Charlie, qual è il peso della coscienza?

SEVEN
Charlie, qual è il peso della coscienza?

di 29 Maggio 2016, 17:30
Alessandro Secchi

Niente avviene per caso: la pioggia del mattino su Montecarlo, lì dove due anni fa era arrivato il miracolo di Jules, sembra mandata dall'alto proprio da lui nella settimana in cui papà Philippe annuncia al mondo la sua crociata contro la FIA.

Voglio credere che non sia una coincidenza, ma un volere preciso che arriva da lassù per dimostrarci quanto il peso della coscienza stia diventando insopportabile per un direttore di gara inadeguato, che non ha più il polso della situazione e che proprio oggi, in questa occasione, ha dimostrato di avere paura. Paura dell'acqua: e che qualcuno possa farsi ancora male sotto la sua direzione.

Sette interminabili giri sotto Safety Car, con Magnussen e Hamilton che implorano via radio di partire, di correre, quando una volta la Sainte Devote era un imbuto chiuso dai guard rail e adesso è una piazza da supermercato. Questa gara, molto probabilmente, poteva partire senza aiuto di Maylander. Vogliamo mettere al primo posto la sicurezza? Va bene, sono d'accordo. Due giri bastano. Forse tre. Attendere che torni il sole ed essere incitato dai piloti per convincersi a far partire la corsa è sintomatico di quanto Whiting non sia più adeguato a questo ruolo: soprattutto ora che sulla sua figura, da direttore della gara scandalosa di Suzuka dalla quale si è autoassolto, peseranno le accuse forse maggiori della famiglia Bianchi.

Il tempo è sempre galantuomo, ed oggi ne abbiamo avuto la prova.

Per i commenti della gara e il resto ci sarà tempo dopo la 500 miglia, che partirà tra mezz'ora. Prima mi premeva sottolineare questo dettaglio, per molti insignificante, per me discretamente importante.

 



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