Blog | MotoGP, Bagnaia e le Sprint: i punti grossi arrivano domenica, ma non si devono snobbare quelli del sabato

Blog | MotoGP, Bagnaia e le Sprint: i punti grossi arrivano domenica, ma non si devono snobbare quelli del sabato

BlogParola di Corsaro
Tempo di lettura: 4 minuti
di Alyoska Costantino @AlyxF1
26 Maggio 2024 - 09:02

Per la terza Sprint consecutiva, Pecco termina il sabato a secco di punti. Quest’anno sprecare occasioni può costare parecchio.


Perdere una gara fa male e Francesco Bagnaia, da quando è diventato un protagonista assoluto in MotoGP, conosce perfettamente questa sensazione. Perdere una gara a due chilometri e mezzo dalla fine, poi, fa aumentare ancora di più il rammarico, specie se la situazione di classifica rendeva imperativo recuperare punti e cominciare a rosicchiare parte del gap da chi sta in testa.

Non è la prima volta che con Bagnaia si affronta il discorso della costanza di rendimento e, per un bicampione del mondo come lui, ciò appare abbastanza paradossale. L’inizio di stagione 2024 del #1 di casa Ducati ha rispecchiato quello delle ultime due stagioni, e anzi è stato forse anche più problematico da questo punto di vista.

Il cruccio delle Sprint, per il pilota di Chivasso, sta diventando un caso da studiare più che delle semplici occasioni mancate: per quanto Bagnaia non abbia mai fatto mistero di non apprezzare il format del 50% di durata (ammettendolo persino nelle press conference ufficiali), ciò non significa che si possa permettere di cestinarle in questo modo, come ha ammesso lui stesso.

Se le due manche del sabato di Jerez e di Le Mans sono state perse più per situazioni sfortunate che per colpe dirette del pilota (in Spagna la manovra scellerata di Brad Binder in curva 1, in Francia il problema alla partenza e la moto inguidabile che l’hanno spinto alla fermata), quanto visto ieri a Barcellona non ha scusanti ed il gap in classifica, ora, comincia a diventare pesante e preoccupante per il pilota italiano. Anche la Sprint ad Austin era stata magra, con un ottavo posto finale.

Inoltre, rispetto al 2022, l’anno della grande rimonta da metà stagione in poi, Bagnaia qui deve affrontare diversi grattacapi in più, a cominciare da un principale rivale in campionato quale Jorge Martín, forte di un mezzo identico al suo, di grande determinazione e di una fame di successi che lo contraddistingue dal termine della scorsa stagione, in cui è arrivato ad un passo dal mondiale poi vinto proprio dal pilota factory.

“Martinator”, gara lunga a Jerez a parte, sta anche dimostrando di aver assimilato la lezione sulla costanza decisamente meglio di Bagnaia, amalgamando al meglio le doti velocistiche (continuo a pensare che sul giro secco sia il migliore al momento) alla prudenza quando necessario.

Oltre Martín, Bagnaia deve affrontare anche una concorrenza più agguerrita che mai, a cominciare da quel Marc Márquez con cui “Nuvola Rossa” ha già fatto capire di non voler scendere a patti, anche a costo di sgomitate e carenate. Oltre al fenomeno di Cervera si aggiungono anche i piloti Aprilia e KTM, le cui performance sono cresciute a vista d’occhio nell’ultimo triennio; mettere in fila una sequenza di successi come quella di cui è stato capace Bagnaia nel 2022, al momento, è incredibilmente arduo.

Torniamo al problema delle Sprint (perché questo stanno diventando per Bagnaia, un problema): al contrario delle gare brevi in Formula 1, presenti in soli sei appuntamenti su ventiquattro (dunque un quarto di campionato appena), in MotoGP esse sono ormai un elemento cruciale del weekend, il cui peso specifico nell’arco del mondiale è decisamente più alto. Basti pensare che, con ventuno appuntamenti previsti (l’India è a rischio, ma per il momento conteggiamola), esse possono dare un massimo di 252 punti, quasi un terzo del punteggio totale che un pilota più ottenere nel corso dell’anno (777).

In un mondiale così tirato dal punto di vista della competizione, diventare (o per meglio dire “ritornare ad essere”) forti nelle Sprint può fare la differenza tra vittoria e sconfitta. Ma in fondo lo sappiamo: quella del 2024 è la sfida più grande che Pecco abbia mai affrontato nel ruolo di campione del mondo. Ora deve dimostrare di esserne all’altezza e ciò passa anche dal rimanere a testa alta e davanti in classifica pure al sabato pomeriggio.

Fonte immagine: mediahouse.ducati.com

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