Monza ci ha dimostrato che è possibile tifare entrambi, soprattutto con una Rossa così…
Devo confessare che non ho mai compreso pienamente, anche se lo rispetto, il tifo per la squadra. Certo, in Italia siamo assolutamente influenzati dalla presenza della Ferrari, ma sono sempre stato per il partito dei piloti. Per come la vedo io sono loro che salgono in macchina, sono loro che creano le emozioni. Al limite, mi sono invaghito per alcune monoposto: la FW14B per me non invecchia mai, oppure adoravo la nerissima Arrows A19 del 1998 (sempre in attesa che me ne facciano un modellino 1:18). Ma il concetto del tifare la squadra non mi è mai interessato molto: anche perché non sono fan dell’appoggiare un pilota che, magari, non stava simpatico prima, solo perché è nel team che supporti.
Detto questo, nel cercare aspetti interessanti di questo 2026 devo dire che l’annata ci sta regalando un bell’esperimento sociale. Un pilota italiano in lotta per il mondiale è materiale che non si vede da decenni, ed ero curioso di capire come il tifo nostrano si sarebbe bilanciato tra la Rossa e Kimi in Mercedes.
Personalmente non vedo il motivo per non appoggiare un nostro ragazzo, sebbene corra con una squadra “avversaria”. Anche perché l’occasione di vedere un italiano col numero 1 sul muso è talmente ghiotta che, tifargli contro perché corre con da un’altra parte, mi sembra davvero controproducente; specialmente considerate le prestazioni della Ferrari. Anche nell’incredibile ipotesi di una lotta tra Antonelli e un pilota della Ferrari a fine mondiale, sarei davvero in difficoltà nello scegliere. Probabilmente mi godrei lo spettacolo senza un preferito. Noto però che per tanti non funziona proprio così.
Mentre Monza, in preda alla disperazione per la Rossa, si è poi lanciata sul vittorioso Kimi regalandogli un podio che non dimenticherà mai, la fazione del “tifo Ferrari quindi chi se ne frega di un italiano in Mercedes” è più nutrita di quanto pensassi. L’anno scorso, poi, in quel paio di episodi in cui Kimi ha avuto rapporti ravvicinati con Leclerc, i social hanno dato (come spesso fanno) il peggio di loro, con centinaia di insulti immotivati e anche preoccupanti. Ma, in linea generale, il partito “La Ferrari viene prima dei piloti italiani” esiste e faccio fatica a comprenderlo nel momento in cui è irremovibile nelle sue idee.
Sono passate almeno due generazioni di tifosi da quando Raikkonen ha vinto Brasile 2007. Come può l’abitudine alla non vittoria far comunque preferire la squadra ad un pilota nostrano che può vincere il titolo dopo 73 anni? Non è una cosa rara, ma ben di più. E quindi ben venga una ventata di novità. Forse da Monza cambierà qualcosa… chi lo sa.
Immagine di copertina: Media Mercedes
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