Blog | Mercato piloti MotoGP: la coppia Bastianini-Viñales ed il destino dello scalda-sella di David Alonso

Blog | Mercato piloti MotoGP: la coppia Bastianini-Viñales ed il destino dello scalda-sella di David Alonso

BlogParola di Corsaro
Tempo di lettura: 7 minuti
di Alyoska Costantino @AlyxF1
14 Giugno 2024 - 08:00

KTM farà affidamento su due ex-campioni del mondo nel 2025, ma già dalla Moto3 si percepisce la voglia di Alonso di arrivare.


Il mercato piloti MotoGP in vista del 2025 ha raggiunto vette pirotecniche a tratti inattese. Nel giro di appena tre mesi dall’avvio del mondiale 2024 sono stati già confermati ed annunciati alcuni movimenti cruciali per quella che sarà la griglia della prossima stagione.

Il cambiamento più rilevante è sicuramente il passaggio di Marc Márquez in Ducati Lenovo, ma non è certamente da sottovalutare quello di Jorge Martín in Aprilia Racing, mentre altri decisamente più scontati sono stati già annotati, ad esempio il prevedibilissimo salto in KTM ufficiale di Pedro Acosta.

Molte tessere del mosaico, tuttavia, devono ancora andare al loro posto, ma quelle rappresentanti Enea Bastianini e Maverick Viñales sono state già posizionate. I due faranno coppia in maniera inedita nel team Tech3, squadra che verrà completamente assimilata da KTM in modo da schierare quattro moto factory identiche tra il box Red Bull e l’attuale garage GasGas.

Se il passaggio di Bastianini era tutto sommato preventivato dopo aver perso la sella factory in Ducati (nonché dichiarato in anticipo da Carlo Pernat a Radio 1), per Viñales il cambio di casacca è stato quasi un fulmine a ciel sereno. Dopo aver passato gli ultimi due anni e mezzo con Aprilia ed aver cominciato a raccogliere i frutti del proprio rapporto con Noale solo quest’anno (la vittoria di Austin e i due successi nelle Sprint del Portogallo e del Texas), tutto ci si sarebbe aspettato meno che l’addio di “Top Gun” alla Casa veneta.

In merito alla partenza di Maverick si parla di una reazione data dall’annuncio di Martín, frutto di una mancanza di comunicazione tra i piani alti ed il pilota di Figueres, colto alla sprovvista. Tuttavia, il dubbio che Maverick abbia lasciato Aprilia per il timore del confronto diretto col connazionale (confronto decisamente più ostico rispetto a quello che Viñales ha dovuto affrontare fino ad oggi contro Aleix Espargaró) permane forte.

Ci sarebbero fiumi di parole per descrivere o ragionare sulla separazione tra “BatMav” e il team condotto da Massimo Rivola ed altrettanti fiumi di lettere per ipotizzare su chi potrebbe ereditare la seconda sella nel team di Noale (con Marco Bezzecchi in qualità di primo candidato), però adesso vorrei concentrarmi sull’obiettivo dietro all’assunzione dei prossimi due piloti KTM, il cui destino, a mio modo di vedere, pare già segnato ancor prima di cominciare.

Per quanto sia Enea Bastianini che Maverick Viñales siano due ex-campioni del mondo nelle propedeutiche (uno in Moto2, l’altro in Moto3) e per quanto il loro valore nei rispettivi giorni migliori sia indiscutibile, la strategia che la Casa di Mattighofen potrebbe aver riservato loro rischia di essere tanto semplice quanto cinica e spietata: lasciare che i due occupino il posto in Tech3 in attesa di un talento più promettente della filiera KTM.

Inutile stare a discutere su chi possa essere codesto talento. Per chi guarda la Moto3, le gesta di David Alonso non saranno passate inosservate: già dal 2023 l’ispano-colombiano, vincitore al debutto di ben quattro gare, si era fatto notare dai più per le sue capacità di gestione della gara e dell’ultimo giro e quest’anno, con un annetto d’esperienza in più alle spalle e le gomme Pirelli più performanti (nonché capaci di mostrare differenze velocistiche più nette tra i piloti), sta facendo il bello e cattivo tempo.

I paragoni più scomodi a cui Alonso è stato accostato sono già stati fatti in quantità, ma la realtà nuda e cruda è che, in anni recenti e sin dal debutto della categoria Moto3, forse non si era ancora vista una tale differenza di performance costante tra un pilota e tutti gli altri. Solo Pedro Acosta (uno con cui Alonso sarà probabilmente destinato ad incrociare le armi) ha messo in campo differenze simili, se si pensa alla striscia di vittorie del 2021 o all’epica rimonta nel GP di Doha.

