Blog | Honda vibra, Aston Martin balla e Alonso fa stretching: la nuova era che non doveva andare così

Di: Andrea Ettori
AndreaEttori
Pubblicato il 15 Marzo 2026 - 17:15
Tempo di lettura: 2 minuti
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Blog | Honda vibra, Aston Martin balla e Alonso fa stretching: la nuova era che non doveva andare così

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La sensazione che il binomio Honda–Aston Martin potesse trasformarsi in una riedizione, aggiornata ma non migliorata, del disastroso matrimonio Honda–McLaren del 2015 era già emersa nei test del Bahrain. Tra cambi continui di power unit e componenti, velocità imbarazzanti per gli standard della F1 e una lunga lista di problemi, era evidente che la nuova, e bellissima almeno esteticamente, AMR nata sotto l’ombra del “genio” Adrian Newey non avrebbe avuto vita semplice.

Il nodo principale, però, è diventato presto quello delle vibrazioni del motore giapponese, un problema talmente serio da condizionare fin da Melbourne la guida di Alonso e Stroll. Oltre alla mancanza di parti di ricambio, dettaglio che per un team ufficiale con motorista ufficiale fa quasi sorridere, i due piloti non potevano sostenere un tempo di guida normale a causa delle sollecitazioni fisiche generate dalla PU. Un limite non secondario, mitigato solo dal poco chilometraggio accumulato per via della scarsa affidabilità.

A Shanghai, però, si è superato il confine del grottesco. Stroll si è fermato nuovamente per problemi tecnici mentre Alonso, dopo una partenza da leone (unico punto in cui il motore Honda sembra funzionare, proprio come nel 2015), ha iniziato la sua lenta discesa fuori dalla top 10. Fin qui, nulla di sorprendente. Poi è arrivato il momento “teatrale”: il saluto ironico a Pérez mentre la Cadillac lo sverniciava in rettilineo. Un gesto simpatico, certo, ma anche l’ennesima frecciata mediatica di Fernando verso Honda.

Il vero campanello d’allarme è arrivato qualche giro dopo, quando Alonso ha tolto le mani dal volante per cercare di rilassare dita e avambracci, messi sotto stress da vibrazioni degne di un vecchio Landini Testa Calda. Un’immagine che va oltre la critica sportiva: è un segnale di difficoltà tecnica e fisica che non può essere ignorato.

Ed è qui che nasce una domanda inevitabile: come può la AMR26 superare le verifiche tecniche FIA se il livello di vibrazioni è tale da compromettere la guida e la sicurezza del pilota? È un mistero della fede, l’ennesimo, in una stagione che per Aston Martin e Honda sta assumendo i contorni di una disgraziata odissea motoristica.

Immagini: F1

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