Blog | Lewis, giù il cappello. Una gara da 2008 nel giardino di casa

Blog | Lewis, giù il cappello. Una gara da 2008 nel giardino di casa

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Tempo di lettura: 3 minuti
di Alessandro Secchi @alexsecchi83
7 Luglio 2024 - 19:15
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Hamilton vince una gara che sa di tempi lontanissimi, quelli del primo Lewis. Ed ora, con questa Mercedes, come andare in Ferrari?

Giù il cappello. Non si può fare altro di fronte alla vittoria di Lewis Hamilton che, dopo oltre due anni e mezzo, spezza l’incantesimo dall’ultimo successo di Jeddah 2021. Sembra passato tanto, ma la gara di oggi a Silverstone richiama alla memoria tempi ancora più lontani: per come la F1 si è evoluta negli ultimi tempi, il 2008 sembra preistoria ma è quel Lewis che è tornato alla memoria oggi, con la prima vittoria in Gran Bretagna. La pista era diversa, le F1 anche. Gli avversari, tolto Fernando Alonso, pure. Da quella vittoria ne sono arrivate altre otto.

Alcune richiamano il dominio incontrastato Mercedes del decennio scorso, la penultima era macchiata dal colpo alla Copse, aveva il sapore della polemica. Quella di oggi è una delle più belle della carriera. Per le condizioni della pista, per i due scrosci in due momenti separati, per la gestione delle strategie e quella delle gomme nel finale, con Verstappen in rimonta furiosa. Inoltre, la vittoria di oggi è epica per lo status mentale dopo due anni e mezzo senza vincere, con gli ultimi giri affrontati probabilmente con un’ansia che Lewis non conosceva da anni. Le vittorie hanno un peso specifico superiore quando non si ha una macchina dominante ed è per questo che, oggi, celebrare il successo di Hamilton è più facile e onesto.

Nessuno avrebbe immaginato, ad inizio stagione, che Mercedes e McLaren sarebbero risalite al punto di contrastare Red Bull. Mentre tutti erano impegnati a seguire come un Grande Fratello gli aggiornamenti della Ferrari, a Woking e Brackley hanno capito dove intervenire e sono intervenuti, senza troppi giri di parole.

Ed è proprio la Ferrari, ora, a mettere un bel punto di domanda tra sé e Lewis. Fino ad ora avevo valutato l’operazione Hamilton-Ferrari solo dal punto di vista della Rossa, con i tanti dubbi che porta con sé la decisione di affiancare il sette volte iridato a Leclerc. Ma, dopo metà 2024, ora la domanda è lecita farsela anche sponda Lewis. Ha preso la decisione giusta? Non ha sottostimato la capacità di Mercedes di risalire o, il tutto, è solo una coincidenza?

Chi lo sa. Forse, oggi non è neanche la giornata giusta per chiederselo. Il 2024 è un po’ la stagione delle sorprese. La prima vittoria di Norris, quella scacciapensieri di Leclerc a Montecarlo, quella che spezza l’incantesimo di Lewis dopo due anni e mezzo. Dopo un 2023 monocorda, ci sta. Questa F1 ha bisogno anche di giornate così.

Immagine di copertina: Media Mercedes

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