Meseraull, Bacon, Sweet e tanti altri. Per loro al termine di 20 giri in palio sette posti sui 20 piloti in griglia. Al via Wise mantiene la pole su Windom e Copeland che passano Chase Johnson e Buckwalter. Dopo un giro McDermand finisce in testacoda dopo un contatto e poi va nel garage. Si riparte ai -19 ed emergono Bacon e Sweet mentre Johnson esce dalla lotta.

In testa Wise allunga decisamente, stavolta davanti a Meseraull, poi però ai -12 il primo colpo di scena col testacoda di Sweet che esce dalla contesa. Green ai -12 e caution ai -10 per il flip di Hoffman che deve evitare Taylor, impennatosi sul cordolo, che era appena passato in settima posizione. A metà gara la top7 vede Wise davanti a Meseraull, Copeland, Windom, Chase Johnson, Buckwalter e Bacon, tuttavia Sam Johnson è attaccato a Brady. I suoi attacchi negli ultimi giri sono ripetuti ma tutti falliti e dunque la classifica è invariata alla bandiera a scacchi.

Finale B2, forse di livello inferiore come talento, ma alla fine decisamente più emozionante. Leary, Hahn, Gravel, Swanson, Golobic, McDougal, McIntosh e tanti altri puntano ad un bottino che era sfuggito nei giorni scorsi. Alla bandiera verde la top5 sceglie subito la corsia interna, la Bryson invece no, punta l’esterno e recupera posizioni su posizioni, al punto che al sesto giro è incredibilmente al comando!

La gara scorre via veloce e a metà distanza Bryson precede Hahn, Leary, Golobic, Wiedeman, Swanson e McIntosh, dunque entrambi gli appuntamenti con la storia sembrano scritti, ma poi arrivano i problemi. La miccia viene innescata ai -4 da un testacoda di Kasey Kahne. Si riparte per regolamento ai -5 e Randall, Gravel, Faccinto, McDougal e Day puntano alla top7. Si riparte e altro colpo di scena visto che finiscono nel mucchio McDougal, Bright, Gravel e McDougal. Altra ripartenza e altro testacoda, stavolta per Swanson che era settimo; lo sorpassa così Dillon Welch che in contemporanea si era toccato con McDougal.

Dopo una caution finale per detriti si scrive un capitolo della storia del Chili Bowl: Kaylee Bryson vince la B2 e diventa la prima ragazza a qualificarsi per il main event; la seguono Hahn, Leary, Golobic e un’altra sorpresa, quella di Corey Day che, visto il sesto posto di Welch ed il settimo di Beason, è l’unico rookie qualificato e dunque è matematicamente il ROY del Chili Bowl 2022. Eliminati Wiedeman, Kahne, Marcham e tanti big di rilievo fra cui McIntosh, Gravel e McDougal che erano partiti nella top10.

Finale A

55 giri, 24 piloti ed un Golden Driller. La top10 appare decisamente equilibrata dopo cinque giorni di qualifiche ed i dominatori del 2021 non sembrano avere più il vantaggio delle edizioni scorse. Bandiera verde e Bell al via mantiene il comando davanti a Thorson, Grant, Abreu e Kofoid. I primi giri scorrono via veloci grazie ad un interno ricondizionato al meglio nella pausa.

Al sesto giro Bell incontra i primi doppiati (ben 24 le auto in pista in solo 1/4 di miglio) e così Thorson gli si rifà sotto. Tanner prova il primo attacco all’interno ma non va e così la loro battaglia permette a Grant di riavvicinarsi. Ai -40 arriva un secondo attacco, ma anche in questo caso Bell si difende pur non riuscendo a doppiare Chase Johnson. Poco più tardi la prima caution per un testacoda di Copeland al giro 17. Colby, infatti, ha avuto un contatto con Beason che va nel garage con la anteriore destra forata.

