Blog | La morale di Damon Hill su Briatore e i “non ricordo” del processo Senna

Blog | La morale di Damon Hill su Briatore e i “non ricordo” del processo Senna

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Tempo di lettura: 2 minuti
di Alessandro Secchi @alexsecchi83
26 Giugno 2024 - 18:20
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Il campione ’96 ha criticato il ritorno di Briatore con un ruolo attivo nel Circus. La morale è rispettabile, ma il passato è sempre alle spalle

Il ritorno di Flavio Briatore in F1 ha suscitato più di una reazione all’interno del Circus. Tra queste ce n’è una che ha del particolare ed arriva da Damon Hill. L’iridato del 1996 non ha badato a parole nel definire il nuovo (o meglio, di ritorno) consulente Alpine come uomo che non si preoccupa delle regole, abituato insomma a cercare di trarre il massimo da ogni situazione – a qualsiasi costo – definendosi stranito, deluso da questo rientro in pompa magna.

Il parere di Hill è quello di una mosca bianca all’interno del Paddock, nel quale invece il ritorno del manager piemontese è avvolto da un tappeto di lodi, quasi di riverenza nei suoi confronti. Come avevo già scritto qualche giorno fa, il mondo della F1 è abituato da sempre a questo genere di situazioni: si pronunciano belle parole e poi, sotto sotto, ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio.

Quando si critica una situazione bisogna stare sempre attenti ad averne i gradi sufficienti: il discorso di Damon Hill può anche essere moralmente rispettabile, condivisibile. Viene però da una persona, prima di un pilota, il quale ha avuto l’occasione per fare emergere una grande verità e si è nascosto dietro i “non so” e i “non ricordo”. Per chi è giovane e non coglie il riferimento, si parla del processo Ayrton Senna, nel quale Hill fu chiamato quale testimone di lusso nel giugno 1997 per parlare di quanto successo ad Imola nel 1994, quando era compagno di squadra di Ayrton sulla FW16.

Quei “non so, non ricordo” (se ne contarono quasi 30) sono ancora qui a distanza di quasi trent’anni con il loro peso. Ciò che fa sorridere è che, ancora oggi, qualcuno indica Damon Hill come il vero campione del 1994 per lo scontro di Adelaide.

Chissà come sarebbe stato andare a processo da campione iridato del 1994, testimoniando sistematicamente di non ricordare cose, situazioni, dettagli di appena tre anni prima sulla morte del suo compagno. Amnesie improvvise, durate il tanto che basta.

Belle le morali. Quando si possono fare.

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