Il nome e l’albo d’oro rimarranno come due unici elementi a ricordare le origini di questo sport, deturpato nelle radici e negli intenti
La Sprint Qualifying introdotta, inizialmente, come surrogato della qualifica, l’alternanza dei tracciati in calendario e il sorgere di eventi più utili a spennare i VIP che a creare spettacolo in pista erano già state discrete avvisaglie della direzione intrapresa da Liberty Media con la F1. Ma irridere l’intelligenza di chi ha a cuore questo sport, facendo capire che le gare potrebbero diventare più corte per motivazioni ridicole come “i giovani si annoiano” per un evento di un’ora e mezza e “guardano di più gli highlights”, va ben oltre la soglia dell’irricevibile.
Per un bene, fino ad ora, mantenuto a forza con questo sport, abbiamo sopportato di tutto da quando gli americani hanno preso il potere. Abbiamo accettato un nuovo logo, abbiamo accettato la scientemente voluta sostituzione del pubblico, con l’ingresso di flotte di persone agganciate con tutto tranne che lo sport tra social, moda, soap opera ridicole spacciate per grandi produzioni and so on.
I media stessi hanno accettato senza batter ciglio la riduzione dei posti a disposizione in sala stampa e l’esilio in container con vista terra per far posto a vip e influencer che, a malapena, sono coscienti di quante ruote è composta una monoposto. Ora dobbiamo sentir dire che la F1 si deve piegare ed abbassare al livello del pubblico che lei stessa si è creata.
In otto anni Liberty Media ha smantellato l’anima della Formula 1, trasformandola da massima espressione del motorismo duro e puro, pur coi suoi difetti ma ancora con un filo conduttore, a centro commerciale per brand, vip e Wanna Marchi del web, che non hanno nessuna passione per i valori che questo sport incarnava prima che la banda dell’asset ne assumesse il controllo.
Sentir anche solo parlare dell’ipotesi di valutare una riduzione della lunghezza delle gare fa letteralmente impazzire, perché fa capire ancora una volta in più quanto, contrariamente alle belle parole, non ci sia alcuna intenzione di rispettare tutto quello che la F1 è stata fino al 2017. A colpi di accetta, i signori negli States hanno deciso di smantellare tutto e sostituire con un surrogato di pessimo gusto che possa solamente soddisfare i propri interessi aziendali.
Più Sprint, griglie invertite, gare alternate, riduzione della lunghezza gare, numero di pit stop variabile in base alla pista. Una alla volta, tutte le colonne portanti di uno sport iniziato nel 1950 stanno subendo quella che viene chiamate in gergo “demolizione controllata”. L’obiettivo è sempre più chiaro. Abbassare sempre più il livello per fare entrare sempre più potenziali consumatori. Perché di questo si parla, non di tifosi né di appassionati.
Le sommosse popolari contro il rinnovo di Miami al 2041, l’uscita di Imola e il potenziale (?) accorciamento delle gare ci insegna una cosa: che quando Liberty Media dice che “il pubblico vuole qualcosa” parla in realtà di se stessa. Lei vuole più Sprint (e più soldi dalle TV), lei vuole più azione in pista, lei vuole tutto questo; non chi ama ancora la Formula 1. E, onestamente, non mi interessa nulla del nuovo pubblico tirato su a cagnolini, reel e tiktok. Mi spiace ma non mi interessa il parere di chi non ha un minimo di competenza, anche per colpe non sue.
A questo punto, però, si abbia il coraggio di fare 31, visto che al 30 ci siamo arrivati da tempo. Perché è facile usare il nome della F1, la sua immagine di sport storico, per radere al suolo tutto quello che ne sta alle spalle. Si cambi nome a questa categoria, si chiuda l’albo d’oro e se ne apra uno nuovo, in modo da far cadere anche gli ultimi tabù e sentirsi, finalmente, moralmente liberi di eliminare tutte le prove libere e far disputare sei gare a weekend, due per giornata e con tre griglie invertite. Così da avere tutto il casino che si vuole per un pubblico ormai allevato ad un disagio mai visto in 75 anni.
Facile approfittare della storia per i propri interessi. Si faccia quel 31 e poi vediamo chi resta. O, forse, si ha paura di togliere anche l’ultima maschera rimasta?
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