Blog | L’Antonellismo: tra sovraesposizione e necessità di tenere i piedi per terra

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 7 Maggio 2026 - 11:00
Tempo di lettura: 3 minuti
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Blog | L’Antonellismo: tra sovraesposizione e necessità di tenere i piedi per terra

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Abbiamo un ragazzo giovane che vince gare. Bene, ma deve anche essere tutelato

La battaglia di Kimi Antonelli non è solo in pista, dove per il momento brilla con tre vittorie consecutive nelle prime quattro gare. Dopo il secondo posto di Melbourne, il nostro pilotino ha infilato tre successi di fila facendo esplodere i media del nostro paese. Non solo ci mancava un pilota vincitore da vent’anni, ma ora ne abbiamo uno con la possibilità di vincere il titolo mondiale e questo manca da quando i nostri nonni erano giovani. Non potrebbe esserci notizia migliore per il nostro movimento e questo è un dato di fatto.

I successi di Kimi, almeno da noi, fanno passare in secondo piano tutte le polemiche sull’irregolarità della Mercedes: per tutto l’inverno si è puntato il dito sulla squadra di Toto Wolff per le sue soluzioni, in primis il rapporto di compressione, e in parte lo si è fatto anche dopo la prima gara vinta, però, da Russell. Poi, come Kimi ha iniziato a vincere, silenzio. È il gioco delle parti, ovviamente, ma anche questo fa capire come funzioni la convenienza.

Kimi, sempre in Italia, risolleva anche gli ascolti, ma qui mi permetto di fare un appunto: la media delle prime quattro gare è di quasi mezzo milione superiore all’anno scorso, ma l’aumento è comunque limitato rispetto a cosa succede quando è la Ferrari ad essere in lizza per le vittorie. I dati sono chiarissimi, soprattutto quelli storici. Quello che voglio dire è questo: con un pilota italiano in lotta per il mondiale, mi aspetterei decisamente di più. Ma evidentemente – sebbene sia un sacrilegio dirlo – l’effetto dei disastrosi regolamenti 2026 è più penalizzante dell’entusiasmo per Kimi. Prendete il tennis: da quando Sinner vince ripetutamente gli ascolti non sono aumentati, si sono letteralmente moltiplicati.

Un fronte importante sul quale bisogna fare attenzione è quello mediatico. Già l’anno scorso Kimi era richiesto da tutti per il solo fatto di essere un pilota italiano titolare in F1 dopo tanto tempo, in più in un team di rilievo come Mercedes. Ora che arrivano le vittorie, la questione è diventata ancora più importante. Toto Wolff ha detto chiaro e tondo che è preoccupato per l’attenzione che Kimi sta ricevendo soprattutto da parte dei media italiani; i quali non stanno nella pelle e cavalcano l’onda come non succedeva da secoli.

Probabilmente qualcuno vede in Kimi un potenziale nuovo Valentino Rossi in termini di mediaticità, rilevanza e “ritorno” per gli stessi media, anche se bisogna ricordare che parliamo di personaggi molto diversi. Valentino, a 19 anni, era letteralmente già una star con un titolo in tasca e aveva un “suo” movimento (oltre che un carattere molto stravagante) che lo poneva già in modo autoritario di fronte alle telecamere. Kimi appare ancora come un semplice ragazzo, acqua e sapone, catapultato nel mondo della F1 saltando tappe di carriera come la F3. Le tre vittorie di fila sono segno che, dopo un primo anno di alti e bassi, ha iniziato a trovare la quadra, ma i rischi della sovraesposizione ci sono tutti ed è responsabilità di tutti coloro che gli ruotano attorno tutelarlo.

Anche perché, come spesso succede, in un mondo dell’informazione che corre velocissimo bastano un paio di gare no per aprire gli armadi dei fantasmi. Anche qui, l’esempio di Sinner calza a pennello, con critiche ridicole che gli sono state portate nelle rare occasioni in cui non ha reso quanto ci si aspettava. Sarebbe intelligente non ripetere gli stessi errori con Antonelli, esaltando nel modo corretto le sue vittorie, non esagerando con le critiche quando ci saranno degli errori pur sottolineandoli (la Sprint di Miami è stata negativa, ad esempio) non chiamando in causa nomi leggendari con i quali confrontarlo – come Senna e affini – e magari evitando, almeno per ora, di dipingerlo come una specie di supereroe venuto da un altro pianeta.

La storia è ancora tutta da scrivere. Ma va scritta nel modo giusto, soprattutto per rispetto nei confronti di un ragazzo giovane come Kimi.

Immagine di copertina: Media Mercedes

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