Blog | MotoGP, Quartararo: l’addio a Yamaha e l’approdo in Honda. Qualcuno avrebbe il coraggio di biasimarlo?

Di: Alyoska Costantino
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Pubblicato il 20 Febbraio 2026 - 16:00
Tempo di lettura: 4 minuti
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Blog | MotoGP, Quartararo: l’addio a Yamaha e l’approdo in Honda. Qualcuno avrebbe il coraggio di biasimarlo?

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Dopo tre stagioni senza vittorie e a tirare la carretta ad Iwata, alla fine “El Diablo” ha scelto (saggiamente) la separazione.

Il paddock del Motomondiale, in questi primi mesi del 2026, ha già dato tanto di cui parlare e non sempre in toni positivi. La notizia dell’addio a Phillip Island e dell’intenzione di Liberty Media di portare la MotoGP ad Adelaide per correre su un cittadino ha fatto divampare gli animi, facendo già temere per quella che sarà la direzione che il Mondiale prenderà nei prossimi mesi sotto la guida degli statunitensi e del rinominato gruppo MotoGP Sports Entertainment. Tra l’altro, già dalla nomea, voglio scusarmi dell’errore ma pensavo che questo fosse motorsport, non wrestling.

Fortunatamente, i test d’inizio febbraio e le successive notizie emerse da Sepang hanno dato altri spunti di cui parlare, altrettanto interessanti ma decisamente più graditi. Come da tradizione da una decina d’anni circa, il mercato piloti della top class è cominciato ancor prima che i piloti iniziassero la stagione agonistica e la prima pedina ad essersi mossa è quella di Fabio Quartararo.

Le voci sempre più incalzanti di un abbandono a Yamaha per sposare la causa Honda non possono essere ignorate, specie considerando la situazione in cui versa il franco-siciliano da qualche anno a questa parte. Pur avendo in bacheca il titolo iridato MotoGP del 2021, “El Diablo” non ha più lottato per il mondiale dal 2022 e, dal 2023, non ha più nemmeno conquistato una vittoria, nemmeno nelle Sprint.

Ciò sicuramente non è indicativo del valore di Fabio, quanto più del mezzo che ha avuto fra le mani nell’ultimo triennio almeno. Non è fuori luogo pensare che il #20, se avesse avuto a disposizione una moto più competitiva (leggasi, una Ducati), ad oggi avrebbe una bacheca ben più ricca di premi e, magari, anche di trofeo iridati.

Quartararo non si è mai tirato indietro dal compiere delle critiche, anche pesanti, alle Yamaha con cui ha avuto a che fare in questi anni. E, per quanto brutali, Fabio era nella posizione di compiere tali critiche: è sempre stato il pilota di riferimento ed ha sempre compiuto la differenza (a volte anche abissale) rispetto ai compagni di marca. Aver messo la M1 per cinque volte in pole position nel 2025 contro la solita selva di Desmosedici va oltre il miracolo sportivo.

Credo che anche Yamaha stessa non abbia mai avuto dubbi del valore del francese ed il contratto biennale fattogli per il 2025 ed il 2026, con un guadagno di 12 milioni di euro a stagione, ne è la prova. Tuttavia, i piloti non sono dei banchieri ed un team non può vivere di promesse in eterno, specie per un periodo così lungo.

Il primo ad essere consapevole delle proprie capacità è sicuramente Quartararo stesso, il quale è affamatissimo di vittorie dopo un digiuno così lungo, quasi sconvolgente se pensiamo che, della griglia attuale MotoGP, solo Marc Márquez è velocisticamente superiore al pilota di Nizza al momento.

E’ per queste ragioni che non riesco affatto a biasimare la scelta che Quartararo potrebbe aver compiuto, ovvero quella di lasciare Yamaha per sposare la causa di Honda. Dopo tre anni di promesse non mantenute e dopo un test a Sepang a dir poco orripilante (coi piloti Yamaha rimasti fermi ai box per un giorno intero a causa di un problema ai motori non identificato nell’immediato, su dei V4 che sono in sviluppo da almeno due anni interi), chiunque con un po’ di buon senso avrebbe agito allo stesso modo.

D’altro canto, è strano che Quartararo abbia preso una decisione simile alle porte di un cambio regolamentare massiccio come quello del 2027, un qualcosa che potrebbe, sulla carta, rimescolare le carte e i valori in campo della MotoGP. Ciò è probabilmente sintomo di una rottura con una realtà, quella della Yamaha gestita da Paolo Pavesio, che si estende oltre all’aspetto sportivo, ma anche sul piano prettamente umano.

La meta che “El Diablo” si accinge a raggiungere, Honda, sembra invece aver lavorato in maniera solida e convincente, nonostante le difficoltà. Dopo un periodo post-addio di Márquez a dir poco orripilante, la guida di Romano Albesiano in qualità di direttore tecnico ha dato i propri frutti tangibili già dal 2025, coi podi di Joan Mir e Johann Zarco sull’asciutto e la vittoria del francese a Le Mans (seppur sul bagnato). Certo, i soldi sono stati un fattore sicuramente rilevante (si vocifera una promessa di 15 milioni di euro a stagione per Quartararo), ma come ho detto in precedenza, non c’è solo quello da mettere sui piatti della bilancia per convincere un pilota.

Ciò che manca ad HRC è un top assoluto, qualcuno che possa spremere al 100% il mezzo in modo da capirne il massimo potenziale e Quartararo rispecchierebbe perfettamente questa descrizione. Resta da capire, invece, se Fabio ha fatto la scelta corretta dal proprio punto di vista, rispetto alle alternative plausibili. Solo il tempo ce lo dirà.

Come ho ribadito più volte, la situazione del franco-siciliano ricorda moltissimo quella di Leclerc in F1: un pilota dal talento innegabile che ha deciso, per amore o per scelta, di sposare a lungo una causa fallimentare (la Yamaha per Fabio, la Ferrari per Charles), la quale poi si è trasformata in un’unione impari ed in un rapporto tossico, oltre che privo di soddisfazioni. Ora, è giusto che Quartararo torni a prendersene qualcuna.

Fonti immagini: Facebook / Monster Energy Yamaha MotoGP, medialibrary.yamaha-motor.eu

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