Blog | Il numero di sorpassi non sarà mai l’indicatore dello spettacolo

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Tempo di lettura: 2 minuti
di Alessandro Secchi @alexsecchi83
29 Maggio 2024 - 13:00
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La quantità non può mai essere confusa con la qualità. Neanche nei sorpassi nel Motorsport

Il Gran Premio di Las Vegas del 2023 ha totalizzato il doppio dei sorpassi degli ultimi cinque Gran Premi di Monaco messi insieme, 82 contro 41. È una delle statistiche che girano in questi giorni per cercare di dimostrare quanto Montecarlo sia ormai obsoleta, inutile, arcaica, sostituibile e magari da sostituire da subito con un’altra cattedrale del DRS.

Spiace dover tornare sull’argomento ma, se si ragiona così, non si va da nessuna parte. Nessuno sta dicendo che la gara di qualche giorno fa sia stata esaltante, sia chiaro. Eppure il motivo sta per lo più nella bandiera rossa, che ha permesso a tutti di smarcare subito il cambio obbligatorio. Tutto il resto (il passo, la mancanza di sorpassi, i trenini, l’ordine all’arrivo uguale alla griglia per i primi 10) ne è stato una conseguenza.

Non scadiamo nel tranello, ampiamente reclamizzato, che il numero dei sorpassi determini lo spettacolo, perché si tratta della più grande fuffa legata al Motorsport. La storia è piena di gare noiose, con pochi sorpassi ma non per questo meno intense di eventi nei quali rettilinei chilometrici e larghi 20 metri permettono cinque sorpassi al giro. Perché, quando si parla di azioni che si chiudono ancora prima della staccata, non stiamo parlando di sorpassi ma di scambi di posizione quasi fisiologici.

Il sorpasso è un’arte: la quasi totalità di quelli che vediamo non lo sono da tanti anni. Per assurdo, la penalità ad Ocon di domenica nasce da un sorpasso vero, purtroppo non portato a termine per pochissimo. Anche questo sarebbe un elemento da affrontare.

Sostenere che tanti sorpassi siano indice di spettacolo è una baggianata venduta ad arte per far credere che sia così. Prendere ad esempio la Indy500 per sminuire Monaco, come è stato fatto in questi giorni, è direttamente malafede. Nessuno scambio di posizione con il DRS potrà superare l’intensità di un sorpasso studiato, tentato, ritentato e riuscito dopo giri di attesa.

Si tratta di un concetto difficile da far capire dopo 14 anni di DRS e il pompaggio dei numeri, come se la quantità fosse sinonimo di qualità. Se non altro, chi è più vecchio ha la fortuna di esserci stato quando non c’era bisogno di vendere troppo fumo per tirare avanti.

Immagine di copertina: Media Red Bull

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