Blog | l’Aston Martin AMR26 è il disastro tecnico più fragoroso della Formula 1 moderna

Di: Andrea Ettori
AndreaEttori
Pubblicato il 7 Luglio 2026 - 17:45
Tempo di lettura: 4 minuti
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Blog | l’Aston Martin AMR26 è il disastro tecnico più fragoroso della Formula 1 moderna
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Una situazione forse senza precedenti, soprattutto dopo aspettative altissime

Dieci anni fa raccontavo il fallimento McLaren‑Honda. Allora il problema era chiaro: una power unit inadeguata che trascinava a fondo un progetto che, pur con limiti, non era concettualmente sbagliato. Oggi, invece, mi ritrovo davanti a qualcosa di molto più profondo: Aston Martin ha costruito una monoposto sbagliata in ogni area, e la AMR26 è diventata il caso tecnico più fragoroso della Formula 1 moderna e forse di sempre.

La fotografia più crudele arriva da Silverstone. In un weekend in cui tutte le altre vetture, pur con differenze di competitività, sembrano delle vere Formula 1, l’Aston Martin non lo sembra. Alonso e soprattutto Stroll hanno girato mediamente 4.6 secondi più lenti dei migliori, un abisso che non ha precedenti nella storia recente del team. E i numeri delle qualifiche, con i gap dal migliore, confermano il disastro: 4.395% in Australia, 3.410% in Cina, 4.357% in Giappone, 3.759% a Miami, 3.607% in Canada, 4.577% a Monaco, 5.462% a Barcellona, 5.792% in Austria, 5.393% a Silverstone. Una progressione che non lascia spazio a interpretazioni: la AMR26 non migliora, peggiora.

Il comportamento in curva è la firma del fallimento. Gli onboard di Alonso e Stroll a Silverstone sono impressionanti: la AMR26 non gira, scivola, si scompone, perde aderenza già in ingresso. Quello di Fernando durante la gara, con la vettura di Stroll davanti, è quasi surreale: entrambe le Aston Martin sono letteralmente inguidabili, incapaci di seguire la traiettoria, con un sottosterzo che cresce curva dopo curva. Alonso lo ha detto senza giri di parole: «In alcune curve la macchina era impossibile da guidare». E ha aggiunto che la gestione dell’energia è un disastro: “Quando avremo un pacchetto competitivo, questi errori non potranno più accadere“. La vettura si è persino spenta da sola nel giro di formazione: “Ho provato a riavviare e poi ha funzionato. Dobbiamo capire cosa è successo“. Ma con una macchina così lenta, il problema non ha cambiato il risultato.

Secondo Alonso, però, il disastro non è solo aerodinamico: è anche energetico legato alla PU Honda. La AMR26 non riesce a gestire correttamente la batteria, né a mantenere la potenza nei rettilinei. “In questa Formula 1 non serve talento per sorpassare: basta premere un bottone se hai più energia“, ha detto. E oggi Aston Martin è quella che ne ha meno di tutti. Il motore Honda 2026 paga un deficit stimato tra 35 e 45 cavalli rispetto ai migliori, e questo amplifica ogni limite della vettura. Alonso lo ha spiegato chiaramente: senza una power unit più efficiente, la AMR26 non può vivere. “Il motore nuovo ci darà vita“, ha detto. “È fondamentale per tornare a competere“.

La parte più sorprendente è che Aston Martin sapeva tutto fin dall’inizio. Alonso ha rivelato che la decisione di non introdurre aggiornamenti è stata presa prima dell’Australia. Il team ha preferito non sprecare risorse su un progetto irrecuperabile e concentrare tutto su un pacchetto radicale per l’estate. È qui che nasce la AMR26B, la vettura che debutterà in Ungheria e che rappresenta un vero reset tecnico: peso ridotto, frontale e retrotreno ridisegnati, nuovo fondo, nuove pance, nuova ala anteriore.

Ed è qui che entra in scena Adrian Newey, con la parte più forte e significativa dell’intero caso. Il direttore tecnico ha ammesso pubblicamente che “tutto ciò che poteva andare storto è andato male“. Ha riconosciuto errori concettuali, correlazione disastrosa, peso eccessivo, una piattaforma aerodinamica che non funziona e una vettura che non risponde a nessuna modifica. Ma soprattutto, Newey si è scusato personalmente con Alonso, definendosi “assolutamente colpevole” e chiedendogli di restare nel progetto 2027. Un gesto rarissimo, che fotografa la gravità della situazione e la volontà di Aston Martin di ricostruire tutto attorno a Fernando.

Il secondo tassello arriverà a Zandvoort: il nuovo motore Honda. La casa giapponese ha lavorato su camera di combustione, precamera e lubrificazione per ridurre la frizione interna e recuperare parte del deficit di potenza. “Porteremo molte modifiche importanti“, ha spiegato l’ingegnere capo Shintaro Orihara. È la prima evoluzione sostanziale della power unit 2026 e completa il piano di rilancio: telaio nuovo in Ungheria, motore nuovo in Olanda.

Alonso guarda a queste due gare come al crocevia della sua carriera. “Se dopo l’Ungheria potremo guidare al massimo, avremo un percorso chiaro per il prossimo anno“, ha detto. Il 2027, con Honda pienamente integrata, è il vero obiettivo. Ma se la AMR26B non dovesse funzionare, il futuro di Fernando potrebbe cambiare direzione. Aston Martin, nel frattempo, considera Esteban Ocon il profilo ideale per un eventuale dopo‑Alonso.

Budapest e Zandvoort decideranno tutto. Dieci anni dopo il flop McLaren‑Honda, la Formula 1 si ritrova davanti a un nuovo shock tecnico: la AMR26 è diventata il simbolo di un progetto nato male e peggiorato in ogni fase. La AMR26B e il nuovo motore Honda rappresentano l’ultima possibilità di invertire la rotta. Se funzioneranno, Aston Martin potrà finalmente uscire dal tunnel. Se falliranno, il 2026 resterà nella storia come la stagione più nera mai vissuta dal team di Silverstone e forse di qualsiasi team nella storia di questo sport.

Immagine di copertina: Media Aston Martin

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