Verstappen torna ad essere il nemico pubblico, da bastonare perché in difficoltà e l’unico, con Alonso e Sainz Sr., a dirci come la F1 è stata deturpata
Era praticamente da metà 2024 che non si attendeva altro che vedere Max Verstappen in difficoltà, per ricominciare con le solite tiritere sul suo valore e sul valore effettivo delle sue vittorie. Il weekend della Cina è stato, da questo punto di vista, piuttosto imbarazzante: sin da inizio weekend, con una RB22 messa oggettivamente malino, ci si è lanciati nell’accusare l’olandese di remare contro la propria squadra, di essere contrario a questo regolamento solo perché la sua monoposto non sarebbe all’altezza degli altri top team e di essere, anche, più lento del suo nuovo compagno di squadra Isack Hadjar. Peccato che la realtà, come spesso accade, sia diversa dalla narrazione dominante, ed è anche piuttosto facile dimostrarlo.
Parlando del puro aspetto sportivo, Verstappen si è qualificato davanti ad Hadjar nella Sprint e gli è arrivato davanti, 9°, nonostante una partenza pessima, che l’aveva fatto finire in 20a posizione alla prima curva. Alla ripartenza dalla Safety Car era 14° e, in tre giri, ha guadagnato cinque posizioni. Nelle qualifiche del sabato si è posizionato ancora davanti al compagno, anche se di poco e in gara, dopo un problema in griglia, un’altra partenza pessima e un altro recupero, era risalito fino al sesto posto alle spalle di Bearman prima di essere lasciato a piedi dalla monoposto. Chi ha visto Hadjar meglio di lui durante il weekend ha, quindi, visto un altro evento. Va da sé che le partenze pessime sono colpe se sono sue e sono colpa dei regolamenti se capitano ad altri.
Ora passo al “Si lamenta perché non vince”. Più volte, parlando di questo regolamento degno di una Playstation comprata su Wish, abbiamo ricordato che se c’è stato un pilota che ha criticato in anticipo e ha avvertito dei possibili problemi – soprattutto dal punto di vista sportivo – è stato proprio Verstappen. E la tempistica delle sue critiche smonta completamente la tesi secondo cui si lamenterebbe ora perché non si trova davanti. La famosa conferenza stampa nella quale parlò per primo delle simulazioni con queste monoposto risale infatti al Gran Premio d’Austria del 2023, in una stagione nella quale l’olandese vinceva praticamente ad occhi chiusi. Lo stesso è accaduto anche l’anno scorso, quando si trovava a inseguire le McLaren nella corsa al titolo mondiale.
Da questo weekend emerge però una verità lampante: molti dei complimenti fatti a Max nel corso delle ultime due stagioni erano probabilmente solo un atto di convenienza, perché non si poteva fare altrimenti. L’olandese, infatti, ha letteralmente tenuto in piedi mediaticamente due campionati quasi da solo, evitando che diventassero di una noia assoluta mentre la sua squadra si stava sciogliendo al sole. Senza il Verstappen della seconda metà 2024 e del 2025, McLaren avrebbe fatto incetta di mondiali con largo anticipo e questa non può essere solo un’opinione. Il dietrofront di molti media era sospetto e, infatti, alla prima difficoltà si è tornati sul binario iniziale. Eticamente, tutto questo è di livello molto basso, sempre che l’etica sia ancora un valore e non una colpa.
Come ho sempre detto – e continuo a ripetere, anche a costo di risultare noioso – la coerenza dovrebbe essere un valore fondamentale quando si rappresenta un media e si ha il privilegio di raccontare uno sport. Non posso tollerare che lo stesso pilota venga prima esaltato e poi massacrato esclusivamente sulla base della convenienza. Il giudizio dovrebbe restare sostanzialmente coerente nel tempo e, semmai, arricchirsi con gli anni di carriera. Se invece, ogni volta, si sfruttano le debolezze o i successi di un pilota solo per convenienza narrativa o personale, allora qualcosa non funziona.
Fa poi sempre sorridere vedere come Max sia stato massacrato da persone che, nello stesso tempo, esaltano e piangono figure come Senna per citarne uno: gente che in pista era ben peggio dell’olandese in quanto a malizia e cattiveria agonistica. E non sto criticando, anzi, da buon vecchio apprezzo sempre. Naturalmente ognuno è responsabile di quello che dice e scrive, e su questo non c’è alcun dubbio. Passare però dai fiori al letame nell’arco di quattro mesi non è il massimo della vita. E, soprattutto, si nota.
È una difesa, questa, nei confronti di Verstappen? Incidentalmente, ma mi piace pensare che sia più una difesa della coerenza e dei veri valori della F1, sui quali in pochi (lui, Alonso, Carlos Sainz Sr) stanno combattendo e ai quali va la mia più completa stima. Un consiglio a Max, però, lo voglio dare: darsi un tempo per decidere cosa fare del suo futuro. Vederlo fuori dalla F1 sarebbe un dispiacere e un grande danno che, a questo punto, qualcuno meriterebbe anche. Vedremo.
Immagine di copertina: Media Red Bull
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