Sei gare al termine, ma le ultime due dovrebbero essere state annullate già da tempo
Con il risultato di Singapore, oggi Kimi Antonelli dovrebbe essere già campione di Formula 1. Dico dovrebbe anche se mancano sei gare alla fine della stagione e, quindi, matematicamente i giochi non sono ancora chiusi: bisogna aspettare almeno Austin. Ma, in una situazione normale e con gli ultimi due Gran Premi cancellati, come dovrebbe essere già stato deciso da settimane, oggi la pratica iridata sarebbe chiusa e potremmo già festeggiare un campione italiano dopo 73 anni.
È già quasi un mese che aspettiamo di sapere se le ultime due gare del campionato, in Qatar e ad Abu Dhabi, saranno cancellate o meno, così come da un mese attendiamo di conoscere le sorti di Imola che formalmente non faceva parte del calendario originale. A quanto pare, però, l’attesa si prolunga anche perché ci sono, indipendentemente da quello che sta succedendo in Medio Oriente, cento e passa milioni di dollari di motivi affinché le ultime due gare vengano effettivamente disputate.
Come sappiamo, le corse nel deserto sono quelle che portano più introiti, nell’ordine dei 55-60 milioni di dollari, al netto di tutte le sponsorizzazioni. Nel corso di questa stagione si sono già persi gli incassi di Jeddah, mentre il Gran Premio del Bahrain è stato recuperato mandando team e piloti a correre a Sepang.
Va da sé che perdere altre due gare, oltre a quella dell’Arabia Saudita, costituirebbe una discreta perdita per le casse di Liberty. Si sta quindi facendo tutto il possibile, o forse si sta sperando il più possibile, affinché gli ultimi due eventi non vengano persi. Con questa situazione di campionato, però, urge una decisione. Da qui ad Austin credo sia giusto aspettarsi che venga definita la questione calendario: sapere cioè se Qatar e Abu Dhabi verranno cancellate e se Imola entrerà in gioco o meno per la fine della stagione. Sarebbe meglio evitare che il Mondiale si decidesse con un comunicato infrasettimanale sulla cancellazione di due eventi, che andrebbe quindi a consegnare aritmeticamente il titolo a Kimi.
In ogni caso, penso che per come stanno andando le cose e per le notizie che provengono dai luoghi interessati, già da settimane si sarebbe dovuta prendere una decisione. Ed è per questo che dico che, per quanto mi riguarda, sarebbe stato giusto che oggi Kimi venisse incoronato campione.
Va da sé che anche questa attesa ci dà molto l’idea di come vengano gestite determinate questioni. Ma è inutile rimarcare concetti già ampiamente espressi in passato.
Immagine di copertina: Media Mercedes
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