Budget Cap e Red Bull: i tribunali senza prove e le sentenze già emanate

di Alessandro Secchi @alexsecchi83
30 Settembre 2022 - 18:32

La bomba sul Budget Cap esplosa a Singapore è decisamente succulenta e risveglia animi sopiti

Se qualcuno sperava di passare una giornata tranquilla con le prove libere del GP di Singapore, la bomba esplosa in mattinata ha cambiato i piani a tutti.

Da quel di Marina Bay arriva la notizia che Red Bull e Aston Martin avrebbero violato il Budget Cap finanziario nel 2021. Apriti cielo. Aston Martin viene citata per dovere di cronaca ma, dopo due secondi, non se la fila già più nessuno, perché tanto la AMR21 non era una “Mercedes verde” ma altro, dello stesso colore. Ergo, se vai male puoi barare quanto vuoi ma non ti viene a cercare nessuno.

Toto Wolff entra nel Paddock e corre a strappare i microfoni a chiunque per dire che la furbata Red Bull avrà ripercussioni anche nel 2022, 2023, 2024 e lo fermano quando dice 2040.

Negli occhi e nel cuore di tanti che parlano e scrivono si legge già un titolo a caratteri cubitali: “Il mondiale piloti Red Bull 2021 riassegnato a tavolino. Max Verstappen torna a zero, Lewis Hamilton sale a 8”. Una specie di Calciopoli in stile motoristico, una Motoropoli.

Si lanciano cifre, si parla di sforamento oltre il 5% concesso dal Budget, poi si parla di 10 milioni, poi si torna a 5, poi si parla di tanto e poco. Insomma, l’importante è sostenere e convincere su determinate accuse dimenticando però un fatto al momento oggettivo. Il report della FIA non è ancora stato pubblicato.

Ad oggi non si sa niente di certo. Non si sa se effettivamente i due team (ricordo, sono due) hanno sforato il Budget e di quanto. Non si sa nemmeno su quali ambiti sarebbe stato accertato lo sforamento, per capire in quale area ci sono state delle errate valutazioni.

Non si sa nemmeno come la FIA reagirà ad un’eventuale violazione delle regole finanziarie. Regole nuove e, a detta di tutti, complicate e magari soggette a possibili più interpretazioni.

Infine, non conoscendo entità ed area, non possiamo sapere nemmeno quale sanzione sarebbe applicata. Sappiamo quali sono quelle a disposizione perché ce lo dice il regolamento finanziario, ma lo stesso regolamento non descrive la loro applicazione. E bisogna capire se la stessa FIA ha già previsto come agire in tal senso.

Cos’abbiamo quindi in mano? Voci e nulla più, almeno ad oggi. Solo il report ufficiale svelerà le informazioni vere e che serviranno per valutare il da farsi.

Mettiamola così: mediaticamente parlando questa storia non mi pare altro che un’occasione per chiedere a gran voce la riassegnazione del mondiale piloti 2021, che dopo dieci mesi non è stato ancora digerito nonostante un regolamento che ha permesso determinate azioni (e che in certi aspetti non è stato cambiato, segno evidente che certe operazioni sono possibili) ed una direzione di gara stravolta, con un direttore diplomaticamente silurato, senza però abbassare le polemiche come abbiamo visto a Monza.

I tribunali vari hanno già deciso che la Red Bull (solo lei, l’Aston non esiste) è colpevole, deve essere squalificata, il mondiale piloti 2021 riassegnato a Hamilton e che anche per il 2022 e 2023 bisogna calare una mano pesante. E chissà mai, magari nei sogni di gloria qualcuno spera pure che la Ferrari possa così tornare in lotta per quest’anno.

Quando si vociferava che la Ferrari avesse oltrepassato un certo limite nel 2019 con la sua PU si ricordano in realtà, sempre in attesa di prove, più critiche nei confronti degli accusanti che degli accusati. Con un silenzio assordante relativamente al famoso accordo con la FIA combinato ad una stagione 2020 corsa con un motore da GT. Come vedete, basta poco per cambiare pareri.

Concludendo, attendo con ansia il report della FIA e, se violazioni saranno, come verranno gestite a fronte di un regolamento nuovo e con delle sicure falle (come succede sempre anche per quello tecnico e sportivo). Così da confrontare le sentenze vere con quelle di oggi ed inquadrare le une e le altre per ciò che rappresentano. Verità, ossessione, campanilismo, giustezza, onestà, paraculismo. Vedete voi cosa scegliere.

Immagine: Red Bull Media