Blog | La gara di Lecuona e le domande (d’obbligo) sul vero livello della SBK

Di: Tommaso Pelizza
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Pubblicato il 9 Giugno 2026 - 15:00
Tempo di lettura: 3 minuti
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Blog | La gara di Lecuona e le domande (d’obbligo) sul vero livello della SBK

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Durante l’inverno in tanti si sono interrogati del livello della SBK attuale, ma forse Lecuona ha cominciato a far cambiare idea a tanti

“Ma allora sei sano” diceva Checco Zalone ad un giovanissimo Robert Dancs (interprete del figlio Nicolò) nel cult “Sole a Catinelle”. Lo stesso si potrebbe dire pensando alla domenica di Lecuona nel GP d’Ungheria, che ha dato la dimostrazione che il talento della SBK forse non è poi così carente come si potrebbe credere.

Quello che questo pilota è riuscito a fare, seppur su una Ducati ed una pista che più sposa lo spirito delle derivate, è incredibile nonché simbolo del suo talento provato e riprovato anche dalle prestazioni che sta offrendo nel suo campionato di competenza.

È vero che, sino ad ora, Bulega ha vinto sempre e comunque, ma anche che lo stesso Lecuona gli abbia tenuto testa mettendoci anche poco ad arrivare attorno al suo livello (che, personalmente, ritengo impareggiabile al momento). Non era così scontato che un pilota in arrivo da questa griglia, che non correva da un po’ di tempo su una MotoGP e con queste gomme, facesse così bene e mettendosi così tanto in mostra. E proprio ripensando anche alle gare dell’anno scorso di Bulega, oppure alle wildcard passate a Sepang di Iannone e Bautista, le aspettative sono state superate di netto. Alla prima occasione (e su una moto con possibilità di competere più alta) Iker non ha sbagliato, portando a casa al massimo delle proprie possibilità il suo compito e stupendo tutti. Ricordiamoci soprattutto lo scetticismo generale quando abbiamo visto l’annuncio della sua scelta, da parte di Gresini, per il weekend!

Risultati alla mano piloti più esperti come Jack Miller, Brad Binder e Franco Morbidelli (soprattutto, visto che si tratta anch’egli di alfiere Ducati) sono arrivati alle sue spalle con margine, il che dice molto sia sul suo talento, che sulla sua gara in generale.

È immancabile anche il lato what-if, palesatosi in me dopo la bandiera a scacchi ripensando a quello che fu l’epilogo della sua avventura in MotoGP: durata forse troppo poco e conclusasi in maniera incredibilmente amara. Lecuona ha dimostrato quel che probabilmente avrebbe potuto sfoggiare se gli fosse stato dato più tempo: due anni, in una situazione tecnica come quella in cui si trovava al tempo Tech3, sono decisamente stati troppo ridotti.

È un fuoco di paglia? Non lo so. È stato fantastico vederlo? Assolutamente si.

La griglia Superbike è troppo sottovalutata?

Ed ora arriviamo al punto nevralgico del discorso: la tanto bistrattata Superbike ha, di nuovo, salvato la baracca. Una volta si trattava quasi di un avvenimento come un altro, ma ora è giusto che gli venga riservato il suo spazio. In questa era delle corse di moto soprattutto, le differenze tra i prototipi e le derivate di serie sono abissali (chiedere a Toprak per questo) e performare su una MotoGP richiede un livello d’adattamento e di preparazione fisica fuori dal comune. Se sfiancano chi ci corre abitualmente, figuriamoci chi proviene da filosofie totalmente opposte.

Guardando la griglia del mondiale SBK, poi, ci troviamo davanti figure che nel Motomondiale ci hanno passato anni, anche da vincenti. Già solo prendendo come esempio il duo BMW e Lecuona stesso, parliamo di piloti dal talento estremo e non ho bisogno di spiegare ulteriormente il perché; lo hanno già fatto loro, abbastanza. Ma anche guardando a figure come Garrett Gerloff, chiamato più volte da Yamaha in aiuto per sostituire piloti malati o infortunati, vediamo che la loro nobile figura in MotoGP l’avevano fatta, seppur senza essere mai in primo piano.

Che se ne dica o meno, forse è stato commesso, di nuovo, l’errore di sottovalutare le possibilità di chi ritorna o proviene dalla Superbike e, dal mio punto di vista, spero che prestazioni di questo tipo possano far ricredere tanti appassionati (e addetti ai lavori) riguardo a questo pensiero divenuto ormai troppo comune.

Parliamo di meno degli incidenti in partenza e delle dinamiche di un team e riserviamo più spazio a gare come quelle di Lecuona.

Chioso dicendo come ho fatto altre volte con altri piloti: un applauso ad Iker Lecuona!

Media: Gresini Racing

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