Nella classe cadetta si sta assistendo al lavorone del #11 col team KLINT Racing. Ma cosa otterrebbe Escrig col telaio tedesco?
Nel maggio del 2021 divenne storico, ma per i motivi sbagliati, il post-gara della F1 successivo al Gran Premio di Spagna del Montmelò, almeno per chi ha avuto la (s)fortuna di guardarlo sulle reti di Sky Sport. In quell’occasione, Carlo Vanzini (telecronista principale della F1 qui in Italia) e Mattia Binotto (l’allora Team Principal della Ferrari) si misero a battibeccare sulle continue frecciatine del giornalista in riferimento alle prestazioni della SF21 di quell’anno, che non permetteva ai piloti, nello specifico a Charles Leclerc, di esprimere al completo il loro potenziale.
In quell’occasione l’occhialuto ingegnere ha difeso la causa del “Cavallino Rampante” anche a costo di rispondere a tono in diretta TV, ma è sicuramente diventata celebre la frase pronunciata, a più riprese, da Vanzini nel corso degli anni: “Date una macchina a questo ragazzo”.
Ho voluto riprendere suddetta frase e riadattarla alla situazione a cui si sta assistendo in Moto2 con un pilota in particolare, che sicuramente a livello di talento non è paragonabile a ciò che rappresenta Leclerc in F1 ma che, facendo le dovute considerazioni, meriterebbe un mezzo all’altezza di quel che sta dimostrando: Álex Escrig.

Escrig bazzica nel paddock del Motomondiale ormai da qualche anno. Dopo aver vinto il titolo europeo STK600 nel 2021, egli è giunto terzo nell’Europeo Moto2 del 2022 e, durante la stessa stagione, ha anche avuto i primi assaggi di Gran Premi, seppur non entrando dalla porta principale: è stata la MotoE, la classe elettrica, a farlo debuttare nel Mondiale insieme al team Tech3.
Il ventiduenne fa parte della foltissima filiera spagnola che, negli ultimi anni, ha dominato la scena in termini di talenti sfornati. E’ per questo che Escrig, e molti altri iberici, stanno facendo fatica a finire nel mirino delle Case e dei team più blasonati, i quali spesso optano per altre soluzioni coinvolgendo piloti di altre nazionalità o con un supporto dagli sponsor differente, anche a costo di sacrificare le performance in pista nude e crude.
Forse è per questa ragione che Escrig si è ritrovato a guidare per KLINT Racing, ovvero l’ex-team Forward. La famiglia Cuzari ha puntato molto sulle capacità del valenciano e, ormai da tre anni, egli rappresenta il punto fermo della squadra e il primo alfiere. Tuttavia, nonostante la fiducia che il team nutre nei confronti di Álex e l’impegno profuso, non si può glissare sulla situazione tecnica in cui versa la compagine svizzera.
Il telaio Forward, ad unanimità, è sicuramente il più carente tra i tre attualmente presenti in griglia, con Kalex in testa in quello che a conti fatti è un regime di oligopolio e Boscoscuro a seguire, che tenta di difendersi come può. Il team KLINT, nonostante gli sforzi, è relegato ad un ruolo di rincalzo in fondo alla griglia. O meglio, la logica direbbe questo.
Ciò sicuramente vale per Jorge Navarro e Xabi Zurutuza (i quali si sono alternati sulla seconda sella color tiffany ma senza aver ottenuto punti), invece Escrig sta dimostrando il contrario. Già lo scorso anno il #11 è stato capace di sfornare prestazioni notevoli (specie al sabato) in sella alla moto svizzera, ma quest’anno ha compiuto un ulteriore salto di qualità.

Dopo dei test già molto positivi a Jerez de la Frontera, la stagione è cominciata col piede giusto coi quattro risultati a punti ottenuti in Thailandia, Brasile, Stati Uniti e Spagna, con la prova di Goiânia particolarmente positiva, vista la pole sfiorata ed il quarto posto ottenuto. Dopo una flessione durata qualche gara, Escrig è tornato a punti a Brno e al Sachsenring, ma il vero miracolo è arrivato a Silverstone.
In una gara estremamente combattuta come il GP di Gran Bretagna, il pilota della Forward ha portato a casa un terzo posto quasi miracoloso, tra l’altro superando, all’ultimo giro, un protagonista del Mondiale Moto2 quale Daniel Holgado. Certo, i fatti degli ultimi chilometri (leggasi, Manuel González che festeggia un giro troppo presto) hanno avvantaggiato Álex, ma bisogna anche ritrovarsi in una situazione simile per poterne beneficiare e, a dispetto di questo, la prova del valenciano rimane solidissima.
Con una seconda parte di stagione partita col piede giusto, Escrig si affaccia così al 2027. Al momento il mercato piloti è in pieno fermento ed è lecito aspettarsi che una pedina del genere non sfugga alle squadre più blasonate; cosa più che corretta, a fronte del potenziale che il #11 sta esprimendo con ciò che ha.
Al momento Italtrans Racing sembra in pole position per accaparrarselo e chissà che, come avvenuto con Enea Bastianini nel 2020 e Diogo Moreira nel 2025, il team bergamasco non possa diventare la carta matta della prossima stagione, se dovesse puntare seriamente sul valenciano.
Non essendoci ancora ufficialità riguardanti Italtrans, lancio il mio appello verso tutte le squadre Moto2 con almeno una sella ancora da assegnare. Se c’è un pilota che merita di salire sul telaio più performante della griglia, ovvero quello Kalex, è sicuramente Escrig. In un paddock dove il passaporto e gli interessi economici la fanno da padrone (e lo si è visto col mercato della MotoGP), facciamo vincere la meritocrazia per una volta.
Fonti immagini: Facebook / Forward Racing Team, Internet (per segnalare il copyright info@p300.it)
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