Davanti ad un pubblico record di oltre 96.000 persone, la pattuglia spagnola ha letteralmente spazzato via la concorrenza italiana.
A dispetto del titolo che vedete in sovrimpressione, vorrei iniziare questa bloggata con una premessa. Quando si pensa all’Italia del motociclismo nel tempo presente, non si può dire che la nostra classe di piloti presente in MotoGP sia messa male, sia in termini di numeri che di potenziale.
Tra campioni e pluricampioni del mondo nelle classi propedeutiche e i due titoli conquistati nella categoria 1000cc nel 2022 e nel 2023, contiamo un totale di cinque titoli mondiali tra le classi Moto2 e MotoGP ottenuti da ex-iridati quali Franco Morbidelli, Enea Bastianini e Francesco Bagnaia, a cui vanno aggiunti i nomi di Luca Marini, Fabio Di Giannantonio e Marco Bezzecchi, quest’ultimo in lotta per il titolo 2026 della top class.
Anche il conteggio delle vittorie e dei podi complessivi è piuttosto ricco, tutto sommato: 92 vittorie e 264 arrivi nei primi tre, suddivisi tra questi sei piloti che, al momento, rappresentano il fiore all’occhiello delle due ruote in Italia, a cui si aggiungerà Nicolò Bulega dalla SBK. Eppure, a fronte dei risultati conseguiti e delle promesse che ognuno di loro ha mantenuto o che rappresenta tutt’ora per il motociclismo nostrano, esso sembra ben lontano dal poter scalfire il vero riferimento tra i Paesi che corrono nel Motomondiale, ovvero la Spagna.
Il GP di San Marino di settimana scorsa ha fornito un esempio lampante di ciò e, sulla nostra pista di casa, si è assistito ad un’autentica Caporetto dei nostri colori, di fronte ad una platea da record presente al Santa Monica. Podio tutto giallo-rosso e le prime sei posizioni monopolizzate, col primo degli italiani al traguardo, Di Giannantonio, giunto settimo ad oltre 20″ dal vincitore Marc Márquez.
Qualcuno potrebbe pensare ad una giornata storta, ad un “momento no” comprensibile, ma la realtà appare lampante guardando lo spettro della situazione non solo nel presente, ma anche in ottica futura. I nostri “cugini” iberici, coi loro piloti di riferimento, sembrano decisamente più agguerriti, preparati e numerosi rispetto a noi e a tutte le altre nazioni che partecipano alla classe regina.
A fronte di ciò, la stampa italiana non ne sembra affatto contenta, per usare un eufemismo. L’abitudine (malsana) di focalizzare l’intera linea giornalistica su degli specifici piloti (in particolare Bezzecchi e Bagnaia, considerati i riferimenti assoluti della nostra pattuglia) si sta ritorcendo contro nel momento in cui questi ultimi commettono errori o non ottengono risultati, mentre ai nemici giurati, quelli che hanno festeggiato in vetta al podio di Misano, non vengono riconosciute le gesta di cui sono capaci.

Una situazione a cui ci si è tristemente abituati, ma che non per questo diventa più giustificabile; per fortuna le vie per ovviare al problema ci sono, guardando i Gran Premi tramite altri mezzi legali (il VideoPass ufficiale o le VPN); perciò, se si è stufi di sentire un certo tipo di cronaca, si può porre un rimedio. Resta un peccato per quei piloti che dovrebbero essere favoriti da questo modo di raccontare la MotoGP e che, invece, finiscono per subire un effetto contrario, venendo criticati oltremodo dal pubblico con la sola colpa di esser italiani e di esser stati incensati oltremodo senza averlo chiesto.
Comunque, tornando al punto focale della bloggata, il problema più impellente non è comunque quello attuale, quanto più ciò che si profila per l’Italia nei prossimi anni. Lo scenario attuale delle classi minori è alquanto desolante, guardandola su un piano più pragmatico: Celestino Vietti e Tony Arbolino sono nomi d’esperienza in Moto2 ma che, tra alti e bassi, non hanno mai convinto fino in fondo, ottenendo giusto qualche vittoria di tappa; Luca Lunetta, neo-acquisto del team Speed RS, sta crescendo ma, complice anche l’infortunio alla gamba destra dello scorso anno ed il passaggio forse troppo frettoloso alla classe di mezzo, non sta emergendo come si sperava.
Ancor più preoccupante l’andazzo in Moto3, con Guido Pini grande delusione del 2026 (con Honda e Leopard Racing che, in questo, non sembrano dare una gran mano al #94) e Nicola Carraro costantemente nelle posizioni di rincalzo; c’è anche Matteo Bertelle, il cui slancio, però, è stato fortemente stroncato ad inizio 2025, con l’infortunio in allenamento che l’ha costretto a saltare numerosi eventi e i cui effetti sono visibili ancora oggi. Ci saranno, per il 2027, anche gli avvicendamenti di Leonardo Zanni e Giulio Pugliese, ma saranno da valutare.
Il confronto si fa dunque impietoso contro gli spagnoli, pensando alla line-up schierata da loro: oltre ai fenomeni già conclamati in MotoGP quali Marc Márquez e Pedro Acosta, affiancati dai connazionali più in palla quali Jorge Martín, Raúl Fernández, Fermín Aldeguer ed Álex Márquez, in Moto2 troviamo Daniel Holgado ed Izan Guevara in procinto di salire di categoria, insieme ad un David Alonso che, seppur colombiano, è comunque di origini madrilene.
Anche il bistratto Manuel González, probabilmente costretto a rimanere in Moto2 un altro anno, rappresenta uno dei volti più proficui del motociclismo iberico e, molto probabilmente, il prossimo anno si scontrerà coi connazionali Alonso López, Iván Ortolá ed Álex Escrig per la corona della classe monomotore. E come dimenticare la Moto3, dove un certo Máximo Quiles (gestito dai fratelli Márquez, non proprio Pippo e Paperino) ha già fatto capire ai più la pasta di cui è fatto contro una concorrenza quasi completamente formata da spagnoli?
Il Motomondiale, dunque, si prospetta a parlare ancora spagnolo per molto, molto tempo. L’Italia si prepara ad essere ancora la prima inseguitrice, ma ad una distanza esagerata se si parla di livello medio complessivo e sul piano prettamente numerico. E per una nazione che si è abituata, nell’era moderna, a schierare mostri sacri quali Valentino Rossi, Max Biaggi, Marco Melandri, Loris Capirossi e il compianto Marco Simoncelli, essere la numero due non dev’essere piacevole.
Fonte immagine: gresiniracing.com, mediahouse.ducati.com
Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








