Il campione 2023 ha cominciato la sua avventura in Kawasaki con tanto lavoro da fare, ma strappando già le prime gioie.
8-4-1-5. È questo il primo mini-filotto stagionale di Chase Sexton sulla Kawasaki numero 4. Una sfida affascinante per l’ex-pilota Honda e KTM ma anche per la stessa Casa di Akashi, soprattutto dopo l’annus horribilis che ha portato al divorzio dalla “Verdona” di Jorge Prado. Kawasaki ha una fame enorme di tornare al successo, inseguendo i fasti dell’era Eli Tomac. Ironia della sorte, proprio Tomac, insieme a Prado, oggi guida quella moto arancione che Sexton ha lasciato.
Lo sviluppo della KX450 di Chase è iniziato con un lavoro di affinamento del set-up piuttosto importante durante l’inverno, un percorso che sembra aver trovato una svolta decisiva poco prima della tappa di San Diego. Sappiamo bene quanto il motore 450 Kawasaki sia impegnativo e di certo a Sexton non mancano i cavalli sotto la manetta. Ciò che sembrava mancare, soprattutto per un pilota velocissimo ma incline all’errore soprattutto negli ultimi due anni, era il feeling.
Per ritrovarlo definitivamente, a San Diego la Kawasaki di Sexton è stata equipaggiata con diversi componenti Pro Circuit: un nuovo ammortizzatore, morsetti più rigidi sugli steli delle sospensioni e un collettore di scarico differente rispetto a tutte le altre Kawasaki in pista. L’obiettivo era duplice: più cavalli e una risposta del motore più pulita in uscita di curva. Una vera e propria mini rivoluzione tecnica che ha dato frutti immediati, culminando nella vittoria “scaccia-polvere” di Anaheim 2, come ha lasciato intendere l’esultanza liberatoria di Chase sul traguardo.
Con la stagione ancora nelle sue fasi iniziali e Glendale alle porte, ora l’obiettivo di Sexton è uno soltanto: trovare continuità. Se il feeling resta quello delle ultime gare, la strada potrebbe finalmente rivelarsi quella giusta.
Fonte immagine: supercrosslive.com
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