Blog | Red Bull non è morta: Sepang lo ha dimostrato al mondo

Di: Andrea Ettori
AndreaEttori
Pubblicato il 4 Ottobre 2026 - 19:30
Tempo di lettura: 2 minuti
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Blog | Red Bull non è morta: Sepang lo ha dimostrato al mondo
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Il primo successo di Red Bull come motorista ha archiviato definitivamente tutto lo scetticismo degli ultimi anni

Quando, nel 2023, Red Bull avviò ufficialmente il proprio progetto motoristico con il supporto di Ford, chiudendo al tempo stesso la porta a un colosso come Porsche, in molti sollevarono più di un dubbio. Una reazione comprensibile: costruire un motore in proprio significava sfidare realtà del calibro di Mercedes, Ferrari e Honda su un terreno in cui esperienza e know-how fanno spesso la differenza.

Tre anni dopo, alla prima stagione da costruttore totale, Red Bull ha ottenuto la sua prima vittoria grazie al capolavoro firmato da Max Verstappen a Sepang. Un risultato eccezionale, quasi un piccolo miracolo sportivo se si pensa da dove è nato il progetto e al valore della concorrenza. Oggi la power unit di Milton Keynes è riuscita a mettersi alle spalle Ferrari e Honda, per ragioni diverse, restando seconda solo al riferimento rappresentato da Mercedes.

Il successo di Sepang porta inevitabilmente anche la firma di Christian Horner. È stato lui a credere con forza in questo percorso quando non mancavano ironie, scetticismo e critiche. Critiche che, va detto, in alcuni momenti erano persino legittime. Dallo scoppio dell’Horner Gate in Bahrain nel 2024, la squadra ha perso progressivamente molte figure chiave della propria struttura tecnica e dirigenziale. Eppure è riuscita a trattenere il più importante di tutti: Max Verstappen.

Attorno all’olandese, Red Bull ha saputo ricostruirsi, ritrovare stabilità e ripresentarsi come una struttura credibile e vincente. Verstappen naturalmente ci ha messo del suo, ma questa non è una novità: la vittoria di Sepang è semplicemente l’ennesima dimostrazione della sua capacità di fare la differenza quando conta.

Adesso Red Bull può finalmente voltare pagina e liberarsi dal peso di una casella vittorie rimasta a lungo ferma a zero. Con quella pressione svanita, l’attenzione può spostarsi sul 2027 e su un progetto che oggi appare molto più promettente di quanto si potesse immaginare solo pochi mesi fa. E, nel frattempo, anche su un finale di stagione improvvisamente tornato interessante: centrare il terzo posto nel mondiale costruttori sarebbe clamoroso.

Immagine copertina: Red Bull Media

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