Blog | In realtà, i premi di Monza, un’attinenza con la F1 ce l’hanno eccome

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 3 Settembre 2026 - 13:00
Tempo di lettura: 2 minuti
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Blog | In realtà, i premi di Monza, un’attinenza con la F1 ce l’hanno eccome
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Criticatissimi e presi in giro sui social, ma i trofei per il GP d’Italia rappresentano alla perfezione la F1 d’oggi

Sono due giorni che ci penso e, dopo la confusione iniziale, ho avuto l’illuminazione. I premi che verranno consegnati sul podio del GP d’Italia hanno sicuramente avuto la loro cassa di risonanza, anche se probabilmente non quella attesa. La composizione commissionata da Pirelli sta riscuotendo critiche un po’ ovunque – basta fare un giro sui social – per la sua poca attinenza oggettiva con il mondo della F1. Però attenzione: qui è necessario porci una domanda. Di quale attinenza e di quale F1 parliamo? Perché dipende tutto dall’angolo dal quale si vedono le cose. E, appunto, ho capito…

Perché produrre trofei che rappresentano la F1 dei bei tempi, quella che noi vecchi tromboni ricordiamo con larga dose di nostalgia, se è l’odierna F1 per prima a non rappresentare se stessa? Pensateci bene: questi premi sono l’esatta rappresentazione del Circus odierno, completamente dissociato da ciò che era una volta e lo rispecchiano alla perfezione. D’altronde a Monza, il “Tempio della velocità”, vedremo in tutta la sua magnificenza le potenzialità di questo regolamento. Prendete bene nota delle velocità degli anni passati alle varie frenate e aspettate di essere stupefatti da ciò che vedrete in questo weekend.

Ma delle cose di pista, alla fine, cosa importa? Niente. Settembre è già omologato con l’ennesima intervista di Domenicali, il quale ricorda che le critiche ormai stanno a zero e ci stiamo divertendo con questo mondiale fatto di superclipping e GP di nazioni che si corrono in altre nazioni ma a migliaia di chilometri di distanza. Perché il GP di San Marino a Imola era una cosa, ma quello del Bahrain a Sepang fa ridere i polli.

E poi i sold out che lasciano il tempo che trovano (parliamo degli ascolti in USA dopo il passaggio ad Apple?), le experience, le attivazioni, i DJ set anche in bagno, gli/le influencer (che ti mandano diffide legali se le critichi su contenuti imbarazzanti) e tutto un Circo, nell’accezione più negativa possibile del termine, che rende purtroppo Monza il top degli eventi da evitare se vuoi concentrarti solo sullo sport; quella cosa che dovrebbe essere la prima a contare ma è ormai messa lì in un angolino, ad interessare ormai solo ad una cerchia ristrettissima di integralisti.

Ma tanto, come dice qualcuno, la F1 deve fare concorrenza al cinema e ai teatri. Ben vengano quindi le fiction: ah no, ce n’è già una su Netflix da otto anni.

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