Blog | La Rossa, il Sogno e il grande Incubo

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 24 Novembre 2025 - 13:45
Tempo di lettura: 3 minuti
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A Las Vegas, per Hamilton, non gira niente neanche per fortuna. E il rischio è di essere ripreso da Antonelli in campionato

Onestamente avrei voluto tenermi questo titolo per la fine della stagione ma, quanto successo a Las Vegas, mi ha fatto cambiare idea. Ne troverò un altro. D’altronde, qualsiasi cosa dovesse succedere nelle ultime due gare (e presumibilmente non succederà) non potrà scalfire in positivo una delle stagioni più brutte mai viste per un pilota della Ferrari al debutto, con l’aggravante che si parla di uno dei due sette volte iridati della storia.

La gara della Strip, semmai, è servita a chiarire verso quale lato del box – e sempre in privato, lo ripeto – sarebbe stato sensato usare determinate parole da parte del Presidente Elkann un paio di settimane fa. Se non fosse che il pilota in questione è stato proprio dal Presidente cercato e voluto, sulla base di un’evidente disattenta o superficiale analisi della situazione del triennio 2022-2024.

Zero podi, molteplici esclusioni in Q1/Q2, passo genericamente mai lontanamente vicino a quello di Leclerc (che doveva imparare da lui, ricordiamo), errori in pista, tre volte a fine gara dietro una Sauber (sempre quella di Hulk, tra l’altro), dichiarazioni pubbliche a tratti sconcertanti che, in altri tempi, avrebbero prodotto reazioni molto più dure da parte della dirigenza.

È vero, qui vi avevamo avvertiti ripetutamente del fatto che l’avventura sarebbe stata molto più difficile del raccontato. Ma, onestamente, mai avrei pensato una situazione del genere. Cerchiamo di essere onesti: se sostituiamo a “Lewis Hamilton” il nome di una qualsiasi seconda guida, il risultato sarebbe comunque negativo e negarlo non è buona cosa.

Il titolo cita l’incubo, una delle tante parole che lo stesso Lewis ha pronunciato in una delle sue tante dichiarazioni disfattiste della stagione. Partendo da “Succedono cose dietro le quinte” fino a “Forse la Ferrari dovrebbe cambiare pilota” e “Qualsiasi cosa faccia è sempre peggio” non si è mai visto un pilota di questa portata lasciarsi andare a certe dichiarazioni. Come se si sentisse anche abbandonato a se stesso, cosa alla quale non è mai stato abituato: anzi, semmai è vero il contrario.

Eppure Lewis, che di esperienza ne ha, aveva tutte le possibilità per conoscere l’ambiente Ferrari e chiedere ad alcuni diretti interessati un parere autorevole. Fernando Alonso è ancora in pista, con Sebastian Vettel basta scriversi. Molti sono gli aneddoti di pressioni e richieste negate ai tempi di uno e dell’altro, che hanno portato alla lunga a logorare il rapporto con la Rossa.

Qui, invece, sembra che il rapporto – al di là di quattro foto marchettare e della festa di Piazza Castello – non sia proprio mai partito. Umanamente può dispiacere e, tendenzialmente, sono uno che cerca sempre di capire anche la parte “psicologica” alle spalle di un momento difficile. Vero è, altrettanto, che questa situazione non poteva non essere prevista o messa quanto meno in conto.

Se ci siamo arrivati noi, che contiamo zero, vorrà pur dire qualcosa. Ed è, ad oggi, tremendamente difficile immaginare un ribaltamento della situazione nel 2026. Perché qui non si tratta di traccheggiare una stagione in attesa di tempi migliori. Questa situazione è immensamente più grave, quasi di rigetto. Una di quelle dalle quali è davvero difficile uscire.

Immagine di copertina: Media Ferrari

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