Green di nuovo ai -39 e Bell dall’esterno continua a rimanere al comando con Thorson interno e secondo. Chi si è visto finora poco è Larson, solo sesto e che segue Abreu sul cordolo in terra. Rico, infatti, è stato sorpassato da Kofoid che poco più tardi scavalca pure Grant e si porta al terzo posto. Davanti, intanto, Bell e Thorson ritornano nel traffico.

Il punto di svolta della Finale-A rischia di arrivare a metà gara: Bell riesce a liberarsi di un paio di doppiati a differenza di Thorson, il quale si vede attaccato da Kofoid. Il margine di Christopher raggiunge 1.3″ ai -20; seguono Kofoid, Abreu, Grant e Larson. Ai -19 primo vero colpo di scena: Justin Grant si ribalta per tenersi dietro Kyle.

La svolta è invece questa: alla ripartenza Thorson attacca subito e passa al comando sorprendendo Bell all’interno. Ai -15 Tanner allunga già e mette 1″ fra di sé e Christopher; dietro di loro ci sono Kofoid, Larson ed Abreu. Buddy è incollato a Bell ed il loro duello permette l’ulteriore fuga di Thorson, ma malgrado manchino soli 10 giri ovviamente non è finita qua.

Ai -7 Thorson trova traffico e Bell in un attimo gli ritorna sotto, poco più dietro Larson si impenna sul cordolo in terra tentando una manovra su Kofoid e alza definitivamente bandiera bianca venendo sorpassato da Abreu. Al comando Bell tenta e manda in porto uno slide job su Thorson, tuttavia la mossa non viene convalidata perché praticamente nello stesso momento Bacon finisce a ruote all’aria; Brady nel volo coinvolge anche Copeland per il 66° e 67° flip della settimana, per fortuna gli ultimi.

Per Thorson ci sono buone e cattive notizie: i commissari gli ridanno la prima posizione, ma la carambola è avvenuta poco davanti a lui ed è stato leggermente toccato da Copeland; la sua vettura pare ok. Alla green dei -6 Tanner è dunque davanti a Bell, Kofoid, Abreu, Larson, Carrick, Thomas, Leary, Stenhouse e Golobic.

Bell tenta di restituire il sorpasso precedente a Thorson, ma il suo slide job è troppo lungo ed in curva2 bacia il muro, Kofoid per un attimo gli passa davanti però in accelerazione Christopher reagisce tornando al secondo posto. In tutto questo però Thorson è scappato via e il tempo che manca alla bandiera a scacchi è troppo poco.

Dopo anni di gregariato e buoni, se non ottimi, risultati ottenuti in diversi team, Tanner Thorson a 25 anni conquista il suo primo Chili Bowl e lo ha fatto con pieno merito, dimostrando in tutto il sabato che probabilmente era il più forte. A sei anni di sdistanza dal titolo USAC nelle midget, Thorson ha proseguito con numerose vittorie la sua carriera sui dirt track con anche una mezza stagione nella Truck Series nel 2018 (sei top20 in 11 gare).

Tutto questo però rischiava di finire in maniera tragica nel marzo del 2019 in un incidente stradale mentre tornava a casa da una gara a Las Vegas. Alla fine il referto fu meno drammatico di quanto le immagini potessero far pensare, solo un piede ed un braccio rotto. Per questo nella prima foto postata su Twitter Thorson ha dedicato la vittoria anche a Daison Pursley, il ROY del Chili Bowl 2021 e che si sta riprendendo dopo un brutto incidente in gara.

Per dovere di cronaca, Thorson al traguardo precede Bell, Abreu, Kofoid, Carrick, Larson, Leary, Thomas, Stenhouse, Meseraull, Courtney, Hahn, Golobic, Windom, Wise, Grant, Day (ROY 2022 col 17° posto), Bryson (18esima per un risultato storico), Buckwalter, Beason, Copeland, Welch, Johnson e Bacon.

Qualche volta la classe operaia va in paradiso, anche se deve affrontare l’entry list più forte di sempre nella storia del Chili Bowl.


La classifica completa del Chili Bowl 2022

Risultati Day6 Chili Bowl 2022

Immagine: twitter.com/cbnationals

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