Blog | F1: annunciato Obsession 2, l’attore protagonista sarà Charles Leclerc ed il suo amore malato per la Ferrari

Di: Alyoska Costantino
AlyxF1 alyoska.and.myself
Pubblicato il 4 Giugno 2026 - 17:00
Tempo di lettura: 6 minuti
Condividi su
Blog | F1: annunciato Obsession 2, l’attore protagonista sarà Charles Leclerc ed il suo amore malato per la Ferrari

RICEVI LE NOTIFICHESEGUICI su GOOGLE

Home  »  BlogNuvola Alyoska

Mercoledì è arrivato l’annuncio ufficiale rinnovo di Leclerc con la Ferrari. Ha ancora senso alimentare questo “rapporto tossico”?

Per chi ha un minimo di passione cinefila ed è amante del genere horror saprà che, recentemente, esso ha cominciato a vivere una seconda giovinezza. Dopo anni di buio (non quello delle scene nei film, ma inteso come crisi del settore cinematografico dell’orrore), finalmente stanno cominciando ad uscire pellicole d’alta qualità, in cui la componente della tensione ed il genuino brivido dato da essa stanno rimpiazzando la più banale e scontata tecnica del jumpscare continuo.

Tra i vari esempi illustri del periodo, quali Nosferatu, The VVitch, Backrooms e Weapons, un’altra perla recentissima (uscita nelle sale italiane tre settimane fa) è quella di Obsession. Il film racconta la storia di un ragazzo, Bear, che esprime come desiderio di essere amato perdutamente da Nikki, la sua migliore amica per cui ha sempre provato qualcosa. Il desiderio, tuttavia, finisce per avere conseguenze catastrofiche su di lui, su tutti i suoi cari e su Nikki stessa.

Questo piccolo preambolo mi sembrava più che necessario per introdurre, ai meno avvezzi di horror o anche solo di cinema, la bloggata di oggi dedicata a Charles Leclerc. E visto che lo scorso anno anche la F1 è entrata nel campo cinematografico con F1: The Movie, in cui Brad Pitt recitava da attore protagonista, a qualcuno potrebbe venire in mente l’idea brillante di girare uno spin-off di Obsession dedicato al pilota monegasco e al suo rapporto, al limite del tossico, con la Scuderia Ferrari. Tanto, in termini orrorifici, non siamo troppo lontani da quanto visto sul grande schermo.

Le mie sono chiaramente delle provocazioni, però non penso di star esagerando nel pensare che Leclerc, nel rinnovare per un altro lasso di tempo indefinito con Ferrari, abbia compiuto una scelta davvero controproducente per la sua carriera e per ciò che potrà ottenere in termini di palmares.

Il “Predestinato” (oramai nessuno usa più questo soprannome, chissà perché), dopo quasi otto stagioni in Ferrari, conta all’attivo appena otto vittorie in carriera, 27 pole position e 52 podi, numeri oggettivamente ridicoli a fronte del talento che il pilota monegasco rappresenta, dai più considerato come il secondo migliore in griglia alle spalle di Max Verstappen e, per alcuni, addirittura alla pari del pilota olandese.

La mancanza di un palmares più ricco è sicuramente da ricercare, più che nelle qualità del #16 (comunque autore di diversi errori e passi falsi fino al 2023, non va dimenticato), nelle mancanze tecniche e non solo di Ferrari, che in questi sette anni non è mai stata capace di fornire a Leclerc una vettura competitiva per tutta la durata di una campagna iridata. L’unica eccezione va ricercata nel 2022, ma nonostante tutti i se e i ma che si possano identificare in quell’annata, la F1-75 di quell’anno iniziò il campionato come miglior vettura e lo terminò come terza macchina in griglia, in termini di prestazioni.

A ciò vanno aggiunti tanti altri elementi che completano un quadro tutt’altro che roseo di ciò che è stata l’avventura di Leclerc in Ferrari finora. Errori strategici, mancanza di comunicazioni adeguate col muretto box, scelte sui compagni di squadra da affiancargli discutibili ed un ruolo di capitano del team che, pur meritandolo, a Charles non è mai stato completamente cucito addosso dalla Casa di Maranello.

Tutto ciò, almeno da fuori, non ha mai intaccato l’amore per la “Rossa” che Leclerc prova sin da bambino, un atteggiamento sicuramente lodevole e che merita il massimo del rispetto per la resilienza che il monegasco dimostra, ma che oramai ha superato già da un bel po’ la soglia del masochismo più sfrenato.

Dopo quasi otto annate, infatti, il monegasco non avrebbe più nulla da dimostrare agli altri, alla Ferrari e a sé stesso. Leclerc ha mostrato una devozione quasi religiosa alla causa, per un marchio che, spiace dirlo, è l’ombra di sé stesso per quanto riguarda sia la parte sportiva che quella commerciale (indipendentemente da quante Ferrari Luce verranno prodotte).

