Blog | Spa, perdonaci se puoi

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 18 Luglio 2026 - 01:00
Tempo di lettura: 3 minuti
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Blog | Spa, perdonaci se puoi
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Il superclipping ferisce là dove il coraggio una volta faceva la differenza

Se c’è una giustizia in questa stagione di F1 è quella che ci viene regalata dalle piste più iconiche, simbolo del Mondiale. Suzuka, Silverstone ed ora Spa (in attesa di Monza e delle decisamente meno iconiche Baku e Las Vegas) stanno svolgendo alla perfezione il compito di dimostrare con i fatti – perché di parole ne abbiamo sentite anche troppe – quanto sia irrazionale, indecente, inammissibile il regolamento 2026 nonostante tutti i tentativi di nascondere la polvere sotto il tappeto. Dopo due sessioni di prove libere, andare a leggere le telemetrie fa letteralmente venire i brividi in quello che, probabilmente, sarà il tracciato più ostico per queste monoposto, esteticamente un passo avanti rispetto al passato ma tecnicamente un insulto allo sport e a chi lo sport l’ha sostenuto per decine di anni.

Vi cito solo alcuni dati, comparando il giro di Antonelli della FP2 con quello della FP1 2025 di Piastri (l’anno scorso si corse la Sprint, niente FP2). Il divario sul giro è di 4 secondi, (3.9 per l’esattezza) ma quello che sconvolge sono le differenze di velocità in favore del giro dello scorso anno: +42 km/h per Piastri su Antonelli a Les Combes, +47 prima di Bruxelles, +43 prima di Fagnes, +28 prima di Stavelot, +30 a Blanchimont. E poi il meraviglioso Superclipping. Antonelli perde 48 km/h con il gas in pieno da Stavelot a Blanchimont, dove gira ad appena 280 all’ora. Nella comparazione Antonelli perde 3 decimi nel primo settore, tre secondi e un decimo (avete letto bene) nel secondo settore e quasi mezzo secondo nel terzo.

In tutto questo mi chiedo un paio di cose:

1) Con quale coraggio si può parlare di grande spettacolo e raccontare questo mondiale come se fosse meraviglioso quando, letteralmente, ai piloti è chiesto non più di guidare al limite ma di limitare la guida.

2) Come si può pensare di capire il talento se il talento non serve più? E qui ha sempre avuto e avrà sempre ragione Alonso nel sostenere che non serve nessuna abilità di guida nel portare a spasso il prodotto di un regolamento scritto senza alcuna cognizione di causa.

Il 2026 resterà nella storia come l’anno tecnicamente più disastroso degli ultimi decenni. Un disastro anticipato, al quale vengono costantemente messe delle pezze per cercare di salvare capra e cavoli. Ed è inutile raccontare le favole sulla “gente” che vuole queste cose, perché la gente è quella che da oltre un anno, dal rinnovo di Miami al 2041, inonda i social della F1 di critiche. Decine, centinaia, migliaia di commenti negativi ad ogni notizia che vengono spudoratamente ignorati (o censurati…) sull’onda dell’arroganza da chi, ormai, ha scoperto le carte.

Prepariamoci per l’aumento delle Sprint, altro tema sul quale viene portata avanti una campagna vergognosa. Nessuno le vuole tranne chi ci guadagna, questa è l’unica verità. E, anche su questo, vi invito a leggere i commenti sui vari post social a riguardo.

Provo un senso di nervoso particolare nel vedere le piste che hanno fatto la storia snaturate, perdere il loro senso di esistere perché non sfruttate, non esaltate da macchine motoristicamente ridicole, insufficienti, offensive nei confronti della storia. Non è oggettivamente guardabile una Spa in cui le F1 affrontano tutto il secondo settore con tempi da F2 perché ci sono da ricaricare le pile. È letteralmente vergognoso: tutti quelli che appoggiano questo scempio ne sono complici.

Provo altrettanto nervoso nell’ascoltare dichiarazioni imbarazzanti, improntate unicamente alla difesa del fortino a dimostrazione di un netto distacco dalla realtà. Una realtà che, prima o poi, presenterà il conto: mentre sarà la storia ad incidere, negli anni, il ricordo di chi ha permesso tutto questo.

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