Allo stesso tempo, è emerso il timore che le imprese del #80 siano un fuoco di paglia e che la Moto2 potrebbe finire per mettere a nudo le debolezze del madrileno, come accaduto con Izan Guevara. L’esempio eloquente del “Capitano” e del suo primo approccio fallimentare alla classe di mezzo hanno fatto rizzare le antenne, ma personalmente sono più fiducioso di altri.

La fiducia che nutro nei confronti dell’attuale pilota CFMoto nasce, in primis, dalla competizione che sta ora affrontando in Moto3 (personalmente più talentuosa e promettente rispetto a quella affrontata da Acosta e Guevara durante le rispettive campagne iridate) e, in secondo luogo, dalla sopracitata differenza che gli si è visto fare fino ad ora. Le qualifiche del Mugello ed il cambio di passo fatto con in scia Iván Ortolá sono solo una delle tante prove di forza che Alonso ha compiuto (specie sul giro secco).

Quindi, in prospettiva futura, è lecito (sicuramente non scontato, questo sì) immaginarsi David alla guida di una MotoGP. E il fatto che al momento in Moto2 KTM non disponga di piloti all’altezza per un compito del genere (le difficoltà di Dixon e Vietti, la già citata crisi di Guevara ed il debutto finora difficoltoso di Deniz Öncü) può aprire una corsia preferenziale per il colombiano. Sappiamo bene quanto sia cruciale, in un Academy come quella KTM in cui si è sempre sotto severo e costante giudizio, essere efficaci prima e meglio degli altri che ne fanno parte a propria volta. In tutto questo, comunque, non va nemmeno esclusa l’eventualità che Alonso possa sì debuttare in MotoGP, ma non col marchio austriaco.

In tutto questo, però, Bastianini e Viñales come si collocano? La sensazione è che la loro permanenza (o meglio, quella di almeno uno di loro due) sia semplicemente temporanea nella visione strategica degli austriaci, in attesa del nuovo potenziale baby-fenomeno proveniente dalle propedeutiche. Anche la storia delle quattro moto factory di KTM dal 2025 pare più uno specchietto per le allodole: quando nel team factory originale sono presenti due piloti della filiera KTM, di cui uno già etichettato come futuro fenomeno, è difficile credere che gli sforzi maggiori del marchio non siano focalizzati proprio su questa squadra piuttosto che quella Tech3.

Ipotizzando che Alonso si faccia un paio di anni in Moto2 (lo standard per chi ambisce concretamente alla MotoGP), la “Bestia” o “Top Gun” potrebbero dover far spazio al classe 2006 già a partire dal 2027, l’anno dei nuovi regolamenti MotoGP. Se non addirittura prima, in caso di annata di debutto sensazionale da parte del #80 nella classe di mezzo.

Questo scenario potrebbe mettere subito sotto pressione sia l’italiano che lo spagnolo, con quest’ultimo che ha più da perdere tra i due: dopo aver corso in forma factory con ben tre Case con la promessa di un grande talento mai realmente concretizzata, se davvero le mie teorie su Alonso dovessero fare centro la carriera di Maverick rimarrebbe ad un punto morto in caso di sostituzione, forse senza nemmeno sbocchi per rimanere in MotoGP.

Nutro qualche speranza in più in merito ad Enea: il #23 è da decisamente meno tempo nella classe regina ed ha dimostrato paradossalmente di più rispetto al catalano, guidando sempre per Ducati ma cogliendo belle performance anche (anzi, soprattutto) nei team clienti, in primis in Gresini dove è rimasto persino in lotta per il mondiale fino a due gare dalla fine nel 2022.

Chiaramente sarà il confronto diretto che comincerà il prossimo anno a dettare chi tra loro, al momento della verità, dovrà lasciare la sella libera, ma più che combattere per la supremazia nel team il loro pare più un confronto fra due piloti dai destini comuni, con lo scopo di non essere il malcapitato di turno.

E’ difficile, infatti, immaginare una sensazione peggiore dell’essere lo scalda-sella di un altro pilota più talentuoso e giovane che arriva coi favori del marchio, dei tifosi e dei media, specie quando si ha ricoperto il ruolo del nuovo che avanza in prima persona pochi anni prima.

Fonti immagini: press.piaggiogroup.com, teamaspar.com

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