E’ soprattutto questo elemento che mi perplime: potendo vivere “dall’interno” l’avventura in Ferrari, trovo a dir poco paradossale che Charles non si stia accorgendo che la Ferrari di cui si è innamorato, quella intenta a vincere e che era pronta a tutto per farlo, sia nel fallimento che nel successo, è un lontano ricordo. Non è tanto il digiuno di titoli che mi fa dire questo (basti pensare come quello in corso non sia ancora il digiuno più lungo nella storia del Cavallino Rampante), quanto più l’atteggiamento spocchioso ed arrogante che i piani alti mostrano a più riprese, anche quando non ci sarebbe un bel nulla di cui vantarsi.

Potrei capire l’amore di Charles per la Ferrari, ma non riesco a comprendere l’amore di Charles per questa Ferrari. Non più una Casa che punta a sfornare le migliori automobili al mondo per la strada e la pista, ma un brand focalizzato interamente sul guadagno commerciale, sul profitto, sul seguire i trend, sul gonfiare i freddi numeri. Un guscio povero, svuotato di tutta quella passione che spinge Leclerc a dare ancora della fiducia (probabilmente mal riposta) a questa realtà.

E’ per questo che parlo, e lo dico da diversi anni, di amore tossico quando penso alla coppia Leclerc-Ferrari. Tutto l’apprezzamento sbandierato e comprovato dal pilota non viene ripagato dagli sforzi della squadra e, col fratello di Arthur ormai prossimo ai trent’anni, la sensazione è che l’attimo sia stato già perso, figuriamoci dopo il rinnovo annunciato durante questa settimana. Andrea Kimi Antonelli è già esploso, altri giovani in futuro arriveranno ed il momento del “Predestinato” potrebbe non arrivare mai.

Quando si parla di Leclerc nel presente, molti compiono il paragone direttamente con Jean Alesi, grande amico di Charles e con cui condivide molti tratti caratteriali, su tutti l’amore per il Cavallino Rampante. Tuttavia, non nascondo di avere un parere contrario in merito e di pensare che la figura e la considerazione di Alesi, nel corso del tempo, siano state plasmate a piacimento a fronte di quello che è stato il sodalizio tra il pilota di Avignone e la Casa di Maranello. Anche nel caso di Jean è stato raccolto decisamente meno di quanto sarebbe stato possibile fare e, a conti fatti, se le decisioni del francese fossero state diverse ai suoi inizi in F1 (leggasi “andare in Williams”), oggi si potrebbe parlare di Alesi come di un campione del mondo.

Considerando anche la differenza di talento tra l’ex-pilota e l’attuale ferrarista, è lecito pensare che questo traguardo, per il monegasco, sarebbe stato ancora più alla portata se si fosse sganciato dalla Scuderia molto prima. Perciò, ai tifosi di Leclerc che ammirano le gesta del #16 in pista a bordo della Ferrari, vorrei chiedere questo adesso: e se questa storia non avesse il lieto fine tanto desiderato da Charles?
Se davvero il titolo sulla “Rossa” non arrivasse mai, quale sarebbe il primo pensiero che vi verrebbe in mente?
La contentezza per aver potuto vedere questa coppia in azione ma il cui potenziale non è mai stato davvero espresso, oppure il rammarico al pensiero che Leclerc abbia gettato gran parte della propria carriera a rincorrere un sogno per cui lui era l’unico della coppia a lavorare convincentemente?
Sarei davvero curioso di sentire le risposte, anche da parte del pilota stesso.

Quando si affronta l’argomento di Leclerc in altre squadre, spesso la controrisposta che mi viene fornita è “quali alternative avrebbe, se lasciasse la Ferrari?”. A ciò vorrei rispondere dicendo “tutte quelle che un pilota della sua considerazione meriterebbe”. Se in questa settimana, anziché annunciare il rinnovo, Charles avesse annunciato a sorpresa l’addio dalla “Rossa”, per lo spessore della sua figura nel paddock è lecito pensare che le acque si muovano e che le offerte non manchino.

Se invece mancassero, sarebbe sensato porsi un paio di dubbi, in primis sulla reale considerazione di Leclerc come talento da parte dei vari team manager di F1 (con Max Verstappen presente, lui sarebbe sempre visto come il numero due, il “ripiego”) e, in secundis, sulla figura che Charles ha costruito di sé, legata indissolubilmente alla Casa di Maranello e che quindi nessuno, anche un team interessato, andrebbe a tentare di scalfire, nella consapevolezza che otterrebbe un secco rifiuto.

Un’immagine che, però, è stato Leclerc stesso a costruire consapevolmente e di cui, dunque, deve darsi le eventuali colpe. Per quanto ammirevole sia voler inseguire il proprio sogno ad ogni costo, a tutto c’è un limite ed un pilota, ad un certo punto, deve sapere quando compiere delle scelte, anche drastiche, per il proprio futuro. Basta avere un po’ di amor proprio.

C’è un’altra domanda che ci si dovrebbe porre, a questo punto: quello di Leclerc si può ancora definire un sogno, o è diventata, per l’appunto, un’ossessione? Ai voi la sentenza.

Fonte immagini: ferrari.com

Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi

È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.